La Cina frena borse deboli

La Cina frena borse deboli
Rai News ECONOMIA

Petrolio sopra i 74 dollari al barile

Su listino principale brilla Stellantis, +1,30% mentre soffrono utilities ed energetici.

Mercati La Cina frena borse deboli. Condividi. di Sabrina Manfroi Avvio incerto e debole per le borse europee dove prevalgono le preoccupazioni per un rallentamento della crescita globale.

Pesano i dati macroeconomici della Cina, con produzione industriale e vendite al dettaglio di agosto nettamente sotto le attese. (Rai News)

Ne parlano anche altri media

Negli scambi odierni l’Asia sembra aver subito il colpo dei dati cinesi al di sotto delle aspettative I nervi restano abbastanza tesi, tra una pandemia ancora dominante e l’avvicinarsi di nuove decisioni restrittive delle banche centrali. (Money.it)

Piatta anche Milano, dove si mette in evidenza Mediaset che chiude il semestre con 227 milioni di utili. Avvio stabile per lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi che è sotto quota 100 punti base (la Repubblica)

Al momento della scrittura, i futures indicano in rosso di 10 punti, +4 punti per lo e +20 punti per il . Intanto, i prezzi dell'energia in Europa hanno superato i record del 2008, mentre Bruxelles potrebbe presto rivedere le norme di bilancio UE. (Investing.com)

Fare business in Cina, così è cambiato il Paese nel dopo-Covid

Molti gestori hanno affermato di avere i portafogli esposti all'economia del Dragone, direttamente, tramite società locali, o indirettamente, attraverso aziende che vendono i loro beni o servizi a compratori locali. (Il Sole 24 ORE)

L’indice Morningstar China da inizio anno (fino al 14 settemre e in euro) ha perso il 9,4%. Rispetto al 2020, condizionato dalla pandemia, il ritmo degli affari nel primo semestre 2021 è stato sicuramente robusto”. (Morningstar)

Dietro a molti di questi apparentemente nuovi marchi e imprese ci sono spesso i soliti colossi tecnologici Nei beni di largo consumo, il business online è diventato il 34% del totale (fonte: Nielsen Retail), crescendo del +30% annuale negli ultimi due anni, mentre il tradizionale “off-line” è rimasto stabile. (Il Sole 24 ORE)

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