Il blocco del leader sciita al-Sadr proclama vittoria alle elezioni

Il blocco del leader sciita al-Sadr proclama vittoria alle elezioni
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AGI - Agenzia Italia ESTERI

In calo l'Alleanza per lo stato di diritto dell'ex premier Nouri al-Maliki, che avrebbe ottenuto 37 seggi.

Una fonte anonima ha detto che l'alleanza dei partiti "sadristi" avrebbe ottenuto 73 seggi sui 329 del nuovo parlamento e si confermerebbe la formazione più votata.

Il blocco di partiti guidato dal leader religioso sciita Moqtada al-Sadr ha rivendicato la vittoria alle elezioni di ieri in Iraq, contrassegnate da un elevato tasso di astensionismo. (AGI - Agenzia Italia)

La notizia riportata su altre testate

Si tratterebbe di 9 milioni di persone sui 22 milioni di elettori registrati. Anche in questo caso, l’ultimo giudizio lo dà l’affluenza, la strategia delle «elezioni riparatrici» non sembra aver funzionato (La Stampa)

Alle urne solo il 41% degli elettori Iraq, il religioso sciita nazionalista Moqtada al-Sadr vince le elezioni Il gruppo di Sadr si è imposto come primo partito, conquistando 73 dei 329 seggi in Parlamento. (Rai News)

Oggi l'Iraq è veramente libero dalla corruzione". Sui 329 disponibili, Sadr avrebbe ottenuto un “numero approssimativo di 73 seggi”, ha detto all’Afp un funzionario sadrista. (Sky Tg24 )

ELEZIONI IRAQ/ 'Vince l'astensione, una crisi che si salda a quella di Iran e Libano'

L’affluenza alle urne ha segnato il record negativo di tutta l’era post-Saddam: 41% (nel 2018 era stata del 44%) I risultati parziali delle elezioni legislative in Iraq sanciscono il consolidamento delle elite populiste al potere da più di un decennio. (L'HuffPost)

Dopotutto le accuse di brogli sono già state sollevate. Dovevano essere ricontate, insieme ad altre 10 milioni di schede, a seguito di denunce di brogli. (Il Manifesto)

Significa che la classe politica non ha saputo dare speranza al popolo iracheno, affamato dalla crisi economica e dalle bande criminali e terroristiche? Ma è lo stesso modello di quanto è successo in Afghanistan, dove i talebani hanno detto “non faremo più attentati” e gli americani hanno risposto “va bene, allora ce ne andiamo”. (Il Sussidiario.net)

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