L’assoluzione di Rittenhouse e le due facce colpevoli di un’America divisa

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Eppure, come il Franti di Cuore, lo sguardo deamicisiano e un po’ woke di mezz’America l’aveva già condannato dall’agosto scorso e al processo in diretta tivù aveva potuto constatare un’unica differenza: l’infame non sorrise, l’infame ha pianto.

Il 17enne Kyle, “aspirante vigilante” dall’Illinois con la faccia da bambino, aveva aperto il fuoco contro tre manifestanti antirazzisti, bianchi, uccidendone due, con il suo fucile

Alla fine, all’udire il quinto «not guilty», «non colpevole», Kyle Rittenhouse è crollato, scoppiando in un pianto a dirotto e per un istante, a chi voleva vedere, è sembrato solo quello che è: un ragazzo di diciotto anni. (Tempi.it)

Su altri giornali

Per tutta la durata del processo, nel timore di incidenti, fuori dal tribunale è stato schierato l'esercito. Oltre ai militanti per i diritti civili hanno seguito il processo anche molti suprematisti bianchi, dai quali l'assoluzione viene salu tata con soddisfazione. (euronews Italiano)

Caro Beppe, un diciassettenne, Kyle Rittenhouse, l'estate scorsa ha ucciso due persone e ferito una terza a Kenosha, Wisconsin. Purtroppo, tanto in politica quanto nel mondo dei media, la polarizzazione paga in termini di voti e audience e quindi e' assai difficile uscirne (Corriere della Sera)

Uno di loro, Anthony Huber, prova a colpire il ragazzo con uno skateboard: a distanza di pochi centimetri, Rittenhouse spara anche a lui. Il giudice ha creduto alla posizione della difesa, secondo cui Rittenhouse ha agito totalmente per autodifesa dopo essere stato attaccato dai manifestanti (Rolling Stone Italia)

Parliamo del diciottenne che, nell’agosto del 2020, uccise due uomini e ne ferì un terzo con un fucile semiautomatico durante una protesta di Black Lives Matter a Kenosha, nel Wisconsin Kyle Rittenhouse, in questi giorni, è sulla bocca di tutti. (Corriere del Ticino)

Il verdetto di Kenosha, con l’assoluzione dell’adolescente bianco che la sera del 25 agosto 2020 uccise a colpi d’arma da fuoco due manifestanti bianchi anti-razzisti, “mette a nudo le divisioni dell’America”. (Il Fatto Quotidiano)

E Tom Nichols, ex docente al Naval War College, autore del saggio «Il nemico dentro» (Luiss), repubblicano, concorda: «Vero, e chi tifa per la sentenza lo sa benissimo». Il presidente Joe Biden stesso, in un comunicato, invita alla calma e alla razionale scelta di accettare la decisione della Corte, pur dicendosi «arrabbiato e preoccupato». (il mattino di Padova)

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