SIAE: nessuno ha pagato, 60 GB di dati sono online

SIAE: nessuno ha pagato, 60 GB di dati sono online
Punto Informatico ECONOMIA

Gli hacker avevano poi chiesto un riscatto di 3 milioni di euro in Bitcoin che non è stato pagato.

È curioso comunque il fatto che non siano ancora disponibili informazioni esatte su come sia avvenuto l'attacco

La conseguenza è che tutti i dati trafugati sono stati resi pubblici proprio nel corso delle ultime ore.

SIAE: i 60 GB di dati trafugati sono stati resi pubblici. Nei mesi successivi, gli hacker hanno abbassato più volte le richieste economiche, invitando addirittura ad una donazione spontanea di 50.000 euro ad un'associazione no-profit scelta direttamente dal donatore, senza quindi generare alcun profitto per loro, ma neppure l'ultima offerta è stata accettata e nessuno ha mai pagato. (Punto Informatico)

Su altre testate

SIAE: hacker pubblica i dati sensibili sottratti alla società. Dopo essersi visto ignorare non poche richieste di riscatto, l’hacker che ha colpito la SIAE ha reso pubblici i 60 GB di file compressi sottratti alla società. (Tech Princess)

Articolo consigliato. Come non dimenticare l’attacco hacker alla SIAE? Ma la perdurante inazione riscontrata nelle comunicazioni pubbliche verso gli interessati è ben distante dall’essere una good practice. (Infosec.news)

SIAE Leak: Pubblicati online 60gb di documenti sensibili

Nessuno ha accettato nemmeno l’ultima offerta, quella che non avrebbe portato un solo euro nelle tasche del pirata informatico, e così i dati sono stati resi pubblici. SIAE, lo ricordiamo, per bocca del suo direttore generale Gaetano Blandini aveva detto che “Per fortuna non sembrerebbero esserci dati economici e neppure quelli relativi ad iban bancari, solo dati anagrafici, come carte d’identità, codici fiscali, e dati di molti nostri dipendenti” (DDay.it)

L’attacco SIAE risale allo scorso Ottobre e tranne il comunicato ufficiale da parte dell’ente dove si diceva intenzionato a non pagare , non si è saputo più nulla. I dati bancari ci sono, e ci sono anche dati medici (hackerjournal.it)

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