Referendum cannabis: partenza da sballo

Referendum cannabis: partenza da sballo
Il Manifesto INTERNO

Molto sopra le righe anche la prima risposta: 50mila persone hanno sottoscritto la richiesta di andare a votare per depenalizzare la cannabis in appena sei ore.

«Abbiamo lanciato una sfida folle, ma serve un po’ di follia per richiamare la politica alle sue responsabilità sul tema delle sostanze», ha detto Antonella Soldo, di Meglio Legale

Pochi minuti prima avevano terminato la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa referendaria. (Il Manifesto)

Su altre fonti

Affidare alla coltivazione minima o al referendum la via d’uscita è solo la prova di una politica che mette la testa sotto la sabbia Ebbene, il punto focale è che le ricette decennali fin qui perseguite per contrastare il consumo di stupefacenti si sono rivelate ampiamente fallimentari. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

Per questo i promotori si affidano alla tecnologia: sarà possibile sul sito www. Nella settimana in cui la commissione Giustizia della Camera approva il testo base della legge sulla cannabis, parte la raccolta delle firme per un referendum che ne depenalizzi la coltivazione. (L'HuffPost)

È per questo che nelle prossime settimane mi auguro che gli italiani firmino in gran numero il referendum depositato oggi”. Il traguardo delle 500mila adesioni necessarie non pare affatto irraggiungibile per il referendum per la depenalizzazione della cannabis. (Il Fatto Quotidiano)

Dopo l'eutanasia, droga libera. L'era dei referendum estremi

Proprio per questo la raccolta firme sarà interamente online e si firmerà tramite SPID. Si tratta di una raccolta firme lampo da completare in soli 20 giorni per depositare le firme entro il 30. settembre. (ekuonews.it)

I promotori: “Facciamo la storia” La raccolta di firme online perché venga indetto un referendum sulla legalizzazione della cannabis è stata aperta oggi alle 17. Alle 18 erano state raccolte già 50 mila firme. (Fanpage.it)

Spesso queste battaglie sono state condotte in nome della presunta lotta all'oscurantismo e ad antiche concezioni religiose ritenute ormai inadatte. Affermazione da decifrare; la Chiesa sul punto è sempre stata intransigente: no all'accanimento terapeutico, ma no anche ad ogni forma di eutanasia (ilGiornale.it)

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