Draghi in Libia, polemiche Pd: "Ignora torture e violenze"

Draghi in Libia, polemiche Pd: Ignora torture e violenze
Adnkronos INTERNO

"Sull'immigrazione c'è soddisfazione per quel che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia.

"In Libia i migranti vivono in condizioni inumane e atroci, come confermato da tutte le organizzazioni internazionali

Critiche al premier sono arrivate anche da Sinistra Italiana: "Draghi esprime soddisfazione per il lavoro della Libia sui salvataggi?

Parole che non sono piaciute a più di un esponente del Pd: "Draghi ha espresso 'soddisfazione' per quello che la Libia fa sul salvataggio dei migranti. (Adnkronos)

La notizia riportata su altre testate

Punta a questo la nuova era dei rapporti italo-libici inaugurata dalla visita del presidente del Consiglio, Mario Draghi, a Tripoli, nel suo primo viaggio internazionale come capo del governo. Negli ultimi anni di conflitto, sul terreno si sono imposti due Paesi che, tradizionalmente, non hanno mai avuto un primo piano nello scacchiere libico. (Il Fatto Quotidiano)

Per furbizia o per sfinimento, o forse perché questa volta la mediazione dell’Onu ha funzionato, la Libia si è dotata il 10 marzo scorso del suo primo governo unitario dalla guerra del 2011. Da est a ovest la stabilità mediterranea resta minacciata in Siria, in Libano, a Cipro e poi, soprattutto, in Libia. (Corriere della Sera)

dal nostro inviato. TRIPOLI — Dall’isolamento internazionale alla fila dei dignitari stranieri che attendono di essere ricevuti. «Intendiamo lavorare con il nuovo governo per sostenerlo e contribuire al processo interno di riconciliazione nazionale», ha dichiarato Michel dopo l’incontro con Dbeibah. (Corriere della Sera)

Libia, Draghi a Tripoli per rilanciare la partnership con l'Italia

Insomma con la visita di Draghi l’Italia sembra volersi reinserire a tutto tondo nel “Grande Gioco” in Libia, un paese da sempre nella sfera d’influenza della vocazione mediterranea del colonialismo e del neocolonialismo italiano. (L'AntiDiplomatico)

Ma nessuno, né a Palazzo Chigi né alla Farnesina, nasconde quello che è il primo dato di realtà: la pacificazione e la ricostruzione della Libia, come ha detto anche Draghi in Parlamento, passa dal ritiro non solo delle milizie, dalla costruzione di un vero esercito nazionale, ma soprattutto dal disimpegno militare della Turchia e della Russia. (Corriere della Sera)

Molti i dossier che verranno discussi con le nuove autorità del governo di unità nazionale guidato da Dabaiba: dalla lotta alle migrazioni illegali alla pacificazione del Paese, dalle forniture di gas attraverso la condotta Greenstream alla ricostruzione delle infrastrutture libiche, fino al rilancio delle commesse interrotte dopo il 2011 (la Repubblica)

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr