Gas: comitato emergenza, non innalzare livello allerta - LaPresse

Gas: comitato emergenza, non innalzare livello allerta - LaPresse
LAPRESSE ESTERI

Una scelta dovuta anche al timore di creare, con il passaggio dal primo al secondo sui tre dell’allerta, ulteriori fibrillazioni di mercato.

Anche perché – spiegano fonti qualificate del governo – al momento “la situazione è costantemente monitorata ma stabile”.

E’ l’orientamento del comitato sull’emergenza gas, a quanto si apprende, che si è riunito oggi pomeriggio per fare il punto a sette giorni dalla riduzione dei flussi in arrivo dalla Russia (LAPRESSE)

La notizia riportata su altri giornali

Nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri stanzierà altri 3 miliardi "per limitare gli aumenti nelle bollette dell’energia, dal taglio agli oneri di sistema per l’elettricità alla sterilizzazione al 5% dell’Iva per il gas". (SoldiOnline.it)

Gli esperti per ora non hanno ritenuto necessario passare dallo stato attuale di pre-allarme a quello di allarme. Stop al gas russo, ipotesi stato d’allarme, pronte le garanzie statali agli operatori Vista la riduzione delle forniture dalla Russia è stato riunito il Comitato d’emergenza sul gas, che non ha ritenuto ancora necessario lo stato d’allarme, ma la situazione rimane delicata. (Fanpage.it)

“L’Italia – spiegano fonti qualificate al Fatto Quotidiano – potrebbe far partire il suo piano di emergenza entro l’ultimo weekend di giugno”. Razionamento gas e interruzioni di luce. Saranno attivati dai gestori delle reti i cosiddetti “contratti di interrompibilità” per gas ed elettricità (Imola Oggi)

Lampioni spenti nelle città E tagli all’energia nelle aziende

Le preoccupazioni in Germania. Nonostante l'Italia non abbia ritenuto necessario il passaggio al livello di allerta sul gas, la situazione in Europa rimane tesa. (ilmessaggero.it)

Mentre alcuni Paesi europei, come la Germania, sono in apprensione e si preparano a dichiarare lo stato di allarme, il nostro Paese temporeggia con alternative e temporanee soluzioni. Lo stoccaggio in Italia è al 55% circa e vista la domanda di combustibile ora minore occorre insistere sulla strada delle scorte. (Money.it)

Acquisti prudenziali crescenti dei gruppi industriali del settore, garanzia pubblica per eventuali perdite sul prezzo, rilancio delle centrali a carbone, possibili tagli programmati dell’elettricità alle aziende energivore e interruzioni o blackout ugualmente calendarizzati nelle grandi città, riduzione della pubblica illuminazione. (QUOTIDIANO NAZIONALE)

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