CANNES: VINCE LA PALMA D'ORO IL FILM “TITANE”

CANNES: VINCE LA PALMA D'ORO IL FILM “TITANE”
Redazione AriaMediterranea CULTURA E SPETTACOLO

Durante l’evento, Bellocchio ha presentato il documentario “Marx può aspettare”, il suo film più intimo, in cui parla del suicidio del fratello gemello, scomparso a soli 29 anni

Il regista Marco Bellocchio, nella serata di chiusura ha ricevuto la ‘Palma d’onore alla carriera’, consegnatagli dall’amico Paolo Sorrentino.

La kermesse, che può essere definita il festival dei record, Spike Lee il primo presidente afroamericano, la prima giuria a maggioranza femminile, tre donne e due uomini, vanta inoltre il primato di aver comunicato in anticipo il Palmarès. (Redazione AriaMediterranea)

Ne parlano anche altre fonti

Photo credit: Stephane Cardinale - Corbis - Getty Images. Ventotto anni dopo Jane Campion, è arrivata lei, Julia Ducournau: la francese trentenne, cresciuta a pane e horror, che ha vinto il festival del cinema di Cannes 2021 ridando per la seconda volta visibilità alla creatività femminile. (Yahoo Finanza)

La nostra ha primeggiato con un film a dir poco disturbante, Titane, anni luce lontano da Lezioni di piano ma non per questo meno originale. Ventotto anni dopo Jane Campion, è arrivata lei, Julia Ducournau: la francese trentenne, cresciuta a pane e horror, che ha vinto il festival del cinema di Cannes 2021 ridando per la seconda volta visibilità alla creatività femminile. (Elle)

Oltre a Titane, I Wonder Pictures porterà nei cinema italiani nei prossimi mesi anche Nitram e Annette, insieme a numerosi altri titoli della distribuzione bolognese presentati quest’anno sulla Croisette. (e-duesse)

Perché correrò a vedere Titane

Julia Ducournau ha ambizioni tematiche alte, ed evita i dispositivi più banali del genere, come i classici jumpscare, e opta invece per un’accurata levigatezza formale. In Francia il film è già nelle sale, in Italia è annunciato per l’autunno, distribuito da I Wonder Pictures, che ci ha visto lungo. (OptiMagazine)

Solo due registi nel palmarès erano stati già premiati in concorso: l’iraniano Asghar Farhadi ricompensato con un Grand Prix ex æquo per A Hero e il thailandese Apichatpong Weerasethakul, premio della Giuria ex æquo per Memoria . (La Gazzetta di Sondrio)

Sono quasi sicura, diciamo al 98%, che correrò come un fulmine a vedere, quando arriverà nelle nostre sale, il film Palma d’Oro del 74° festival di Cannes, non tanto per masochismo, quanto per cercare di capire il putiferio attorno a un film giudicato dalla critica sia orribile che grandioso, sia ridicolo che epocale, essendo, pare, la prima cineopera ad affrontare la contemporanea confusione gender, il primo cinemanifesto che più inclusivo di così è difficile immaginare (la Repubblica)

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