Fisco, accordo dei partiti su Irpef: come cambiano gli scaglioni, chi guadagna

Fisco, accordo dei partiti su Irpef: come cambiano gli scaglioni, chi guadagna
QuiFinanza INTERNO

“C’è l’accordo politico ad agire sulle aliquote Irpef”.

La rotta è pertanto tracciata e così le fasi che scandiranno l’iter che porterà, se percorso fino all’ultimo miglio, una riduzione degli scaglioni dell’Irpef.

Nello specifico, i redditi fino a 15 mila euro restano al 23%, quelli da 15 mila a 28 mila euro passano dal 27% al 25%, quelli compresi tra i 28 mila e i 50 mila euro scendono dal 38% al 35%, oltre i 50 mila si passa direttamente al 43%

Quanti sono gli scaglioni e quali le nuove aliquote. (QuiFinanza)

Ne parlano anche altre testate

Si agirà sulle aliquote Irpef del ceto medio, e in modo strutturale anche sull’Irap Accordo politico nella maggioranza sulla riforma del fisco. (LA NOTIZIA)

Scompare, insomma, la tassazione del 41% fino ad oggi applicata ai redditi tra 55 mila e 75 mila euro Il limite superiore non saranno più 55 mila euro di reddito ma, come si diceva, 50 mila euro. (Il Messaggero)

Il premier incontrerà lunedì alle 17.30 il M5S; martedì alle 12 la Lega, alle 15.30 FI e alle 17.30 il Pd; mercoledì alle 12 CI, alle 15.30 Iv, e alle 17.30 Leu. Lo comunica palazzo Chigi (LaPresse)

Legge Bilancio, Tajani: “Iniziata nuova fase per la riduzione della pressione fiscale”

(LaPresse) “Stiamo discutendo con il Governo perché nelle prossime riforme si rivolgano soprattutto a pensionati e lavoratori dipendenti. Noi stiamo chiedendo al Governo di muoversi in questo senso” (LaPresse)

Sale da 6 a 7 miliardi il plafond per modificare l'Irpef, che andranno alla riduzione delle due aliquote che vengono applicate ai redditi dai 15.000 ai 55.000 euro, che al 27% e 38% passano rispettivamente al 25% e 35%. (Adnkronos)

E’ ovvio che si può fare di più, ma è iniziata una nuova fase che deve portare a una progressiva riduzione della pressione fiscale. Bisogna andare avanti perché meno tasse significa più crescita, ridurre il costo del lavoro, e significa anche avere più soldi nelle buste paga dei lavoratori” (LaPresse)

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