La Fed è pronta a combattere l'inflazione a (quasi) tutti i costi

La Fed è pronta a combattere l'inflazione a (quasi) tutti i costi
Start Magazine ECONOMIA

Che cosa ha deciso la Fed. Il commento di Paolo Zanghieri, senior economist di Generali Investments Oltre al previsto aumento dei tassi di 75 pb, la riunione di settembre ha mostrato che la Fed è determinata a inasprire le condizioni monetarie a un ritmo ancora più rapido e che prevede di mantenere i tassi a un livello restrittivo più a lungo. I messaggi piuttosto aggressivi dei dots e della conferenza stampa miravano a dissipare la percezione del mercato secondo cui la Fed potrebbe rinunciare a mantenere i tassi alti a lungo per i timori di una recessione. (Start Magazine)

Se ne è parlato anche su altri giornali

Oltre al previsto aumento di 75 punti, la Fed si è mostrata determinata a inasprire le condizioni monetarie a un ritmo ancora più rapido e prevede di mantenere i tassi a un livello restrittivo più a lungo. (Investing.com Italia)

Roma, 22 set. (askanews) – I pronostici degli operatori dei mercati sono stati rispettati. (Agenzia askanews)

Wall Street in ribasso, all’indomani dell’ennesimo maxi rialzo dei tassi da parte della Fed di Jerome Powell, pari a +75 punti base per la terza volta consecutiva. Obiettivo confermato ieri da Powell: andare avanti nel percorso delle strette monetarie, al fine di riportare l’inflazione Usa al target del 2% (viaggia ora al ritmo superiore all’8%, in base a quanto emerge dall’indice dei prezzi al consumo). (Finanza.com)

Gli esperti di strategie rivedono le stime dopo il rialzo dei tassi da 75bp della Fed Da Investing

Wall Street in ribasso, all’indomani dell’ennesimo maxi rialzo dei tassi da parte della Fed di Jerome Powell, pari a +75 punti base per la terza volta consecutiva. Obiettivo confermato ieri da Powell: andare avanti nel percorso delle strette monetarie, al fine di riportare l’inflazione Usa al target del 2% (viaggia ora al ritmo superiore all’8%, in base a quanto emerge dall’indice dei prezzi al consumo). (Borse.it)

Pubblicità L’inflazione sembra non voler mollare la presa, tanto che le banche centrali si trovano costrette ad aumentare i tassi di interesse. A partire dalla statunitense Fed che ha varato un nuovo rialzo dello 0,75%, portando così il costo del denaro al 3,5% circa, il livello più alto mai raggiunto dalla crisi del 2008. (la VOCE del TRENTINO)

E soprattutto, il cosiddetto dot plot della Fed suggerisce ulteriori inasprimenti aggressivi all’orizzonte, con i tassi che potrebbero arrivare al 4,6% nel 2023. La Federal Reserve ha alzato il di riferimento di 0,75 punti percentuali ieri, per la terza volta di fila. (Investing.com Italia)

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