Istat: rischio strutturale per il 45% delle imprese, riflessi sulle banche

Istat: rischio strutturale per il 45% delle imprese, riflessi sulle banche
Milano Finanza ECONOMIA

Queste imprese sono numerose nei settori a basso contenuto tecnologico e di conoscenza.

La pandemia ha scosso alle basi il sistema produttivo italiano.

Gli alimentari e il farmaceutico sono stati gli unici settori a registrare incrementi, rispettivamente del 2% e del 3,5%

Tant’è che quasi un'impresa su due è "strutturalmente a rischio", esposta a una "crisi esogena", le cui conseguenze possono metterne a repentaglio l'operatività. (Milano Finanza)

Ne parlano anche altre fonti

E’ quanto rileva l’Istat nel Rapporto sulla competitività dei settori produttivi che analizza anche gli effetti della crisi sanitaria sulle aziende. In tale contesto emerge la tenuta decisamente maggiore delle imprese appartenenti a gruppi multinazionali”. (QuiFinanza)

Le sei regioni classificabili a rischio basso si trovano invece tutte nell'Italia settentrionale (Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Provincia autonoma di Trento)". Gli alimentari e il farmaceutico sono stati gli unici settori a registrare incrementi di valore aggiunto (+2 e +3,5% rispettivamente). (la Repubblica)

Nel linguaggio dell’Istat “comprendono le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione”. Scrive l’Istat che in quei dodici mesi sono aumentati “soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,4%, pari a +717mila)”. (TIMgate)

Coronavirus e crisi, l'Istat: "In Umbria tessuto produttivo ad alto rischio combinato"

Rispetto a febbraio 2020, il tasso di occupazione è più basso di 2,2 punti percentuali e quello di disoccupazione è più alto di 0,5" Sopravvivenza a rischio per un terzo delle imprese Istat: nel 2020 fatturato industria a picco dell'11,1% Il settore più colpito è stato l'abbigliamento che ha registrato un crollo dei ricavi di circa il 25%. (Rai News)

Diversamente da quanto fu disposto nel primo lockdown, il comparto industriale è stato risparmiato dalle chiusure anche nelle zone rosse Tuttavia, “nonostante l’aumento delle restrizioni in Italia l’industria conferma dunque una buona tenuta, in questa fase sostenuta maggiormente dall’accelerazione della domanda estera. (Il Sussidiario.net)

OCCUPAZIONE - Considerando nello specifico l’occupazione, "circa un terzo degli addetti totali (32,6%) è impiegato in imprese a rischio Alto o Medio-alto La crisi economica legata all'emergenza coronavirus ha acuito il divario tra le aree geografiche d'Italia, con l'Umbria che sembra sempre più 'scivolare' verso il Sud. (PerugiaToday)

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