Chico Forti, lo zio: 'E' allo stremo, tragedia senza fine. Basta con i rimpalli di responsabilità'

Chico Forti, lo zio: 'E' allo stremo, tragedia senza fine. Basta con i rimpalli di responsabilità'
Tiscali.it INTERNO

"Adesso è tempo che si ponga fine a questo rimpallo di responsabilità - dice senza usare giri di parole -

"Senza questi documenti, che avrebbero dovuto essere spediti da tempo, Chico non può rientrare in Italia - ribadisce adesso lo zio -.

"Sono andato da sette ministri, ogni volta mi dicevano che il caso Chico Forti era una priorità del Governo ma poi finiva tutto nei cassetti.

"Sei mesi di tempo tra l'annuncio del suo trasferimento e l'esecuzione ci sembravano più che sufficienti per superare gli eventuali ostacoli burocratici. (Tiscali.it)

Se ne è parlato anche su altre testate

Contestualmente l’ambasciata italiana a Washington e la Farnesina seguono gli sviluppi del caso" continua la nota "La Lega segue la vicenda ed è a disposizione per dare una mano: bisogna fare di tutto per riportare Chico Forti a casa Parenti e amici hanno aspettato anche troppo. (Corriere dell'Umbria)

"Adesso è tempo che si ponga fine a questo rimpallo di responsabilità - dice senza usare giri di parole - "Senza questi documenti, che avrebbero dovuto essere spediti da tempo, Chico non può rientrare in Italia - ribadisce adesso lo zio -. (Yahoo Notizie)

"Sei mesi di tempo tra l'annuncio del suo trasferimento e l'esecuzione ci sembravano più che sufficienti per superare gli eventuali ostacoli burocratici. “Chico da mesi aspetta la buona notizia che ancora non arriva. (Alto Adige)

Chico Forti, lo zio: "E' allo stremo, tragedia senza fine, stop rimpalli responsabilità"

È sempre stato un combattente, ma a tutto c'è un limite. Dopo l’annuncio del dicembre scorso, il rientro in Italia di Chico Forti, dopo 22 anni di carcere in Usa, sembrava ormai cosa fatta ma, oltre sei mesi dopo, di quelle procedure avviate per il suo rientro oggi nessuno sa più nulla. (Fanpage.it)

Quando Chico Forti rientrerà in Italia dovrà scontare una pena, come spiega la convenzione di Strasburgo, stabilita da una speciale commissione di Giudici italiani Lo spiega lo stesso Gianni Forti: «Chico per ora sta bene, ma ogni giorno che passa diventa sempre più pesante e doloroso». (la VOCE del TRENTINO)

"Sei mesi di tempo tra l'annuncio del suo trasferimento e l'esecuzione ci sembravano più che sufficienti per superare gli eventuali ostacoli burocratici. "Senza questi documenti, che avrebbero dovuto essere spediti da tempo, Chico non può rientrare in Italia - ribadisce adesso lo zio -. (Adnkronos)

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