Schwazer: "Credo nel sogno Olimpiadi. Wada? Sentenze si rispettano"

Schwazer: Credo nel sogno Olimpiadi. Wada? Sentenze si rispettano
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Così Alex Schwazer, in collegamento con Dribbling, sulle reazioni dopo la sua archiviazione al tribunale di Bolzano.

"Sia per quanto riguarda la Federazione internazionale che per la Wada io non mi aspettavo nessun mea culpa da loro, quindi non sono sorpreso".

Il marciatore azzurro replica alla dichiarazione della Wada, che si è detta inorridita per le molteplici accuse, sconsiderate e infondate fatte dal giudice contro l'organizzazione: "Non ho mai sentito nessuna organizzazione permettersi di criticare la decisione di un tribunale. (Tuttosport)

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E me lo ricordo, il 22 giugno 2016, perché pensai: ma come ha potuto farlo ancora? Il 10 agosto 2016 il TAS (Tribunale Arbitrale dello sport), considerata la seconda violazione delle norme antidoping, squalifica l’atleta per 8 anni. (Nicola Passarotto)

Le sentenze non si commentano, si rispettano”. Così Alex Schwazer, in collegamento a Dribbling, ha risposto alle esternazioni dell’agenzia mondiale antidoping rilasciate dopo la richiesta d’archiviazione dell’accusa di doping da parte del gip di Bolzano (Virgilio Sport)

“La mia dignità è stata ristabilità. Schwazer era stato bandito per otto anni nel 2016 dopo che un nuovo test di un campione di doping aveva mostrato tracce di steroidi. (LaPresse)

Schwazer: "La Wada deve rispettare le sentenze. Olimpiadi? Ci credo"

E proprio sulla posizione espressa dal tribunale di Bolzano la World Athletics ha voluto rispondere bollando la teoria della manipolazione come «inverosimile» e dichiarandosi «inorridita» (L'agone)

Queste le parole a Dribbling del marciatore azzurro Alex Schwazer dopo la sentenza che si oppone a quella del Tas che ha confermato la squalifica per doping nei confronti dell’azzurro. E’ davvero grave che la Wada attacchi un giudice della magistratura italiana, forse si sentono superiori alla legge. (Sportface.it)

Alex Schwazer replica alla Wada che, dopo la sua archiviazione al tribunale di Bolzano, si era detta inorridita per le molteplici accuse, sconsiderate e infondate fatte dal giudice contro l'organizzazione: "Sia per quanto riguarda la Federazione internazionale che per la Wada io non mi aspettavo nessun mea culpa da loro, quindi non sono sorpreso - afferma il marciatore azzurro in collegamento con Dribbling -. (Corriere dello Sport.it)

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