Unicredit-Mps, ora il governo prende tempo: serve la proroga di Bruxelles

ilmattino.it ECONOMIA

Ai primi di agosto, quando la trattativa con Unicredit sul destino di Monte dei Paschi era stata appena formalizzata, Daniele Franco aveva dato in Parlamento alcuni messaggi abbastanza chiari: la banca senese - aveva spiegato - incontrerebbe seri problemi restando da sola, ma il governo non è intenzionato ad accettare l’operazione a qualunque condizione.

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Contemporaneamente il ministro si era espresso contro l’ipotesi di chiedere a Bruxelles (ilmattino.it)

Ne parlano anche altre fonti

LE INDISCREZIONI DI REUTERS SU MEF E UNICREDIT. Ma che cosa è successo negli ultimi giorni? DOSSIER NPL. D’altro canto le richieste messe sul tavolo da Unicredit sono state chiare fin dall’inizio e pochi fin da subito i margini concessi. (Startmag Web magazine)

La trattativa tra Unicredit, Mps e Stato italiano sembra arenarsi ad un punto morto. La trattativa al momento rimane bloccata: Unicredit ed il Mef non riescono a raggiungere l’accordo quadro per chiudere la questione (Money.it)

In questo modo, lo Stato ammanta del profilo di scelta per così dire sovranista quello che in realtà era un costoso fallimento annunciato La quale fissava nel 31 dicembre di quest’anno la data ultima di uscita dello Stato italiano dal capitale dell’istituto senese: insomma, serviva una cortina fumogena per garantirsi l’incidente controllato. (Money.it)

L’ANALISI DI REPUBBLICA. Ma quali sono le differenze tra Tesoro e Unicredit? Uno su tutti l’entità del capitale da iniettare nel Monte per rendere più facile l’operazione con Unicredit. (Startmag Web magazine)

Il braccio di ferro in corso, da mesi, tra Unicredit e il Tesoro (al 64% del capitale di Rocca Salimbeni) sul perimetro e, soprattutto, sulla dote della banca più antica del mondo, sembra prossimo a terminare con un nulla di fatto. (ilGiornale.it)

Anche i sindacati di Banca Mps intervengono sulle novità riguardanti la possibilità della mancata cessione a Unicredit. Comunque vada a finire, deve essere chiaro sin d’ora che non deve passare per la testa a nessuno neanche l’idea che il cerino possa restare in mano al sindacato. (RadioSienaTv)

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