Gli USA, l'Europa e l'inflazione

Gli USA, l'Europa e l'inflazione
Corriere del Ticino ECONOMIA

Negli Stati Uniti il rincaro non riguarda più solo i valori borsistici ed immobiliari, che sono «volati» grazie ai 120 miliardi di dollari immessi ogni mese dalla banca centrale americana nel circuito economico, ma anche i prezzi al consumo che sono saliti al 4,2% in aprile e che si prevede aumenteranno ancora nei prossimi mesi.

A complicare questa politica è la resurrezione dell’inflazione.

In Eurolandia sono saliti del 2% in maggio rispetto all’1,6% del

Gli Stati Uniti non stanno solo adoperandosi per una forte e rapida uscita economica dalla pandemia, ma anche per creare le premesse che la ripresa sia sana e non necessiti di continui interventi monetari come accadeva prima dell’apparizione della COVID-19. (Corriere del Ticino)

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L’inflazione core Usa è sotto controllo, ma è un indicatore che si muove in ritardo rispetto ai prezzi al consumo generali. La loro attenzione è rivolta soprattutto agli Stati Uniti, da dove dovrebbero arrivare le indicazioni per l’orientamento dei mercati globali. (Fondionline.it)

Una paura che tuttavia, in base a quanto emerge dal trend dei Treasuries, si è notevolmente smorzata rispetto a più di due mesi fa.Per l'indice dei prezzi al consumo di maggio, gli economisti intervistati da Dow Jones prevedono un aumento del 4,7%, quindi superiore al +4,2% di aprile (Finanza.com)

Anche se vediamo che la forte domanda degli investitori per gli ETF sul settore dell’energia continuerà nel breve termine, in realtà preferiamo un altro settore delle materie prime, i materiali, per la loro esposizione all’attuale contesto reflazionistico. (FocusRisparmio)

Cina: in aumento i prezzi di produzione al ritmo più veloce degli ultimi 13 anni

Una crescita eccessiva dei prezzi al consumo costringerebbe molte Banche centrali a rivedere le politiche monetarie espansive (rafforzate con la pandemia) Una corsa che non si è ancora arrestata: oggi l’indice che ne raccoglie i prezzi è del 40% più alto rispetto ai livelli pre-pandemia. (ISPI)

Tale scenario sembra indicare che l’inflazione non faccia più tanta paura. Fra gli economisti circola una sorta di diffidenza sul fatto che un mercato del lavoro rigido possa portare a pressioni inflazionistiche inaspettatamente forti. (Money.it)

I prezzi alla produzione dell’industria cinese sono aumentati perché trainati dall’incremento dei prezzi delle materie prime. L’indice dei prezzi alla produzione cinese (PPI) è aumentato del 9,0%, ha dichiarato il National Bureau of Statistics (NBS) in una nota. (InvestireOggi.it)

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