Allarme pastifici,a inizio 2022 non ci sarà abbastanza grano

Allarme pastifici,a inizio 2022 non ci sarà abbastanza grano
Sky Tg24 ECONOMIA

- ROMA, 10 SET - "Tra marzo e maggio non avremo abbastanza grano per fare la pasta".

L'aumento ricade "su tutti, dai mugnai fino ai consumatori", spiega l'ad

Il punto è che il grano "può essere stoccato per un anno o anche due, ma la semola dura solo un mese".

Ferro afferma che si sta già assistendo ad una corsa all'accaparramento: "Nemmeno durante la guerra mancò così tanto grano".

Le ripercussioni sui prezzi si vedono già. (Sky Tg24 )

La notizia riportata su altre testate

Ecco perché. AUMENTO DEI PREZZI DELLA PASTA. La carenza della materia prima si sta ripercuotendo lungo tutta la filiera della pasta, con difficoltà di approvvigionamento e aumenti del prezzo che interesseranno anche i consumatori finali. (Startmag Web magazine)

Le ripercussioni sui prezzi si vedono già. L’aumento ricade “su tutti, dai mugnai fino ai consumatori”, spiega l’ad (Molise News 24)

E l’Italia – per continuare a produrre pasta e ad esportarla – seguita ad avere bisogno di circa 2 milioni di tonnellate di grano duro d’importazione all’anno, attualmente coperti per circa il 70% dal solo prodotto canadese (Sicilia Agricoltura)

Allarme pastifici,a inizio 2022 non ci sarà abbastanza grano Ferro, crollo della produzione in Canada

A dare l’allarme è l’amministratore delegato de La Molisana (terzo pastificio italiano per valore) Giuseppe Ferro. Ferro afferma che si sta già assistendo ad una corsa all’accaparramento: “Nemmeno durante la guerra mancò così tanto grano”. (Radio Colonna)

di conseguenza aumenterà il prezzo della pasta. È l'allarme lanciato da Giuseppe Ferro, Amministratore Delegato del gruppo Molisana, lo storico pastificio che dal 1912 produce pasta di grano e semole. (TIMgate)

L’aumento ricade “su tutti, dai mugnai fino ai consumatori”, spiega l’ad “Il cuore del problema è in Canada – spiega l’ad in un’intervista a ‘Il Sole 24 Ore’ – che è di gran lunga il primo produttore al mondo di grano duro e che quest’anno ha prodotto 3,5 milioni di tonnellate anziché le solite 6,5”. (http://www.pressmoliselazio.it)

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