Il Green pass non va “in porto”. Proteste da Trieste a Genova

Il Green pass non va “in porto”. Proteste da Trieste a Genova
Il Dubbio INTERNO

La stessa decisione dell’ala sinistra della maggioranza di drammatizzare al massimo la vicenda risulta in questo caso un boomerang.

Il rischio che il Green Pass, pensato soprattutto per circoscrivere il rischio di nuove chiusure, finisca per capovolgersi in un freno per la ripresa è concreto.

Una volta accettati i tamponi gratuiti per alcune categorie è evidente che quelle escluse la prenderanno malissimo. (Il Dubbio)

Ne parlano anche altre testate

Per ora, però, i porti sembrano procedere in ordine sparso. Come infatti anticipato ieri da myfruit.it, i porti sono una bomba pronta a far esplodere tutto il sistema di distribuzione delle merci. (Myfruit.it)

I portuali hanno rifiutato qualsiasi trattativa, anche la proposta di accedere ai tamponi gratuiti per non essere obbligati a fare il vaccino. In prima linea contro la stretta del governo Draghi ci sono i portuali di Trieste: nei giorni scorsi hanno cominciato una serie di proteste annunciando il blocco dei lavori del porto. (Open)

Porto di Trieste, Fedriga: "No alle radicalizzazioni: rischiamo un danno enorme". Fedriga ha nuovamente proposto dal 15 ottobre "tamponi nasali meno fastidiosi e fai-da-te da effettuare con la supervisione responsabile d'ufficio". (Il Piccolo)

Il decreto Green Pass manda subito in tilt i porti italiani

Ne’ possiamo pensare di danneggiare tanti posti di lavoro, perche’ il blocco del porto significa anche danneggiare tutto l’indotto e tutti coloro che con il porto collaborano”. Così il presidente della Conferenza delle Regioni e del Fvg Massimiliano Fedriga sulla situazione del porto di Trieste a seguito delle proteste per il green pass. (askanews)

I portuali palermitani che non posseggono il Green pass, tra l’altro, sarebbero circa il 7%, ovvero una trentina su un totale di 450 lavoratori in organico I rischi sono principalmente legati a Genova, dove in mattinata alcuni terminalisti hanno annunciato di voler pagare i tamponi ai dipendenti che non hanno il Green pass. (Il Fatto Quotidiano)

Dati alla mano in Italia sono tra i 4 e i 5 milioni i lavoratori che sono tutt’ora sprovvisti del Green Pass. Non va meglio neanche tra i metalmeccanici dove, soltanto guardando al caso dell’ex Ilva di Taranto, su 8.200 dipendenti ben 1.600 non hanno ancora il Green Pass. (LA NOTIZIA)

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