Borse europee viste ancora in recupero: Omicron fa meno paura al mercato

Milano Finanza ECONOMIA

Variante Omicron e politiche della Fed da qui ai prossimi mesi fanno ancora una volta da driver principali del sentiment di mercato in una giornata in cui, sulla scia della robusta chiusura di Wall Street di ieri, le piazza europee sono viste ancora sopra la parità.

Secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza Consob avrebbe rivolto il suo fare alle oscillazioni del titolo, per valutare eventuali asimmetrie di mercato

Il bitcoin archivia la brutta seduta di ieri ritornando sopra 51.000. (Milano Finanza)

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A fine giornata il Ftse Mib, reduce dall'oltre +2% di inizio ottava, segna +2,41% a quota 27.137 punti, tornando così sui livelli precedenti il sell-off dettato dai timori da Omicron. A mercato chiuso 7 dicembre 2021 - 17:44. (Finanza.com)

Rispetto a un anno prima il Pil e' salito del 3,9% nell'Eurozona e del +4,1% nella Ue. Generali avanza di un altro 0,5% dopo il rally delle ultime sedute (Borsa Italiana)

Sugli scudi, dopo la notizia che la franceseha acquistato l'80% delle attività di merchant banking dell'istituto greco Eurobank. S&P-500. STM. Nexi. Worldline. Stellantis. (Teleborsa)

Video: No vax scendono di nuovo in piazza (Mediaset). Chiusura in forte rialzo per le principali borse europee. In particolare hanno corso Parigi (+2,91% a 7.065 punti) e Francoforte (+2,86% a 15.820 punti), più caute invece Londra (+1,52% a 7.341 punti) e Madrid (+1,45% a 8.562 punti). (Notizie - MSN Italia)

Forti anche Cnh (MI: )(+3,9%) e Pirelli (MI: ), (+3,3%), quest'ultima favorita anche ad un upgrade da parte di un broker europeo, secondo un trader. Il ritrovato ottimismo spinge gli investitori a riposizionarsi sull'atteso rally natalizio cercando occasioni di acquisto tra i titoli più penalizzati dal recente sell-off, tra cui tecnologici, auto e lusso. (Investing.com)

I prezzi dei T-Bond appaiono in calo e i rendimenti in rialzo, in particolare il decennale sale nuovamente verso 1,5%. Oltreoceano la seconda lettura dell’indice della produttività Usa nel terzo trimestre, è stato rivisto da -5% a -5,2% ed è il peggior calo dal 1960. (FIRSTonline)

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