Amazon molla la presa e ammette | ' A volte i nostri autisti sono costretti a fare pipì nelle bottiglie di plastica'

Amazon molla la presa e ammette | ' A volte i nostri autisti sono costretti a fare pipì nelle bottiglie di plastica'
Zazoom Blog ECONOMIA

Leggi su globalist (Di domenica 4 aprile 2021) Tutto era nato da un tweet di Pocan: "Retribuire i dipendenti con 15 dollari l'ora non vuol dire che si tratti di un posto di lavoro all'avanguardia, soprattutto se li costringi ala. Advertising. DonatoSaliola : RT @globalistIT: - globalistIT : - Occasioneweb : Da' un'occhiata a 'SET 5 PANNELLO QUADRATO LED PEGASO, 18W 1320 Lumen, FARETTO INCASSO Luce Fredda 6000K CON ALETTE… - FilippettiNews : @Claplaz @ItaliaOggi Ma la Serie B ha anche meno tifosi e abbonamento non lo vendi a 60 euro al mese. (Zazoom Blog)

Ne parlano anche altri media

Matteo Tontini,. I ritmi dei corrieri Amazon sono davvero serrati, questo è risaputo, e alcuni sostenevano che gli autisti non avessero neppure il tempo di andare al bagno tra una consegna e l’altra. (Webnews.it)

Leggi su dagospia (Di lunedì 5 aprile 2021) Da www.tgcom24.mediaset.it pacchiha, dopo le accuse mossegli da un deputato del partito democratico Usa, che a, pur diin fretta nella consegna delle merci, . (Zazoom Blog)

“Solo perché paghi i tuoi impiegati 15 dollari all’ora non ti rende un posto di lavoro all’avanguardia – aveva detto rivolgendosi al gigante dell’e-commerce – se costringi i tuoi impiegati a fare pipi’ nelle bottiglie di plastica”. (Cefalunews.net)

Amazon ammette: "A volte i nostri autisti fanno pipì nelle bottiglie"

Iniziate a riconoscere le condizioni di lavoro inappropriate che avete creato per tutti i vostri dipendenti” Erano però iniziate a trapelare alla stampa USA diverse testimonianze dei dipendenti che confermavano storie di questo tipo, in cui raccontavano di essersi ritrovati costretti a fare pipì in bottiglie di plastica per non arrivare in ritardo al luogo di consegna. (Milanoevents.it)

“Sono tre anni che aspettiamo, siamo stanchi” dicono i lavoratori. Il presidio è stato organizzato dalle sigle sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm, Uglm di Torino a 18 giorni dai licenziamenti che scatteranno il 25 aprile, per ribadire al Governo la richiesta di un tavolo che abbia l’obiettivo di dare continuità al progetto Italcomp (LaPresse)

Dopo aver respinto seccamente per settimane le affermazioni del membro del Congresso, la società alla fine ha ammesso la sua responsabilità, sottolineando come aver negato sia stato “un autogol”. (L'HuffPost)

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