CAOS MYANMAR/ Cervellera: esercito o popolo, la Cina appoggia chi fa i suoi affari

CAOS MYANMAR/ Cervellera: esercito o popolo, la Cina appoggia chi fa i suoi affari
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Il Sussidiario.net ESTERI

Soprattutto si attende una presa di posizione della Cina, da cinquant’anni maggior partner economico del Myanmar, che al momento sta tenendo le distanze anch’essa”.

Tom Andrews, inviato speciale dell’Onu per il Myanmar, teme che la situazione possa andare sempre più fuori controllo, fino a scatenare una guerra civile.

Bisognerà vedere come la comunità internazionale si muove.

Ci sono delle voci ma non le abbiamo potute verificare, così come ci sono voci che dalla Cina sono arrivate armi

Perché anche loro non sono sicuri che la comunità internazionale possa sostenerli e anche i due paesi che sono i più forti alleati economici del Myanmar, Singapore e Cina, non si esprimono chiaramente. (Il Sussidiario.net)

Ne parlano anche altre fonti

Everyone has a right to peaceful assembly. The use of lethal force, intimidation & harassment against peaceful demonstrators is unacceptable. (Ticinonline)

Lo sparo è partito da un gruppo di militari durante le manifestazioni nella capitale Naypyitaw contro il golpe operato dai generali. (Open)

A confermarlo è il fratello Myanmar, morta la ragazza colpita dalla polizia durante le proteste La donna è stata centrata da colpi da arma da fuoco durante una manifestazione nella capitale Naypyitaw, il 9 febbraio scorso. (Rai News)

Colpo di Stato in Birmania, Facebook chiude la pagina dell’esercito

Storicamente associati all’immagine di una religione straniera, i cattolici del Myanmar, pur rappresentando una goccia (poco più dell’1%) in un Paese da lunghi secoli a prevalenza buddhista, stanno prendendo parte, a pieno titolo, al cammino del popolo che rivendica libertà, pace, democrazia. (Avvenire)

Il governatore piemontese Cirio: "La politica chieda scusa". Scende in piazza a Cuneo la rabbia degli operatori turistici della provincia Granda, che hanno subito gravi danni economici per lo stop allo sci imposto dal governo a causa della pandemia di Covid. (LaPresse)

Già una settimana fa Facebook aveva deciso di limitare “i post dei militari golpisti”, accusati di fare disinformazione . E oggi il social network interviene in modo ancora più radicale chiudendo l’account gestito dall’ esercito della Birmania, mentre prosegue la repressione nei confronti dei manifestanti che ieri ha portato alla morte di due persone (Il Fatto Quotidiano)

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