Pubblicato su Amazon “Cilento Terra Matrigna: Emigrazione, Diaspora dei giovani e Spopolamento” che raccoglie gli atti del convegno: “Terra Matrigna, 150 anni di emigrazione e di spopolamento del Cilento. Da un allontanamento necessario all’abbandono cons

Dicevamo, in un territorio in cui la natura non sarebbe stata definita matrigna da Leopardi, che dovrebbe, invece, vivere anche soltanto di turismo, per la bellezza dei suoi beni ambientali, anche nei paesi dell’entroterra, come si spiega, invece, la sua “perseveranza” alla emigrazione?
Cilento, (informazione.it - comunicati stampa - editoria e media)

"Cilento Terra Matrigna: Emigrazione, Diaspora dei giovani e Spopolamento”, pubblicato da Amazon, raccoglie gli atti del convegno: “Terra Matrigna, 150 anni di emigrazione e di spopolamento del Cilento: Da un allontanamento necessario all’abbandono consapevole”, organizzato dall’Associazione storico – culturale “Progetto Centola” e dal Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura” tra Luglio – Agosto 2021. A cura di Ezio Martuscelli. Un assieme decisamente efficace giacché i relatori, spaziando in contesti sociali, storici, antropologici, filosofici e letterari, hanno elaborato argomentazioni funzionali agli obiettivi che erano alla base dello studio proposto ed offrono, con questa pubblicazione, l’opportunità di conoscerli e studiarli, sia per quanti siano interessati per ragioni personali che per quanti, essendo nella possibilità di farlo, dovrebbero trovare il modo per mitigare, se non fermare, l’emigrazione, offrendo nel territorio Cilentano, anche nei paesi dell’entroterra, le opportunità per restare, costruire un presente e poter contare sul futuro. Coautori: Maria Luisa Amendola, Antonio Calicchio, Angelo Carelli, Pasquale Carelli, Ferdinando De Luca, Francesco D’Episcopo, Luciana Gravina, Rita Gravina, Domenico Iannelli, Luigi Leuzzi, Ezio Martuscelli, Angela Natale e Raffaele Riccio.

Ma “la terra del Cilento”, matrigna, và intesa come “natura?” Perché, se è così, non sappiamo, non possiamo considerarla matrigna. Parliamo di quella natura geo-morfologica che viene fatta risalire dagli esperti a 500.000 anni fa? Delle sue vette che altri territori del mondo invidierebbe? Il Monte Cervati (1899 m), il Monte Gelbison (o Monte Sacro) (1 705 m), il Monte Bulgheria (1 225 m).

Ci riferiamo alle sue pianure immense? Al centinaio di chilometri di costa, lambita dal mare più limpido della Campania, che si caratterizza con spiagge di sabbia finissima, scogliere, promontori e grotte scavate nella roccia? Perché, raccontata così, dovremmo dire che “Madre Natura” abbia fornito il Cilento di tutte le bellezze possibili e quindi offerto a chi vi è nato, tante possibilità per viverci al meglio! Eppure è patria di emigrazione.

Nel Dialogo della Natura con un Islandese di Leopardi, l’Islandese, è in effetti, un emigrante perpetuo, stanco della crudeltà del clima della propria isola, che parte alla ricerca di un luogo lontano dalle sofferenze arrecate dalle difficoltà della Natura e dalle intemperie che continuamente vi sono. Per Leopardi è la natura ad essere matrigna, per gli studi effettuati dall’Associazione storico – culturale “Progetto Centola” e dal Gruppo “Mingardo/Lambro/Cultura”, ad essere matrigna è la terra del Cilento che, non offrendo opportunità alla sua popolazione, la costringe alla emigrazione, realizzandosi quindi uno spopolamento e, cosa ancora più triste, “alla diaspora dei giovani” che l’abbandonano, in cerca di maggior fortuna ed opportunità altrove.

Cosa hanno inteso fare questo gruppo di coraggiosi amici del Cilento, nei mesi tra luglio ed agosto,tornando nella loro terra? Lo riportiamo in chiaro:

  1. “Mettere a comparazione i vari fenomeni migratori che hanno impattato sul Cilento, analizzandone le cause e gli effetti, e individuare, per quelli in atto, eventuali ipotesi d’intervento.
  2. analizzare e confrontare gli elementi alla base dell’emigrazione storica di massa dall’Italia (1870 – 1960) con quella contemporanea che negli ultimi decenni vede il massiccio coinvolgimento di giovani italiani, molti ad alto contenuto di conoscenze, in particolare meridionali, e che è una delle cause principali dello spopolamento, in particolare, delle aree interne del Cilento.
  3. trovare connessioni e legami tra gli eventi che si sono succeduti nel tempo tracciando una linea che possa portare a individuare un concatenamento storico, politico e socio - economico tale da potere dare una versione interpretativa unitaria dei fenomeni presi in esame.
  4. Fare emergere proposte utili a individuare azioni che opportunamente attuate, possano portare alla riduzione del grave processo di spopolamento dei Paesi interni del Cilento.”

Quali le location? Tre diversi comuni del basso Cilento che sono stati presi in funzione precipua di riferimento storico, oltre che di bellezza paesaggistica e architettonica.
Eccoli: “Scenari suggestivi ed evocativi, a Celle Bulgheria, la piazzetta dominata dalla statua del Principe Bulgaro Khan Alzeco, a Torraca, il Castello dei Palamolla, Baroni di Torraca e del Porto di Sapri, a Palinuro, il Teatro Antiquarium” capaci di creare habitat propizi alla produttività intellettuale e all’empatia tra i partecipanti.

Di Ezio Martuscelli, ci limiteremo a ricordare che dal 2010 è presidente dell’Associazione storico-culturale “Progetto Centola”. Dopo altre pubblicazioni, sia in campo scientifico, sia in quello della storia del territorio del Comune di Centola e del Cilento, da poco si è dedicato allo studio dei processi emigratori del Cilento. Ci dice: “Come si evince dalle immagini della prima e della quarta di copertina al libro hanno contribuito molti autori cui va il mio più caldo e sentito ringraziamento. Tra il mese di luglio e quello di settembre sono stati e saranno programmati eventi finalizzati alla promozione del libro.

Al momento sono previste presentazioni a Celle di Bulgheria, Torraca, Centola-Palinuro e Vallo della Lucania.”

In riferimento ad una immagine in cui sono postati gli esiti di una ricerca EURSTAT 2021 pubblicati dal Mattino dell'1 maggio 2022 afferma:

“I dati, evidenziati attraverso i grafici in figura, mostrano chiaramente che se non s'interviene con un vigoroso cambio di paradigma i processi di: emigrazione; spopolamento e diaspora dei giovani dal Sud si accentueranno ulteriormente . Le disuguaglianze Nord-Sud si aggraveranno, anche grazie agli effetti del conflitto Russia - Ucraina.”

Dicevamo, in un territorio in cui la natura non sarebbe stata definita matrigna da Leopardi, che dovrebbe, invece, vivere anche soltanto di turismo, per la bellezza dei suoi beni ambientali, anche nei paesi dell’entroterra, come si spiega, invece, la sua “perseveranza” alla emigrazione?

Argomenti trattati e relatori: 31 luglio 2021. “L’emigrazione storica di massa” Celle di Bulgheria Ezio Martuscelli: I) Le fasi storiche dell’emigrazione italiana dalla emigrazione di “Massa”, alla “Nuova” e alla “Skilled emigration”.

Pasquale Carelli: II) Emigrazione dal Comune di Celle di Bulgheria nel periodo post unitario”. III) Angelo Carelli ed Ezio Martuscelli. La famiglia Pisciottano da Celle al Brasile. IV) Angelo Carelli ed Ezio Martuscelli. Un caso di matrimonio per procura a Celle di Bulgheria. Giuseppe Balbi sposa Vincenzina Carelli.

Torraca, 07 agosto 2021. L’emigrazione contemporanea. La diaspora dei giovani.

I) Luciana Gravina. Identità e consapevolezza. II) Antonio Calicchio. La condizione giovanile: La “generazione del nichilismo attivo”. III) Rita Gravina. Un trolley di libri e l’addio all’Italia. IV) Domenico Iannelli. L’emigrazione a Torraca. V) Prima e seconda emigrazione in America da Torraca. Famiglie degli emigrati. Ascendenti di Vincenzo Lombardi. VI) La famiglia di Carmine Falci tra Torraca e il Brasile. VII Rita Gravina. Torraca, percorsi migratori che si intrecciano. VIII) Una Cilentana a Parigi. Un caso particolare di emigrazione. IX) Francesco D’Episcopo. I giovani se ne vanno.

Centola - Palinuro, 21 agosto 2021. Lo spopolamento delle aree interne.

I) Luigi Leuzzi. Identità e emigrazione: un contributo antropologico culturale in tema di spopolamento aree interne del Cilento.

II) Ezio Martuscelli. Il Cilento: dall’emigrazione “Transoceanica di massa” alla “Nuova emigrazione” e alla “Skilled”.

III) Ferdinando De Luca. I borghi dell’abbandono. Un destino irreversibile?

IV) Raffaele Riccio. Storie di emigrazione e lontananza. I ritorni possibili.

V) Angela Natale. La “dipartenza”. VI) Maria Luisa Amendola. Racconti sull’emigrazione da Palinuro. VII) Ezio Martuscelli. L’emigrazione “Transoceanica” da Centola (SA), un comune del Basso Cilento.

Al ponderoso lavoro sono allegati tabelle, documenti e fotografie davvero interessanti.

C’è da augurarsi che quanti sono in grado di modificare le ragioni che tuttora spingono alla emigrazione, sopra tutto giovanile, tengano conto del lavoro svolto e lo utilizzino a modificare in meglio lo stato dei fatti.

Bianca Fasano

 

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