Il diritto di tribuna non convince. Dubbi sul patto Letta-Calenda

Il diritto di tribuna non convince. Dubbi sul patto Letta-Calenda
LA NOTIZIA INTERNO

Andrea Pertici, professore ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Pisa, come valuta l’accordo raggiunto da Enrico Letta con Carlo Calenda e Benedetto della Vedova?

Credo che dovrebbe votare le forze politiche che pongono al centro della propria proposta politica i temi che ho ricordato sopra.

Il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte può occupare uno spazio a sinistra del Pd?

Il Pd ha offerto il diritto di tribuna in Parlamento ai leader dei diversi partiti e movimenti politici del centrosinistra che entreranno a far parte dell’alleanza elettorale. (LA NOTIZIA)

Su altri media

«L’accordo non ci riguarda e tra l’altro non ne condividiamo molte cose nel merito delle questioni programmatiche», ha commentato Bonelli, mentre Fratoianni parla di «trattativa un po’ curiosa» Ma l’accordo tra Pd e Azione/+Europa ha anche provocato un terremoto nel resto della coalizione, con gli stessi Bonelli e Fratoianni che hanno chiesto un incontro al segretario dem Letta. (Il Dubbio)

Le risposte. Il costituzionalista Stefano Ceccanti: «Era già capitato nelle elezioni del 2006, con l’Unione». maria berlinguer Come si aggira lo sbarramento del 3%? (La Stampa)

A mio avviso la coalizione deve essere la più ampia possibile per essere competitiva e fermare gli estremismi. Nelle prossime ore bisogna capire dove vuole andare questa coalizione e che coalizione si vuole costruire. (StrettoWeb)

Diritto di tribuna, cosa è e quando è stato usato

La proposta del segretario dem di offrire il "diritto di tribuna" ai leader esclusi dai collegi uninominali risponde dunque alla necessità che anche i partiti più piccoli possano godere comunque di seggi. (la Repubblica)

Il «diritto di tribuna» è stato invece rifiutato da Bonelli e Fratoianni, che con la lista Sinistra italiana - Verdi sono stimati sopra il 3% Ovvero, per essere chiari: potranno essere candidati nella posizione numero uno di un listino del Pd in un collegio proporzionale. (Avvenire)

Secondo Repubblica, a Di Maio sarebbe stato proposto un posto al proporzionale direttamente nella lista Pd. Una proposta finora già rifiutata da Verdi e Sinistra italiana, che domani vedranno Letta per un chiarimento cruciale (Open)

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