Ucciso in Afghanistan Danish Siddiqui, fotoreporter della Reuters che aveva vinto il premio Pulitzer nel 2018

Open ESTERI

Ed è morto nelle terre dell’Afghanistan facendo il proprio mestiere Danish Siddiqui, 38 anni, fotoreporter della Reuters e premio Pulitzer del 2018 per la fotografia con i reportage sulla crisi dei rifugiati Rohingya.

La Reuters ha riferito poi che un comandante afghano sotto anonimato ha raccontato che Siddiqui stava parlando con alcuni negozianti quando i talebani hanno attaccato di nuovo

È stato curato, e si stava riprendendo mentre i talebani si ritiravano dagli scontri a Spin Boldak. (Open)

Se ne è parlato anche su altre testate

Era impegnato a documentare uno scontro tra le forze di sicurezza e i talebani nel distretto di Spin Boldak. Danish Siddiqui era nella provincia di Kandahar per seguire i combattimenti nell’area da circa due settimane, avrebbe riferito il portavoce del governo provinciale Bahir Ahmad Ahmadi. (In Terris)

Secondo il portavoce del governo provinciale, Bahir Ahmad Ahmadi, il fotografo era a Kandahar da due settimane. Ha fatto parte di un team della Reuters che ha vinto il premio Pulitzer nel 2018 per la copertura della crisi dei Rohingya (ROMA on line)

MEMBRO DEL TEAM Reuters che nel 2018 si è aggiudicato il Pulitzer per la copertura della crisi dei Il fotografo indiano e premio Pulitzer Danish Siddiqui è stato ucciso ieri in uno dei luoghi afghani più contesi – militarmente e mediaticamente – degli ultimi giorni, nel distretto di Spin Boldak, non lontano dal confine con il Pakistan, nella provincia meridionale di Kandahar. (Il Manifesto)

Ucciso il reporter Danish Siddiqui. L’escalation di violenza delle ultime settimane ha infatti acuito l’instabilità nel Paese, dal quale giovani e soldati governativi continuano a fuggire. (Newsby)

Siddiqui, che stava documentando il conflitto, dirigeva il team multimediale di Reuters in India ed era divenuto celebre per essersi aggiudicato il Premio Pulitzer nel 2018, per uno scatto che raccontava la crisi dei profughi rohingya. (L'Occhio)

|. L’uccisione in Afghanistan, due giorni fa, di un decano del fotogiornalismo quale Danish Siddiqui, ci ricorda ancora una volta che gli operatori dell’informazione che seguono i conflitti finiscono spesso per diventare bersagli delle forze governative o dei gruppi armati che si contendono un territorio. (Corriere della Sera)

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