Coriolano:Installazione multimediale di Giorgio Proietti e Patrizia Genovesi

Aeroporto Malpensa 10 dicembre 2008 – 28 febbraio 2009 Nello spazio creato da Giorgio Proietti, direttore d’orchestra, e Patrizia Genovesi, fotografa e video-artist, la grande tradizione musicale si sposa con il moderno strumento multimediale, che ne esalta la potenza in un linguaggio nuovo e più familiare all’osservatore contemporaneo.
, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura) Giorgio Proietti dirige Coriolano di Ludwig van Beethoven. La potenza della composizione è tale da trasfondere plasticamente i sentimenti che animano il protagonista al punto da renderli “fisici”. Così avviene che Coriolano entri dentro il Direttore-interprete, e che questi gli restituisca la propria identità.

L’intensità fisica ed emotiva del personaggio, che prorompe nel video del concerto, si cristallizza nei 12 fotogrammi che ne mostrano, immobilizzati, alcuni istanti. Un sapiente lavoro sull’immagine elimina il particolare superfluo ed enfatizza il dramma. Il gesto e la postura evidenziano la metamorfosi del Maestro, che lasciandosi penetrare dalla Musica diventa egli stesso Coriolano: comandante che guida i suoi alla battaglia, e insieme uomo lacerato dal dissidio interiore che lo condurrà infine alla morte.

Patrizia Genovesi

Fotografa e video-artist

Creatrice e promotrice di iniziative nel campo della divulgazione scientifica e culturale e nella ricerca di nuovi linguaggi espressivi nel campo della video arte

Tra le sue ultime esposizioni personali:

Mondadori Trevi – Roma (2003)

Mondadori Marghera – Milano (2004)

Tempio di Dioniso al Quirinale - Roma (2005)

Torretta Valadier – Roma (2006)

Auditorium della Musica di Roma Notebook – Roma (2007)

Estate Romana – Roma (2008)

Balletti Palace per Mensa IBD – San Martino al Cimino (2008)

Ha detto di sé:

Immaginavo una vita a colori ma a volte la vivevo in bianco e nero. E mi chiedevo: perché mentre il grande fotografo fa del bianco e nero la sua caratteristica, il pittore la fa del colore ed entrambi raccontano la realtà? E' solo una scelta stilistica?

No: c’è ben altro. Il bianco e nero è lo sguardo della ragione che discerne. Luce, acqua, bene, vita: sono presenze. Buio, deserto, male, morte: sono assenze. Il bianco e il nero ripropongono visivamente l'eterna dualità tra vita e morte. In mezzo scorre l'esistenza con i suoi infiniti toni di grigio.

Il bianco e il nero richiamano l'essenza: l'uno è l'assorbimento di ogni cromatismo, l'altro la sintesi. Contengono ogni colore, ogni presenza vitale, ogni mancanza.

Giorgio Proietti

Direttore d’orchestra

Si e' formato sotto la guida di Leonard Bernstein, Nicola Hansalik Samale, Gustav Kuhn, Wolfgang Sawallish, Carlo Maria Giulini e George Prêtre.

Vincitore nel 1988 e 1991 della Selezione Nazionale Giovani Concertisti, debutta a 25 anni a Milano con l'"Orchestra Pomeriggi Musicali" in un concerto trasmesso dalla RAI. Negli anni successivi collabora con numerose orchestre in Italia e all'estero, tra cui: "Arturo Toscanini" di Parma, "Giuseppe Verdi" di Milano, "Filarmonica di Cracovia". Nel 2000, nell'ambito di una tournée in Giappone con la Sofia National Opera, dirige "Turandot" e la prima produzione assoluta de "La Gioconda" con il soprano Ghena Dimitrova alla presenza dell'Imperatore e dell'Imperatrice. Tra le altre numerose direzioni ricordiamo: "Un ballo in maschera" con G. Dimitrova (2001), "Norma" con M. Dragoni (2001) e la regia di Pierluigi Pizzi, e "Trovatore" (2007) con il Coro del Puccini Festival.

Ha collaborato ed inciso con numerosi artisti, tra cui: Andrea Bocelli, Leo Nucci, Nicola Ghiuselev, Enzo Dara, Gabriella Tucci, Olga Romanko, Giuseppe Giacomini, Olim Anastasov, Michele Pertusi.

Ha inciso per Bongiovanni (Bologna), King Record (Tokyo), RCA Victor JVC (Tokyo).

Attualmente e' titolare di cattedra di Direzione d'Orchestra presso il Conservatorio "L. Refice" di Frosinone.

Ha detto di sé:

E' nella ricerca del far "cantare" piu' che "suonare" gli strumenti, che si trovano forma e contenuti. Il canto è il primo strumento che noi possediamo; ma al di là c'è un'immaginazione di colori, forze e densità, che guidano l"andare" verso un brano musicale. Lo studio della partitura deve prescindere dal suo sviluppo gestuale, che è, e rimane quasi una "firma" del Direttore d'Orchestra.

La musica deve far rivivere i fantasmi che in essa si trovano.

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