Quirinale, prove di dialogo Pd-Fdi. Meloni: “Mattarella bis via più facile ma dico no”

Quirinale, prove di dialogo Pd-Fdi. Meloni: “Mattarella bis via più facile ma dico no”
Il Fatto Quotidiano INTERNO

Così la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in occasione di un confronto pubblico con il segretario del Pd Enrico Letta, alla presentazione del libro “Razza poltrona” del giornalista Fabrizio Roncone alla Casa del Cinema di Roma.

La risposta di Enrico Letta è stata di apertura: “La mia previsione – ha detto – è che l’anno prossimo non ci saranno elezioni anticipate.

“Io credo che le quotazioni di Mattarella siano molto alte al momento, per molti è la strada più facile, ma io non condivido questa scelta”. (Il Fatto Quotidiano)

La notizia riportata su altre testate

Sulla possibilità che l’attuale premier punti al Quirinale, Prodi afferma: “Credo che l’incognita dei prossimi mesi riguardi molto Draghi: se sceglierà un grande potere limitato nel tempo o meno potere, ma grande autorità per un tempo molto più lungo”. (L'HuffPost)

Poi, una manciata di secondi dopo, è il turno di Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, che si prende gli applausi degli oltre 400 spettatori. «C’è parecchia Emilia Romagna – esordisce Bonaccini – nel successo e nella rinascita. (La Gazzetta di Modena)

(.). Ma oggi che cosa risponderebbe Prodi se i vertici del Pd avessero il coraggio di spendere nuovamente il suo nome per il Quirinale? Forse per questo motivo mi è piaciuto fare il capo del governo, e alla salita del Quirinale preferisco quella dello Stelvio (Corriere della Sera)

Prodi, il nuovo libro e il rapporto con Berlusconi: due carissimi nemici riuniti dalla saggezza

Quanto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Prodi sottolinea: “Conoscendolo, se dice di non volere essere rieletto, sarà così. D’altra parte ho sempre ritenuto che non fosse cosa che facessi il capo dello Stato, tutto qui. (LiberoQuotidiano.it)

"Abbiamo chiesto il sentiment degli italiani sul Quirinale dando tre opzioni: riconferma di Mattarella, Draghi o un terzo nome. "Si è parlato di Finocchiaro, Berlusconi, Casini, ma è ancora presto per formulare una rosa di nomi (Adnkronos)

Oppure la campagna alimentata da Forza Italia e dal centrodestra su Telekom Serbia. Certo, io sarei stato poi assolto a formula piena ma, intanto, mi sarei dovuto dimettere da presidente della Commissione europea» (ilmessaggero.it)

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