M5s, il senso di una fine | L'editoriale di Antonio Polito

M5s, il senso di una fine | L'editoriale di Antonio Polito
Per saperne di più:
Corriere della Sera INTERNO

Con l’aggravante che mai, durante queste settimane, si è avuta la sensazione di un vero, sincero, nobile dibattito di politica estera.

Neanche Conte poteva, con una risoluzione parlamentare, sospendere unilateralmente l’aiuto militare all’Ucraina aggredita.

Solo una politica democratica a sua volta radicale, nelle idee e nelle proposte, può sconfiggere l’ondata del radicalismo che Putin auspica, sollecita e provoca

Ha finito con il perdere una sessantina dei suoi parlamentari, senza peraltro ottenere nessun cambio di linea in politica estera. (Corriere della Sera)

Se ne è parlato anche su altri media

E Azzolina non sarebbe l'unica 'big' che starebbe valutando in queste ore un cambio di squadra. Stando a diverse fonti interne, l'annuncio di un suo passaggio a Ipf potrebbe arrivare già nella giornata di domani. (Adnkronos)

La diatriba tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio si è conclusa dunque senza originalità, ove per originalità si intende la volontà (capacità?) A furia di scissioni da destra, da sinistra e dalla galassia antisistema, l’affollamento al centro richiede ormai un separatore di corsie. (Avvenire)

Il ministro degli Esteri, dopo la scissione dal M5S, riparte nella regione con ben otto (finora) adesioni di peso a «Insieme per il futuro». Ci vedremo in serata (dopo le 21 di ieri, ndr) con Giuseppe Conte per definire le nostre strategie». (La Gazzetta del Mezzogiorno)

Draghi al Colle dopo il via libera: «Fondamentale l’unità su Kiev»

- TRIESTE, 23 GIU - Nessuna fuoriuscita dal Movimento 5 stelle per i consiglieri regionali in Friuli Venezia Giulia. Per coerenza, come ha chiesto lui in questi anni, si sarebbe dovuto dimettere e non creare un altro partito (Sky Tg24 )

Il ministro degli Esteri si sente finalmente libero dalle zavorre di un passato grillino che era diventato troppo ingombrante. Oggi sarà a Roma per la prima assemblea congiunta dei gruppi di Ipf, convocata alla Camera per le 14. (ilGiornale.it)

di Paola Di Caro. Sì della Camera alla risoluzione, premier e ministri da Mattarella. E purtroppo non basta «cercare la pace» come l’Italia vuole, per ottenerla «bisogna essere in due». (Corriere della Sera)

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