Eitan Biran, lo zio: «La sua vita è già difficile, non meritava altro dolore»

Eitan Biran, lo zio: «La sua vita è già difficile, non meritava altro dolore»
Corriere della Sera INTERNO

Aveva però preferito evitare pubblicità, per proteggere Eitan il più possibile, per allontanare da lui i riflettori dei media.

di Paolo Salom. Lo zio paterno Or Nirko e la lite tra parenti: temevo che finisse così.

Or risponde al telefono dalla sua casa di Pavia, dove risiede dal tempo degli studi universitari e dove oggi lavora.

Ma non è servito: sono venuti alle 11 del mattino (ieri, ndr) e avevano il diritto di stare con Eitan fino alle 18

«Lui non sa di essere stato portato via, insomma di essere stato rapito. (Corriere della Sera)

Se ne è parlato anche su altri media

Sono le parole di Aja Biran, la zia affidataria di Eitan: l’unico sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone. Biran ha lasciato delle dichiarazioni alla stampa dopo che il nonno del bambino è fuggito col piccolo in Israele. (Inews24)

Il giornale israeliano descrive nei particolari come il nonno abbia portato con sé il piccolo Eitan: insieme hanno lasciato la casa della zia stamani senza rincasare in serata CRONACA Funivia, il legale dei familiari di Eitan: «Tutti i. (ilmessaggero.it)

La zia paterna ricorda anche che Peleg “è stato condannato in Israele per maltrattamenti nei confronti della ex moglie in tre gradi di giudizio”. Il piccolo Eitan dunque, dopo tutto quello che gli è successo, è al centro di una partita delicatissima che ha sullo sfondo anche interessi economici. (L'Unione Sarda.it)

A Pavia si indaga per sequestro. I sospetti sui servizi israeliani

Da Israele difende la sua famiglia dall'accusa di rapimento di persona la zia materna del piccolo Eitan, il bambino di 6 anni unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone dello scorso giugno. Tragedia Mottarone, parla la zia da Israele: “Non abbiamo rapito Eitan, non avevamo scelta” Sulla notizia del trasferimento improvviso in Israele del piccolo Eitan, l’unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, la zia materna dall’estero difende così la sua famiglia dall’accusa di sequestro di persona: “Non abbiamo rapito Eitan, non avevamo scelta”. (Fanpage.it)

Una decisione presa perché il piccolo era in cattive «condizioni mentali e fisiche», come ha spiegato in prima persona il 58enne ai suoi rappresentanti legali in Italia. Il piccolo Eitan si troverebbe in questo momento in cura presso l'ospedale Sheba di Tel Aviv. (Ticinonline)

Una decisione che ha irritato il ramo materno della famiglia, che vive in Israele e che ha avanzato un'istanza per l'affidamento del bambino. In seguito alla denuncia della donna, la procura pavese ha aperto un fascicolo per sequestro di persona. (ilGiornale.it)

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