Pure l'Europa adesso si sfila. Niente rinvii per Archie

Pure l'Europa adesso si sfila. Niente rinvii per Archie
ilGiornale.it ESTERI

Ma, sostanzialmente, avevano stabilito che fosse «nel miglior interesse» del ragazzino che le cure venissero sospese.

Da settimane la Gran Bretagna seguiva con il fiato sospeso la sorte del piccolo Archie Battersbee.

La madre aveva fatto un ultimo, disperato tentativo: aveva presentato una richiesta al tribunale europeo per i diritti umani per impedire ai medici di sospendere le cure

Ma un giudice aveva sostenuto che la Carta dei Diritti su cui si basa il Comitato «non fa parte della legge del Regno Unito». (ilGiornale.it)

Ne parlano anche altre fonti

Non senza aggiungere di aver ricevuto risposta negativa dal servizio sanitario nazionale (Nhs), per ragioni di intrasportabilità, alla richiesta di trasferire Archie nelle ultime ore in un hospice vicino a casa, nella contea dell’Essex: come a dire che l’addio avverrà nella sua camera d’ospedale a Londra. (Gazzetta del Sud)

La decisione di staccare la spina - confermata dai giudici del Regno come in numerosi precedenti analoghi - era stata rinviata ieri a partire dalle 11 locali di oggi (le 12 in Italia). (Alto Adige)

Ricorso per il quale le era stato concesso tempo fino alle 9 di stamattina e che è stato frattanto depositato, come annunciato ai media da mamma Hollie, da papà Paul e da un loro avvocato. (Trentino)

Archie, un cuore che non smette di esserci

Ma I giudici britannici di ogni grado, dall’Alta Corte alla Corte di appello, alla Corte Suprema, hanno sentenziato più volte che “è nel migliore interesse di Archie Battersbee morire perché I suoi organi, in ogni caso, tra qualche settimana, smetteranno di funzionare”. (Avvenire)

Da settimane la Gran Bretagna segue con il fiato sospeso la sorte del piccolo Archie Battersbee. "Potremmo andare in Giappone, in Italia": la mamma di Archie non vuole gettare la spugna, anzi promette di lottare fino alla fine e assicura che alcuni medici, in Italia, le hanno gia’ offerto aiuto. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

Ogni morte ci strappa via un pezzo di noi, ci costringe a trovare nuovi equilibri, nuove ragioni per continuare. Forse fatalità, forse una sfida sui social finita male, forse altro: il primo mistero di questo giovane inglese è il suo cuore, le decisioni intraprese o subite, meditate o prese sull’onda di un impulso. (Il Sussidiario.net)

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