Pegasus, Snowden: 'Con gli spyware nessun telefono sicuro'

Pegasus, Snowden: 'Con gli spyware nessun telefono sicuro'
Tiscali.it ESTERI

A lanciare l'allarme è Edward Snowden, l'informatico statunitense che ha rivelato al mondo lo scandalo dei programmi di sorveglianza di massa della National security agency (Nsa).

Ne parla in un'intervista al Guardian, una delle testate che ha realizzato lo scoop su Pegasus, partendo da una riflessione.

(Adnkronos) - I governi intervengano subito per fermare gli spyware altrimenti nel mondo nessun telefono sarà più sicuro. (Tiscali.it)

Se ne è parlato anche su altre testate

Secondo Edward Snowden i governi dovrebbero imporre una moratoria globale sul commercio internazionale di spyware, altrimenti rischiamo di vedere l’avvento di una realtà in cui nessun telefono cellulare è al sicuro dagli hacker. (Tech Princess)

Abbiamo prove irrefutabili che queste affermazioni sono un ridicolo falso”, ha dichiarato Etienne Maynier, del Security Lab di Amnesty International. “Le massicce violazioni dei diritti umani che Pegasus facilita devono finire (hackerjournal.it)

Un'enorme indagine del Washington Post e altri 16 partner nel settore dell'editoria ha scoperto spyware di livello militare sugli smartphone Android e iOS di giornalisti e attivisti per i diritti umani: nel complesso sono stati individuati 37 dispositivi infettati con un software sviluppato dalla società israeliana NSO Group e ceduto in licenza ad agenzie governative, formalmente con l'obiettivo di sorvegliare criminali e terroristi. (HDblog)

Cos'è Pegasus, il trojan che spia politici e giornalisti

Come scritto in precedenza, Pegasus è uno spyware sviluppato dall’azienda israeliana NSO Group con l’obiettivo dichiarato “di fornire ai governi autorizzati la tecnologia necessaria a combattere il terrorismo e la criminalità”. (DR COMMODORE)

L’azienda israeliana messa sotto accusa replica duramente, affermando che la NSO Group ha “fermamente negato false accuse basate su ipotesi errate” e “teorie non avvalorate”, ribadendo che è impegnata in “una missione per salvare vite umane”. (ilmessaggero.it)

Inoculato in oltre 50.000 smartphone riconducibili a capi di stato, di governo e a giornalisti, il trojan Pegasus sarebbe stato usato come arma politica. Quel che è certo è che il trojan Pegasus può registrare non solo messaggini e conversazioni telefoniche, ma anche attivare il microfono del cellulare quando l’intercettato non lo usa, così da trasformarlo in una cimice. (Policymakermag)

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