La Cassazione sul crocefisso in classe: «Non è discriminatorio, ma la scelta va condivisa»

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L’affissione del crocifisso nelle aule scolastiche, «al quale si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione».

Foto in copertina: ANSA. Leggi anche:

La scelta di rimuovere il simbolo religioso, però, non era in linea con la posizione assunta dalla maggioranza dall’assemblea degli studenti della di classe. (Open)

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Adesso il prof, a distanza di quasi tre lustri, si dice soddisfatto per l’evoluzione della vicenda giudiziaria. “Peccato che i giudici non abbiano ancora mostrato coraggio sotto il profilo della questione discriminatoria verso le altre religioni”, ha sottolineato. (Tecnica della Scuola)

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Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato che la disposizione del regolamento degli anni venti del secolo scorso – che tuttora disciplina la materia, mancando una legge del Parlamento – è suscettibile di essere interpretata in senso conforme alla Costituzione. (PaeseRoma.it)

Si avrà una società anonima, livellata verso il basso, senza conoscenza e senza storia. «Vogliamo mettere accanto al crocifisso i simboli delle altre religioni? (leggo.it)

La Cassazione ha detto “Sì al crocifisso in aula. (Fonte tgcom24.mediaset.it) (Papaboys 3.0)

E’ il commento di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, alla sentenza della Cassazione, pur riservandosi di leggerla nella sua integralità. Cassazione, in caso di richiesta anche simboli di altre religioni. (MilanoPost)

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