Le prestazioni familiari vanno erogate anche agli stranieri extracomunitari con permesso breve

Le prestazioni familiari vanno erogate anche agli stranieri extracomunitari con permesso breve
Pensioni Oggi INTERNO

151/2001) anche agli stranieri con permesso di soggiorno per lavoro o ricerca di durata superiore a sei mesi.

Le prestazioni familiari spettano anche ai cittadini extracomunitari legalmente soggiornanti per motivi di lavoro o di ricerca per un periodo superiore a sei mesi.

La decisione. La Corte ha riesaminato le questioni sollevate a sua volta dalla Cassazione sulle discipline del bonus bebè (art. (Pensioni Oggi)

La notizia riportata su altri media

L’Italia non ha figli di serie A e figli di serie B o C. L’incidenza della povertà tra le famiglie con almeno uno straniero in cui sono presenti minori è pari a 28,6%: in cifre, 300.000 famiglie. (Avvenire)

Il Comitato composto da tre giudici, con membri provenienti da Russia, Estonia e Svizzera, ha concesso un risarcimento danni per un totale di 12.500 euro agli Scientologist di Mosca e alla Chiesa di Scientology Internazionale. (Sardegna Reporter)

Una condizione posta dalla legge 190 del 2014 sul bonus bebè e dal decreto legislativo 151 del 2001 sull'assegno di maternità, e prevista anche dalla recente normativa per l'assegno unico universale per i figli,che da marzo di quest'anno assorbirà le varie misure per le famiglie con i figli a carico, a partire dal bonus bebè. (IL GIORNO)

Bonus bebè, chiedere il permesso di soggiorno agli stranieri come requisito è incostituzionale

Per accedere a sostegni e indennità basta un permesso di soggiorno superiore a sei mei. Altrimenti si violerebbe il principio contenuto nella direttiva 2011/98 di parità di trattamento tra cittadini europei e cittadini di Paesi terzi, quanto alle prestazioni familiari e di maternità (Corriere della Sera)

Richiedere il permesso di lungo soggiorno alle persone straniere che non provengano dall’Unione europea per l’accesso al bonus bebè e all’assegno di maternità non è costituzionale. La sentenza verrà depositata nelle prossime settimane. (Open)

La Corte di Lussemburgo aveva già affermato, infatti, che la normativa italiana non è compatibile né con l’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue: quest’ultimo prevede il diritto alle prestazioni di sicurezza sociale. (Il Fatto Quotidiano)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr