Federauto, 70.000 posti di lavoro a rischio nelle concessionarie in Italia

QN Motori ECONOMIA

Il motivo è una conseguenza diretta, come ha dichiarato il Adolfo De Stefani Cosentino, il presidente della Federazione Italiana Concessionari Auto.

Questo porterà alla perdita di 60-70.000 posti di lavoro, con un incremento dei prezzi e un servizio inferiore, a scapito del consumatore”.

Federauto lancia l’allarme, sono a rischio 70.000 posti di lavoro nelle concessionarie in Italia.

Federauto domanda al Governo norme. (QN Motori)

Se ne è parlato anche su altri media

L’ingresso diretto dei costruttori sul mercato della distribuzione avrà infatti ripercussioni pesanti sulla forza lavoro, si parla di 70 mila posti a rischio. Ciò comporterà un incremento dei prezzi, con una conseguente spinta inflattiva e una riduzione del livello di servizio, il tutto a danno del consumatore“, spiega il presidente De Stefani Cosentino. (Fleet Magazine)

Ciò significa che la transizione energetica è partita, ma, dall’altra parte, esistono problemi oggettivi, primo fra tutti le auto vecchie“ ha spiegato il presidente di Federauto. “Il problema sono le auto vecchie” ha aggiunto De Stefani. (DealerLink)

Federauto lancia l’allarme vendita diretta secondo cui i Concessionari avranno presto un nuovo concorrente che conoscono molto bene. (Carblogitalia)

Per esempio riducendo i margini della rete di vendita, diminuendo il numero di showroom, e iniziando a vendere i veicoli online. Il terreno di confronto è un regolamento europeo, in capo alla direzione della concorrenza, che disciplina i rapporti tra imprese e distributori, non solo nel settore delle auto. (Panorama)

Le auto elettriche o ibride, sottolinea Federauto, costano dal 25 al 30% più delle versioni equivalenti con motore tradizionale. Questo, sottolinea Federauto, "permetterà alle case di mettere fuori gioco i distributori, quindi i concessionari, per poi acquisire il controllo della domanda, con condizioni non più negoziabili". (Giornale di Sicilia)

Il mercato italiano dell’auto nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno ha registrato il -20% delle immatricolazioni rispetto agli stessi mesi del 2019 (dati ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile). (Informazione Senza Filtro)

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