Milano fuori controllo, gli studenti denunciano aggressioni e la Bocconi è "costretta" a scortarli

Milano fuori controllo, gli studenti denunciano aggressioni e la Bocconi è costretta a scortarli
Approfondimenti:
Secolo d'Italia INTERNO

A lanciare l’allarme sono stati gli studenti della Bocconi.

Solo a Milano, capitale del crimine in ogni classifica sui reati, un’università può essere costretta a scortare a casa gli studenti»

Gli universitari hanno più volte denunciato aggressioni e mancanza di sicurezza nel parco Ravizza, una zona di passaggio per poter raggiungere gli alloggi.

«La denuncia degli universitari della Bocconi sull’insicurezza del parco Ravizza – ha scritto su Fb – è significativa dell’incapacità del Comune di Milano nel trovare soluzioni concrete a problemi reali. (Secolo d'Italia)

La notizia riportata su altri media

E ora è proprio il mondo universitario ad alzare la voce contro l'amministrazione comunale di Milano per questioni legate alla sicurezza degli studenti. La denuncia degli universitari della Bocconi sull’insicurezza del Parco Ravizza è significativa dell’incapacità del comune di Milano nel trovare soluzioni concrete a problemi reali. (ilGiornale.it)

Per questo, l'università più esclusiva di Milano, ha organizzato un servizio di accompagnamento a piedi dalle residenze alle aule e viceversa per tutti coloro che ne necessitassero. (Fanpage.it)

Ma l'università smentisce: "Lo facciamo per la socializzazione" Troppe aggressioni al Parco Ravizza: 6 denunce in due mesi. (La Repubblica)

Troppe aggressioni, la Bocconi scorta gli studenti a "casa"

La scorta è partita due giorni fa e sarà garantita tutti i giorni, dal lunedì al sabato. Parco Ravizza è diventato negli ultimi anni l'ennesimo fortino d'illegalità, un'area verde requisita da extracomunitari e balordi così come tante altre in città (ilGiornale.it)

Un servizio che è stato attivato dall’ateneo su richiesta del gruppo studentesco B.lab, il più numeroso della Bocconi. Fra via Gobbi e viale Toscana ci sono circa 900 metri di distanza, che diventano 750 «tagliando» per il parco dove, tuttavia, molti studenti sono restii a passare, soprattutto di sera. (Corriere Milano)

Il motivo, come spiega a MilanoToday il capogruppo di B.Lab-Unilab Network Aldo Marcello Corigliano, è il crescente numero di aggressioni che si sono verificate al parco Ravizza e la conseguente preoccupazione di studentesse e studenti nell'attraversarlo per tornare nelle residenze universitarie, soprattutto nelle ore serali. (MilanoToday.it)

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