Scudetto Inter, in 30mila in piazza a Milano. È polemica: “Messaggio sbagliato”

Scudetto Inter, in 30mila in piazza a Milano. È polemica: “Messaggio sbagliato”
IVG.it INTERNO

È successo ieri, a Milano, in piazza Duomo, dove decine di migliaia di supporters si sono ritrovati per festeggiare lo scudetto (numero 19) dell’Inter.

“E si tratta di un messaggio profondamente errato, – il commento di Lorenza Giudice, presidente di Confcommercio Albenga e vice vicario provinciale.

Dall’altra 30mila persone, la maggior parte senza mascherina, tutte ammassate in una piazza per festeggiare un trionfo sportivo in barba ad ogni norma di distanziamento. (IVG.it)

Ne parlano anche altre testate

Professor Pregliasco, avrà visto le scene di ieri a Milano. È stata un'esposizione gratuita in un momento come questo in cui ogni contatto è da considerarsi a rischio. (Fanpage.it)

Perché l’Inter è rimasta una sola partita senza segnare gol, zero a zero a Udine, un momento fragile, quando sembrava che il Milan avesse preso il volo. Diverso perché è stato studiato a tavolino, pezzo su pezzo, senza dover cadere in un rimpianto. (Calcio News 24)

sport. Finisce con nove scudetti di fila l'era della Juventus. (TG La7)

Inter campione, prefetto: “Chiudere piazza Duomo avrebbe creato più assembramenti”

Perché si ritiene necessario intervenire quando a violare le regole sono 300 adolescenti e non quando si tratta di un numero superiore di tifosi? Le immagini di Piazza Duomo piena di tifosi dell’Inter in festa per lo scudetto fanno il paio con gli assembramenti dell’ultimo derby. (Il Fatto Quotidiano)

"Abbiamo chiacchierato un po' - si legge ancora nella denuncia - gli altri hanno fumato e bevuto, io non ho bevuto né fumato". Lì, con un'amica, incontra i quattro giovani di Genova, tra cui il figlio di Grillo, e iniziano a ballare. (Yahoo Notizie)

Abbiamo valutato che chiudere piazza Duomo, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti, sotto ogni profilo”, le parole di Saccone. (LaPresse)

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