Caso Weinstein, il produttore ricorrerà in appello: “Alcune donne non avrebbero dovuto testimoniare”

La Stampa CULTURA E SPETTACOLO

Per gli avvocati la sentenza «non è stata solo una condanna a vita ma una condanna a morte».

È quanto si legge sul New York Times che riporta la tesi dei legali del produttore Usa, 69 anni, la cui vicenda aveva innescato le proteste del movimento Mee Too.

Weinstein é attualmente rinchiuso al Wende Correctional Facility, New York, da dove verrà rilasciato il 9 novembre 2039, quando avrà 87 anni

Più di ottanta donne, tra cui molte ex attrici o aspiranti, denunciarono episodi che vanno dagli abusi sessuali a casi di stupro. (La Stampa)

Su altri giornali

«L'indignazione morale amplificata del pubblico per il presunto comportamento sessuale scorretto di uomini potenti» avrebbe influito sul verdetto, secondo i documenti presentati a New York dai legali di Weinstein. (Ticinonline)

Alle accuse l’ufficio del procuratore di Manhattan replica con una stringata nota: “Risponderemo in tribunale“ L’elenco delle critiche a Burke è lungo e include il fatto che non avrebbe dovuto consentire alla giuria di deliberare sullo stupro di terzo grado in merito a un incidente del 2013. (Ticinonews.ch)

La condanna di Weinstein è stata un vittoria per il movimento del #MeToo che ora però segue con apprensione il nuovo capitolo della battaglia in tribunale La sua sentenza è stata l'epilogo del caso scoppiato nel 2017 quando il New York Times e il New Yorker lo avevano portato alla ribalta, scoperchiando uno scandalo. (L'Unione Sarda.it)

Turchia, processo golpe 2016: ergastoli aggravati per ex alti ufficiali

Il produttore americano, un anno fa era stato condannato per violenza sessuale dalla Corte Suprema dello Stato di New York. Dopo essere stato per anni il produttore più potente di Hollyvood era stato accusato da diverse attrici fra cui anche l'italiana Asia Argento. (IL GIORNO)

Milano, 7 apr. I giudici hanno condannato all’ergastolo aggravato l’ex maggiore Fedakar Akça, l’ex colonnello Muhammet Tanju Poshor, e l’ex tenente colonello Ümit Gençer che lesse in tv la dichiarazione del colpo di Stato. (LaPresse)

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