Comunicato della Conferenza stampa della Assoiciazione Transdolomites.

Trento, 14 giugno 2018
Bologna, (informazione.it - comunicati stampa - trasporti) Conferenza stampa Trento 14 giugno 2018
Comunicato stampa di Transdolomites.

LEGENDA :
Prefazione
Cronologia
Le delibere – mozioni e petizioni
Le determine
L’assenza dei Consiglieri provinciali delle Valli dell’Avisio
La posizione assunta dall’Ing. Raffaele De Col
Le considerazioni finali e appello

Transdolomites si è costituita nel 2006 con il preciso scopo di dedicarsi al tema della mobilità e del turismo sostenibile nel territorio dolomitico e alpino.
Il senso di essere associazione non è quello di lavorare ( pur a titolo gratuito ) nell’interesse dell’associazione stessa ma dei territori come entità geografica e come comunità umane affinchè anche a loro sia consentito di poter godere di parte delle opportunità che già oggi sono a disposizione delle città. Far sì che insomma il divario tra la pianura e la montagna venga in parte ripianato attraverso una politica dei trasporti che avvicini la montagna al resto del mondo sotto tanti aspetti.
La conferenza di oggi riteniamo sia un atto dovuto a seguito degli anni sui quali si è investito nella nostra azione. Il motivo della sua convocazione non è quello di dare giudizi sulle persone e nemmeno di emettere sentenze o fare accuse di colpevolezza. Non è compito nostro e che sarebbe tra l’altro interpretato come atto di prepotenza e supponenza. Siamo qui per esprimere una nostra opinione attraverso i passaggi che accompagnano questa relazione per giungere ad interrogare la Provincia Autonoma di Trento sui passaggi più salienti che hanno accompagnato questi anni di sostenuto dibattito e le decisioni che in tale solco si sono succedute.


DA METROLAND A OGGI

Il 2008 e la proposta della Provincia Autonoma di Trento per una rete ferroviaria di collegamento intervallivo. Il percorso storico.
Fonte “ Relazione TPS di Perugia” incaricata dalla P.A.T di valutare la sostenibilità di Metroland.
“ L’idea di Metroland prende corpo dall’intenzione della Provincia Autonoma di Trento di impegnarsi in un’azione strategica della mobilità ferroviaria per il trasporto merci e persone guardando all’interporto, ferrovia Trento-Malè, la linea della Valsugana con attenzione a quanto si stava definendo nella progettazione di quadruplicamento della linea ferroviaria del Brennero.
Nel corso dell’affinamento del progetto del Brennero e parallelamente con la redazione del Piano Urbanistico Provinciale è andata consolidandosi l’ipotesi di creare una rete ferroviaria provinciale di collegamento intervallivo in grado di connettere tra loro le principali realtà del territorio e di migliorare l’accessibilità al corridoio del Brennero.
Il progetto denominato “ Metroland “ ha individuato cinque corridoi interni di connessione intervalliva che sono stati recepiti nel PUP con un’esplicita raccomandazione di ulteriore approfondimento demandata al Piano provinciale della Mobilità di seguito riportata “ Sempre nell’ottica dell’integrazione e dello sviluppo bilanciato delle valli il piano provinciale della mobilità dovrà considerare tracciati derivati dallo studio approfondito delle caratteristiche strutturali , economico-sociali e ambientali dei territori interessati . Dovrà inoltre valutare la possibile previsione dei raccordi e delle connessioni con il sistema infrastrutturale collaterale all’asse principale di ciascun corridoio, in particolare per l’accesso alle località turistiche”
Al termine della lunga Relazione la TPS nel capitolo che riguarda le “ Considerazioni di sintesi” intervenendo sul ruolo e integrazione del progetto nella rete provinciale di trasporto collettivo invita ad affinare il progetto Metroland ponendosi l’obiettivo di massimizzare l’utenza direttamente servita in modo da contenere i costi di gestione dei servizi su gomma di adduzione alle stazioni e più in generale dei servizi di trasporto pubblico da mantenere in “ parallelo “ a Metroland ( quindi fermate capillari ferroviarie e maggior servizi pubblico su gomma di adduzione alle fermate ferroviarie.
La relazione interviene sul potenziale ruolo di riqualificazione e valorizzazione di ambiti territoriali a valenza strategica, soprattutto turistica, che il sistema potrebbe svolgere attraverso una sua ricalibrazione che lo mettesse nelle condizioni di assolvere alla duplice funzione di collegamento veloce sulle lunghe distanze e di servizio di distribuzione a basso impatto ambientale in contesi pregiati ( Fiemme , Fassa, Basso Sarca).
Citando la soluzione del tram-treno come ipotesi per garantire una buona capillarità di servizio grazie alla possibilità di adottare un tracciato maggiormente integrato con il territorio, questa soluzione viene vista positivamente anche per il comprensorio Fiemme e Fassa da Cavalese a Canazei per arrivare a connettere fra loro tutti i centri urbani ed i principali impianti di risalita.

Hanno detto

9 ottobre 2009 : Alberto Pacher Vicepresidente della Provincia Autonoma di Trento.
“ La ferrovia è prioritaria. Entro la fine della legislatura spenderemo 500 milioni di Euro per il trasporto su rotaia” “ Contiamo di aprire i primi cantieri sull’asta dell’Adige e per il collegamento tra Rovereto e Riva già entro la fine della legislatura. Poi toccherà alla ferrovia interna della Val di Fiemme e Fassa .” “ Oltre ai due nuovi tratti di ferrovia , completeremo la Trento-Malè fino alla Val di Pejo e rinforzeremo la Valsugana elettrificandola “

10 e 11 ottobre 2009 , Convegno "Quale futuro per le ferrovie di montagna: opportunità da cogliere o costi da tagliare?".
Fu organizzato dall'allora presidente di Trentino trasporti Vanni Ceola, fortemente critico nei confronti di Metroland, in occasione del Centenario della Trento - Malé. In quell'occasione Lorenzo Dellai, allora Presidente della Giunta provinciale, molto sicuro di sé, disse che erano in procinto di partire i lavori per Metroland e che avrebbe fatto in modo che non sarebbe stato più possibile fermarli se non ad opera conclusa.
Fu anche quel periodo storico che venne ordinato di emarginare la proposta di Transdolomites promotrice dell’idea del collegamento Trento-Penia
In occasione di quel convegno venne presentato per la prima volta lo studio Qnex commissionato da Massimo Girardi per conto di Transdolomites .
Obiettivo dello studio elaborare una proposta di collegamento ferroviario tra Trento e Canazei attraverso la Valle di Cembra cercando di dare una risposta alle ambizioni di Metroland , ossia “ Sempre nell’ottica dell’integrazione e dello sviluppo bilanciato delle valli il piano provinciale della mobilità dovrà considerare tracciati derivati dallo studio approfondito delle caratteristiche strutturali , economico-sociali e ambientali dei territori interessati . Dovrà inoltre valutare la possibile previsione dei raccordi e delle connessioni con il sistema infrastrutturale collaterale all’asse principale di ciascun corridoio , in particolare per l’accesso alle località turistiche”

Il 9 novembre 2009 a Pozza di Fassa ebbe luogo la prima presentazione pubblica dello studio Qnex. L’ordine di Trento di non dare attenzione alle proposte di mobilità di Transdolomites fu all’origine di una strana epidemia che colpì tutti i sindaci della Valle di Fassa nessuno dei quali si presentò ad assistere alla serata.

3 marzo 2010; Mauro Gilmozzi Assessore provinciale all’urbanistica e agli enti locali
“ Metroland salverà la montagna “ Ritengo che spendere 3,5 miliardi di euro , spalmati su 30 anni , sia sostenibile per il bilancio della Provincia. Non è assurdo. Basti pensare che per le strade abbiamo speso 2 miliardi in 10 anni “

Conferenza d’Informazione 23 maggio 2011 sul progetto Metroland alla Sala della Cooperazione. Le dichiarazioni d’intenti

Ing. Raffaele De Col ; I trentini ad oggi ( 2013 ) che usano il mezzo pubblico sono il 27%. Con l’implementazione di Metroland si dovrebbe arrivare alla cifra del 40%.
La realizzazione di Metroland permetterà di dirottare su rotaia il 20% del costo del trasporto su gomma con risparmio di 10 milioni di Euro. I circa 100 milioni di Euro spesi ora per il trasporto pubblico somma dei costi di esercizio della Trento-Malè ((12 milioni di Euro) , della Valsugana, del trasporto pubblico su gomma extraurbano ( 45 milioni di Euro ) e del servizio locale coperti solo per il 13 % dal biglietto , con Metroland diventeranno 40 milioni di Euro l’anno.

Mauro Gilmozzi ; la strategia di mobilità è stata pensata perché ci siamo resi conto che questo territorio rischia la marginalità; non deve essere un ponte , ma un luogo in cui fermarsi. Come si fanno ad attivare le potenzialità derivanti da investimenti dell’Università, nella cultura , nel turismo, se non si è connessi. Se non facciamo un’infrastruttura adeguata i nostri ragazzi non sceglieranno più di vivere le valli del Trentino.


Alberto Pacher, Assessore ai Trasporti della P.A.T, dichiara che il progetto cambia il paradigma del Trentino. Non è solo l’infrastruttura ma un disegno di sviluppo con la volontà di esportare servizi contro la logica di un andamento solo centripeto. I 3,4 miliardi di Euro necessari in 20 anni , sono visti come un ammontare insostenibile , ma si dimentica che negli ultimi 10 anni si sono spesi 2 miliardi di Euro per la viabilità stradale.

Transdolomites;
Ebbene se dinnanzi a concetti forti che da subito avevamo condiviso e difeso , la Giunta provinciale di allora avesse creduto a quella nuova visione di mobilità e di integrazione e raggiungibilità del Trentino ed in attesa di arrivare ad un vero progetto più in sintonia con le necessità di mobilità del Trentino avesse avviato dal 2009 ad oggi un accantonamento di 200 milioni di Euro ( su più di 4 miliardi di Euro di bilancio provinciale), ad oggi il Trentino avrebbe avuto in cassa 2 miliardi e 200 milioni di Euro da gestire e investire in tali progetti. Guarda caso gli stessi soldi che nel decennio precedente erano stati spesi in strade.
Soldi in house che avrebbero dato dimostrazione di credibilità, concretezza dando atto ai cittadini che i soldi ci sono anche senza andare a cercarseli .
Cosa avrebbe potuto fare il Trentino con questo “ tesoretto” ?
La PrimolanoFeltre ( 180 milioni di Euro)
La ferrovia per il Lago di Garda, ( 350 milioni di Euro)
La ferrovia Trento Penia ( 1, 5 miliardi di Euro)
Il Ring di Trento
E cosa potrebbe fare il Trentino se questa politica di accantonamento proseguisse per altri 10 anni???
Mettiamoci allora il prolungamento della Trento- Mezzana verso Tirano e gli interventi risolutivi forti sulla ferrovia della Valsugana.
E se a queste risorse finanziarie generate in casa aggiungessimo i finanziamenti governativi, i contributi europei , i prestiti con la Banca Europea degli Investimenti, del Fondo Europeo per gli investimenti strategici, gli investitori privati, quanto si sarebbe potuto raccogliere ottenendo il risparmio delle finanze trentine ma giungendo alla concretizzazione della rivoluzione dei trasporti in Trentino e riuscendo a integrare il tutto nello scenario del costruendo tunnel di base ferroviario del Brennero?????.

Con il passare degli anni la P.A.T ha annunciato il calo di risorse disponibili sul bilancio provinciale. Non mettiamo in dubbio questo fatto, ma questo non giustifica l’immobilismo ed il cambio di rotta verso progettualità e soluzioni di mobilità meno costosi ma anche meno efficienti. Il grave errore che è stato commesso in una situazione di minori risorse è stato quello di non aver voluto individuare le linee prioritarie da sostenere ( nel nostro caso i trasporti) mentre si è preferito disperdere parte delle risorse del bilancio provinciale come fossero delle caramelle da distribuire ai bambini. Questo modo di utilizzare il bilancio provinciale produce molta spesa corrente e prosciuga le opportunità strategiche agli investimenti.


13 novembre 2013

Dichiarazioni di Assessore Mauro Gilmozzi.

“ Penso che la mobilità su rotaia resti strategica per il Trentino sia per il trasporto merci che di persone. Cambieranno nei prossimi vent’anni parecchi scenari e noi dovremo arrivare preparati soprattutto nel modo in cui il Trentino vorrà essere connesso con gli altri territori, penso all’asse del Brennero , così il tema dell’autostrada”
“ Io penso che il modello di sviluppo del Trentino debba essere basato sulla qualificazione ambientale . La qualità ambientale del nostro territorio dovrà essere il principale fattore di competitività del Trentino. Vogliamo garantire una rete di alta qualità dei trasporti pubblici e abbiamo già un bando di progettazione, ad es. per la ferrovia in val di Fiemme. Credo che un investimento su una progettazione seria importante. Io l’avevo già inserito nei piani di mobilità di Fiemme e Fassa. La mia idea è un treno che però sia integrato al resto del sistema ferroviario trentino. Anche a livello di Dolomiti UNESCO si sta cercando una strategia comune sul tema della mobilità nelle aree montane e chissà che questa unione non possa fare la forza nel trovare risorse in Europa a questo scopo”

3 DICEMBRE 2013
Ferrovia avanti con il progetto. Gilmozzi : “ Via al bando per l’approfondimento , stanziato un milione di Euro”

“ Nel prossimo bilancio provinciale saranno previste risorse sufficienti per elaborare un’attenta analisi per un collegamento ferroviario di cui si parla molto da tempo. Ovviamente in questa fase non si sposa nessuna idea ma è importante avare una base oggettiva di dati su cui aprire ampia discussione”
“ Il bando di progettazione è un passo necessario se vogliamo dirimere il complesso problema di un collegamento su ferrata tra Trento e le valli dell’Avisio anche in vista della ricerca di finanziamenti e nell’ottica della sempre maggiore visibilità delle Dolomiti patrimonio dell’Umanità”

Alla luce delle dichiarazioni citate , in realtà da parte della Provincia Autonoma di Trento non è stato dato seguito alle promesse esternate a mezzo stampa.
La domanda ; Dove è andato a finire il “ Milione di Euro” promesso per il progetto della Ferrovia delle Valli dell’Avisio ?

Interviene in questa fase storica il BIM Adige con la proposta di commissionare uno studio neutro rispetto alla due ipotesi già sul tavolo ( Transdolomites e Metroland) denominato “ Studio preliminare di una ipotesi di tracciato di una nuova ferrovia per il collegamento delle Valli dell’Avisio con la linea ferroviaria del Brennero, con capo tronco in Trento e tronco terminale in Penia di Canazei” , transitando per le valli di Cembra , Fiemme e Fassa, come infrastruttura primaria portante del traffico zonale , con scartamento standard, che possa divenire infrastruttura ;
Primaria e portante , ovvero dorsale , a sostegno dei flussi zonali della Vallata Avisio, che comprende le tre valli; Cembra, Fiemme e Fassa, ognuna con caratteristiche geografiche e peculiarità diverse;
Connessa con il sistema ferroviario nazionale , con capo tronco in Trento.
Con nota prot. N. 2012/509 in data 13 febbraio 2012 il BIM ha richiesto un preventivo per lo studio precitato a cinque soggetti in possesso dei requisiti necessari fissando il limite base dell’offerta in € 41.000,00 IVA esclusa.
La gara è stata vinta dall’Università di Verona -Centro Transmit che ha offerto al ribasso del 5,10% per un costo complessivo, IVA compresa, pari a € 47.079,89
Anche in questa fase sono i territori ad autotassarsi giungendo a condividere l’Accordo di Programma che ha visto la partecipazione dei seguenti Enti pubblici e secondo un impegno finanziario forfettariamente così ripartito;
Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento – BIM Adige ( soggetto capofila) € 24.079,89
Comunità della Valle di Cembra con sede a Cembra € 5.000,00
Comunità Territoriale della Val di Fiemme con sede a Cavalese € 5.000,00
Comun General de Fascia , con sede a Pozza di Fassa € 5.000,00
Comune di Giovo € 1.000,00
Comune di Cembra € 1.000,00
Comune di Cavalese € 1.000,00
Comune di Tesero € 1.000,00
Comune di Predazzo € 1.000,00
Comune di Moena € 1.000,00
Comune di Pozza di Fassa € 1.000,00
Comune di Canazei € 1.000,00

Lo studio è stato presentato a Cavalese il 10 aprile 2015 nella Sala Conferenze della Biblioteca a conclusione di un lavoro preliminare di analisi di circa quattro anni.

30/09/2016 Assessore Mauro Gilmozzi a Cavalese ammette che la ferrovia per le valli dell’Avisio sia una risorsa strategica sia per la vivibilità della valle che per il turismo ma senza l’intervento dei privati la provincia da sola non ce la farebbe visto che l’opera prevede un impegno finanziario di 1 miliardo e 400 milioni.
RESTA PERO’ UN IMPEGNO NON ONORATO MA PRIORITARIO; NON SI TRATTA DI RENDERE CONTO SULLA DISPONIBILITA’ O MENO DEL MILIARDO E 400 MILIONI DI EURO. NON ERA QUESTA LA RIPOSTA CHE IN QUESTA FASE CI SI ATTENDEVA DALLA P.A.T. MA L’IMPEGNO A PRODURRE UN PROGETTO DA PRESENTARE ALLE VALLI.

Novembre 2016.
Transdolomites presenta l’azione politica con la quale da Trento a Canazei i Consigli comunali verranno invitati a discutere e deliberare la petizione di Transdolomites con la quale chiedere alla Giunta provinciale di Trento di promuovere la progettazione della ferrovia Trento – Penia.
Il quesito della Petizione era e resta il seguente:
Il Comune……….chiede che la Giunta Provinciale della Provincia Autonoma di Trento in attuazione della mozione N. 38 approvata dal Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento in data 12 giugno 2014, promuova il progetto di collegamento ferroviario della Città di Trento con le valli di Fiemme e Fassa attraverso la valle di Cembra, tenendo conto delle esigenze della mobilità locale all’interno di ciascuna valle e nel contempo tra di esse, e impegnandosi a concludere lo studio di fattibilità e ad inserire l’opera in questione negli strumenti di programmazione previsti dalla normativa provinciale, predisponendo il piano stralcio della mobilità relativamente a tale opera, ai sensi dell’art. 52 c. 3 della L.P. 3/2000, previa intesa con le comunità interessate”.

Dalla fine del 2016 alla primavera 2018 le petizioni sono state discusse e deliberate favorevolmente dalle seguenti amministrazioni;

Comunità della Valle di Cembra
Comunità Territoriale Valle di Fiemme
Comun General de Fascia
Comune di Pozza di Fassa
Comune di Soraga
Comune di Moena
Comune di Predazzo
Comune di Ziano
Comune di Cavalese
Comune di Castello-Molina
Comune di Capriana
Comune di Altavalle
Comune di Cembra Lisignago
Comune di Giovo
Comune di Segonzano
Comune di Trento
Tutti questi soggetti hanno deliberato a favore della petizione di Transdolomites
Il Comune di Valfloriana ha discusso e non approvato perché nella votazione la maggioranza dei Consiglieri presenti si era astenuta.
IL NOSTRO GRAZIE A TUTTI I COMUNI CHE HANNO ACCOLTO LA NOSTRA PROPOSTA. GRAZIE INDISTINTAMENTE A CHI A VOTATO FAVOREVOLMENTE ED CHI HA AVUTO UN’OPINIONE DIVERSA.

Non hanno portato in Consiglio la petizione i seguenti Comuni:
Canazei
Campitello
Mazzin
Vigo di Fassa
Panchià
Tesero
Daiano
Varena
Carano

La nostra posizione nei riguardi di codeste Amministrazioni è di dura condanna per il comportamento adottato.
Se è pur vero che Transdolomites non ha mai preteso la discussione della petizione ferroviaria né messo ultimatum temporali per la discussione della medesima, siamo a stigmatizzare che il comportamento adottato nei comuni citati non è stato di mancanza di rispetto nei confronti di Transdolomites bensì la totale mancanza di rispetto nei confronti dei propri concittadini . Hanno dimenticato che tra le 8.000 firme raccolte dalla petizione di Transdolomites migliaia delle firme raccolte volte a chiedere il progetto della Ferrovia dell’Avisio provenivano dai residenti delle Valli.
I sindaci, le loro Giunte, Consigli, hanno anteposto i loro pareri personali ( e le loro paure !!!!!!!!! ) , rispetto al dovere morale e civile di affrontare una proposta e una questione che tocca indistintamente tutti i cittadini elettori o meno.
La loro maturità politica e di senso del bene comune non doveva essere vincolata ad un sì o a un nò alla petizione MA DISCUTERLA ED ESPRIMERE UN PARERE.
NON HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE DI SI’ E NEMMENO IL CORAGGIO DI DIRE DI NO’!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Un ulteriore appunto a tale riguardo lo rivolgiamo al comune di Canazei che oltre ad avere ignorato l’azione della petizione ( malgrado Massimo Girardi abbia avuto un confronto con il Sindaco Parmesani) detto Comune ha dimenticato di essere stato tra i cofinanziatori dello studio dell’Università di Verona e dunque coerenza una volta di più avrebbe voluto che almeno la discussione un Aula avrebbe dovuto svolgersi.

La Domanda ;
Guardando alle Delibere e Mozioni approvate a sostegno della richiesta delle progettazioni , per quale motivo la Giunta provinciale di Trento dinnanzi ad una maggioranza netta di comuni e Comunità da Valle che hanno espresso democraticamente la richiesta alla la P.A.T di procedere alla progettazione della ferrovia dell’Avisio e della PROPOSTA DI MOBILITA’ ALTERNATIVA TRA LA VALSUGANA E GLI ALTIPIANI CIMBRI ha del tutto ignorato queste richieste che rappresentano la voce dei territori ?

INFATTI ALLE CITATE DELIBERE E MOZIONI DELLA PROPOSTA TRANSDOLOMIETS AGGIUNGIAMO LE 7 MOZIONI DEL COMITATO AVIANOVA PROMOTORE DA 14 ANNI DELLA “ PROPOSTA DI MOBILITA’ ALTERNATIVA TRA LA VALSUGANA E GLI ALTIPIANI CIMBRI” ;
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTUNOMA DI TRENTO NEL 2012 ED I Comuni:
Luserna
Lavarone
Levico
Caldonazzo
Tenna
Mozione della Magnifica Comunita' degli Altipiani Cimbri, tutte approvate all'Unanimita'


La Voce del Consiglio della P.A.T

La mozione N. 38 del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento approvata all’unanimità nella seduta del 12 giugno 2014.
Titolo della Mozione “ interventi a sostegno dell’attività di studio e progettazione relativa alla realizzazione di una ferrovia delle Valli dell’Avisio.”
Proponente ; Diego Mosna Vicepresidente del Consiglio provinciale.

Un passaggio significati della mozione in oggetto recita;
“ Acquisita l’evidenza che il progetto Metroland non appare ad oggi realizzabile , a causa della contrazione del bilancio provinciale che comporta un ridimensionamento nel piano delle opere pubbliche, si sta manifestando da parte della Giunta provinciale , e in particolare del Presidente Rossi e dell’Assessore Mauro Gilmozzi, l’attenzione seria e costruttiva nei confronti dell’operato e delle proposte dell’Associazione Transdolomites. Ciò porta a ribadire la centralità dell’investimento su rotaia, ma in quadro di maggior sostenibilità economica e ambientale . Si stanno gettando le basi per una nuova modalità di rapporto tra associazione e Provincia che , conseguentemente , apre ad una collaborazione con i comuni di Fassa, Fiemme e Cembra”
La posizione scaturita da parte del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento fù la seguente;

“ Impegna la Giunta provinciale
Ad avviare nel più breve tempo possibile lo studio di fattibilità di una ferrovia che colleghi Trento con le valli dell’Avisio, approfondendone, tra l’altro, gli aspetti finanziari;
A coinvolgere nella redazione dello stesso le istituzioni del territorio e le associazioni di cittadini costituite per questo scopo, in particolare valorizzando l’attività di studio ed approfondimento”
Malgrado varie interrogazione promosse negli anni da vari Consiglieri provinciali e nonostante i richiami di Transdolomites , la Giunta provinciale non solo non ha dato seguito alle indicazioni della Mozione N. 38 ma nemmeno si dato seguito al coinvolgimento del territori come chiesto al punto 2.
La domanda :
Perché la Giunta provinciale di Trento oltre a non dare seguito alle istanze delle pubbliche amministrazioni del Trentino orientale non ha nemmeno dato concreto seguito alla posizione emersa in sede di Consiglio provinciale , appunto la N. 38 ?

Dal 2014 in avanti è stata Transdolomites a farsi carico delle azioni di coinvolgimento dei territori e delle Associazioni ma anche delle attività di studio di approfondimento ultima tra le quali l’incontro a Zurigo il 26 aprile 2018 per approntare la fase di studi sui costi e benefici per la ferrovia dell’Avisio e i differenti scenari di mobilità da confrontare.



Determina del Dirigente N . 236 in data 19 dicembre 2016 con affidamento all’Università di Trento – Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica nella persona del Prof. Ing. Marco Tubino Direttore del Dipartimento Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica , e del Prof. Ing. Raffaele Mauro, quale Responsabile scientifico, dell’incarico di redazione studio e supporto della valutazione tecnico- economica per la fattibilità e sostenibilità dei costi di costruzione e gestione degli interventi ferroviari riguardanti la mobilità su ferro nelle valli dell’Avisio, per l’importo di € 47.580,00.
Sono note le considerazioni cui è giunto lo studio in oggetto ma nelle pagine conclusive preme a noi mettere in evidenza i seguenti rilievi dello studio:
Pag. 78 “ Il miglioramento dell’accessibilità per le Valli dell’Avisio, se accompagnato dal potenziamento ricettivo e quantitativo dell’offerta turistica, può realisticamente poi condurre su tempi medio -lunghi ad incrementi sia della domanda di mobilità ( ottimisticamente dell’ordine di quelli ipotizzati in precedenti capitoli del presente rapporto) , sia delle condizioni economiche generali del comparto. In altri termini , questi effetti positivi dipenderanno verosimilmente in larga misura , oltre che dalle generali tendenze in evoluzione dell’economia , soprattutto dalle future scelte di pianificazione territoriale , che andrebbero tutte indirizzate , coordinate ed armonizzate per migliorare e diversificare , tra l’altro , l’offerta turistica nei diversi periodi dell’anno, così da attrarre nelle valli suddette un maggior numero complessivo di presenze non stanziali” Il nostro commento è che potenziare il quantitativo dell’offerta in un contesto nel quale già l’attuale presenza di turisti con auto privata fa collassare la viabilità non ha per niente senso. Il metodo che noi riteniamo sia giustificato per raggiungere l’obiettivo della crescita di presenze e la diversificazione dei periodi turistici nell’arco dell’anno possa avvenire proprio con la realizzazione della linea ferroviaria.
“ La giustificazione della costruzione di questa ferrovia , in termini di più generali utilità economiche e sociali, potrà eventualmente cogliersi nel lungo periodo nel contesto di significativi riassetti del sistema delle infrastrutture ferroviarie , non solo nei territori montani del Trentino-Alto Adige ,ma anche in ambito sovranazionale “ Ma le enunciazioni di Metroland “ Sempre nell’ottica dell’integrazione e dello sviluppo bilanciato delle valli il piano provinciale della mobilità dovrà considerare tracciati derivati dallo studio approfondito delle caratteristiche strutturali , economico-sociali e ambientali dei territori interessati . Dovrà inoltre valutare la possibile previsione dei raccordi e delle connessioni con il sistema infrastrutturale collaterale all’asse principale di ciascun corridoio , in particolare per l’accesso alle località turistiche”
La Domanda : Ma la filosofia di Metroland non andava forse in questa direzione ?
Altro rilievo che intendiamo muovere allo studio DICAM è che la valutazione è stata fatta sui dati di mobilità e di presenze esistenti mentre il senso di uno studio sul potenziale ferroviario andava costruito su numeri che la ferrovia avrebbe potuto produrre ossia sul potenziale che essa avrebbe espresso in termini di costi e benefici nelle valli e per la stessa città di Trento. Qui sta il senso della parola “ INVESTIMENTO “ che no ha niente a che spartire con il significato di costo.
. Una valutazione fatta tra l’altro su un studio preliminare ( non un progetto) pagata per alto con un importo di poco superiore a quello che il BIM ha impegnato in occasione del conferimento dell’incarico all’Università di Verona.
Con questa azione si è inteso veicolare il messaggio di costo e di insostenibilità economica della ferrovia avisiana facendo i conti sulle stime attuali di domanda di mobilità . Se si chiedesse una ferrovia per una questione di conservazione dello status quò saremmo i primi a confermare l’inutilità di questa soluzione.
Si “ dimentica” che l’obiettivo ferrovia e del significato di investimento è un altro, ossia la volontà di generare una crescita economica, sociale e ambientale.
Tra l’altro crescere ma in un modo diverso.
Quello che ci spiace rilevare è che dalle enunciazioni di collaborazione contenute nella Mozione N. 38 del Consiglio provinciale si sia a quella di posizione di critica.
In pratica tornare a bocciare la proposta Transdolomites

La Domanda; In questi anni di crisi economica da varie parti a livello nazionale ed europeo è stata fatta la raccomandazione di investire. L’investimento come strumento necessario per uscire dallo stato di recessione.
In tema di trasporti in più occasioni si è fatta sentire anche la voce della Corte dei Conti la quale ha messo in evidenza il forte ritardo dell’Italia nella realizzazione dei sistemi di Trasporto rapido di massa. Citiamo e alleghiamo per l’occasione il Rapporto del 23.04.2010.
La realizzazione di infrastrutture per la mobilità pubblica , in particolare per la mobilità su ferro, gli obiettivi contenuti nel DEF 2017 con l’allegato «Connettere l'Italia» ossia dotare il Paese di un sistema infrastrutturale , si guardi ad documento "Viaggiare in Italia", il primo piano per la mobilità turistica nato dalla collaborazione tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e quello dei Beni e Attività Culturali e del Turismo (Mibact) presentato dall’ex Ministro dei Trasporti Graziano Delrio.
Tutto quanto citato in questo passaggio è finalizzato a stimolare l’investimento pubblico nel settore dei trasporti . Per quale motivo in Trentino si è deciso di accantonare i principi certamente nobili di Metroland che comunque ad esso guardavano nell’ottica dell’investimento e comunicare invece negli ultimi anni il concetto di ferrovia come costo?
Metroland , per quanto irrealizzabile aveva il grande merito di contemplare una visione ed il metodo della programmazione. Per quale motivo questa virtù è stata accontanata?

L’incarico all’Ing. Stefano Ciurnelli ( TPS Perugia )
Determinazione del Dirigente N. 274 in data 13 dicembre 2017 con il seguente Oggetto;
Affidamento all’Ing. Stefano Ciurnelli dell’incarico di coordinamento implementazione e sviluppo delle valutazioni tecnico economiche e trasportistiche a supporto dello studio di fattibilità per la mobilità nelle valli dell’Avisio per importo complessivo di € 42.815,00
Determinazione del Dirigente N. 273 in data 13 dicembre 2017 avente per oggetto l’affidamento alla Società TPS Transport Planning Service s.r.l dell’incarico di attività e di rilievo e studio del traffico ai fini trasportistici per lo studio di fattibilità della mobilità nelle Valli dell’Avisio , per l’importo di € 44.801,45
In sintesi la Determina N. 273 e N. 274 prevede l’avvio dell’ulteriore approfondimento dello studio di fattibilità della ferrovia dell’Avisio anche con riguardo a sistemi alternativi di mobilità su gomma nel breve periodo . In questo orizzonte si è reso necessario affidare l’incarico delle attività di rilievo e studio del traffico ai fini trasportistici.
Gli scenari a tale riguardo esposti dall’Ing. Ciurnelli il 12 dicembre 2017 a Cavalese propongono un percorso di transizione che nel breve periodo guarda all’attivazione del BRT , Bus Rapid Transit , con corsie preferenziali sull’esempio di quanto si sta realizzando a Bolzano per il collegamento con l’Oltradige.
Il passo successivo “ prevederebbe “ la conversione del percorso stradale in sedime ferroviario con la soluzione tram-treno per la realizzazione di collegamento ferroviario per la mobilità interna tra le valli di Fiemme e Fassa in attesa di un successivo collegamento con la ferrovia del Brennero.

Parliamo al condizionale utilizzando il termine “ prevederebbe” perché alla base di questo percorso è doveroso porre questa domanda ;
il percorso del BRT sarà effettivamente convertibile in un percorso a vocazione ferroviaria ? Esiste in realtà questa sincera intenzione e convinzione ? Dinnanzi al profilarsi della opzione della mobilità su gomma come soluzione su gomma nel breve periodo le valli di Fiemme e Fassa non rischiano forse di essere in definitiva condannate a vedere nella gomma la sola “ nuova “ opportunità proposta ?
Di conseguenza , escludendo la seconda fase ossia quella ferroviaria questo comporterebbe anche per la valle di Cembra la fine delle sue legittime aspirazioni ?



Il mancato apporto dei Consiglieri provinciali delle Valli dell’Avisio ossia “ TRASPARENTI “

Il termine “ Il trasparente” venne coniato in Valle di Fiemme per il trenino della Ora-Predazzo che negli ultimi anni del suo esercizio effettuava sempre più raramente il servizio di collegamento tra Predazzo e Ora. Conseguenza di ciò fu anche il calo di coloro che utilizzavano il trenino per i loro spostamenti.
Tale è stato il ruolo dei Consiglieri provinciali delle Valli dell’Avisio nel corso degli anni che hanno accompagnato il forte dibattito della Ferrovia dell’Avisio.
Consiglieri provinciali Giuseppe Detomas, Piero Degodenz, Graziano Lozzer “ i trasparenti” non hanno mai promosso un dibattito nelle valli per coinvolgere la popolazione su questa tematica, non hanno mai espresso un chiaro segnale di interesse sulla tematica, ma aspetto grave è che non hanno onorato il loro ruolo di vigilanza sugli atti della Provincia Autonoma di Trento. In questo caso con riferimento alla mozione N. 38 del giugno 2014 i Consiglieri delle Valli dell’Avisio erano in dovere di verificare se la Giunta Provinciale di Trento ottemperava alle indicazioni e obblighi contenuti nella Mozione 38/2014.
Riconosciamo al Consigliere Degodenz di essere intervenuto a mezzo stampa a sostegno della causa ma nulla di più.


ING. RAFFAELE DE COL
Le esternazioni dell’Ing. Raffaele De Col, rilasciate in occasione della serata sulla mobilità che ebbe luogo a Segonzano il 19 agosto 2010 a distanza di 8 anni vanno ricordate e per Transdolomites non sono andate in “prescrizione “ malgrado da allora siano trascorsi 8 anni.
Perché chiamare in causa l’Ing. De Col ? Per il semplice motivo che in quella occasione Egli ha “ occupato “ il ruolo del politico e quando un Dirigente e di conseguenza tecnico sconfina nel campo che è di competenza del politico esso si trova nella stessa situazione del gioco del calcio ove, se il portiere si trova a giocare fuori dell’area di rigore, lo si piò affrontare come un giocatore qualsiasi.
In quella occasione con la frase “ scordiamoci il progetto di ferrovia superficiale in valle di Cembra, c’è rischio frane ed uno sviluppo ci sarebbe solo e comunque in galleria “ l’Ing. De Col dimentica che in val di Cembra sono stati realizzati tunnel stradali con una luce ben maggiore di quella che richiederebbe una ferrovia, e che il territorio porfirico a memoria d’uomo non ricorda frane importanti.
Meglio giustificare allora un tunnel di 28 km quale era quello ipotizzato tra Borgo e Cavalese nella visione di Metroland?
Al fine di esplorare al meglio la soluzione ferroviaria nelle Dolomiti a Alpi centrali, Transdolomites ha organizzato un gran numero di convegni al quale hanno partecipato in più occasioni l’Assessore Gilmozzi e per due volte anche l’Assessore Carlo Daldoss. Sono intervenuti esperti dall’Italia e dell’estero i cui interventi sono stati molto apprezzati per la loro competenza.
I convegni di questa natura sono anche occasione di formazione professionale per professionisti, dirigenti , funzionari e la stessa cittadinanza. In queste occasioni abbiamo spesso apprezzato la presenza e anche interventi di dirigenti e funzionari della P.A.T. ( che ringraziamo ) cui ha corrisposto la costante assenza dell’Ing. De Col.
Detti appuntamenti sono però anche sede di confronto e di libera espressione delle legittime opinioni di ognuno
Essere costantemente assenti significa da questo punto di vista perdere queste opportunità.



Considerazioni finali e appello
E’ necessario fare rete nel contesto di EUSALP
È fondamentale cogliere le opportunità che si profileranno nel momento storico che vede la realizzazione della galleria di base del Brennero e la grande occasione di allungare la filiera dei trasporti ferroviari sino alle valli periferiche ed in quelle a forte vocazione turistica.
È vitale da subito avviare il percorso delle progettazioni e muoversi nella ricerca dei finanziamenti. L’ambito nel quale sarà più opportuno muoversi è quello di EUSALP assieme agli Stati alpini per delineare gli approcci che riguarderanno le reti secondarie ossia quelle regionali per favorire la sostenibilità , lo sviluppo economico e sociale per collegare anche le aree più remote o disagiate alle reti di trasporto internazionali.


Per questo motivo chiediamo venga da subito avviata la progettazione della Ferrovia Trento – Penia via Val di Cembra” .
Inoltre ;
Chiediamo al Presidente della Giunta provinciale Dott. Ugo Rossi di prendere immediatamente in mano la situazione con l’impegno ad onorare l’obiettivo del progetto e impegnarsi a portare in sede di EUSALP le ragione delle Valli dell’Avisio in termini di infrastrutture per la mobilità sostenibile.
Dai il via con coraggio ad una nuova stagione della programmazione della mobilità che promuova nel Trentino una sviluppo equilibrato e diffuso nei territori eliminando progressivamente le differenze tra aree più forti economicamente e quelle in costante sofferenza. I collegamenti ferroviari secondari faranno sì che le attuali periferie del Trentino riacquistino un ruolo centrale. Diversamente queste periferie diventeranno sempre più periferie e l’esodo dalla montagna negli anni diventerà un fenomeno inarrestabile. La migrazione all’interno delle stesse città già ora avviene a seconda dell’offerta di servizi all’interno di una stessa città. Figuriamoci questo fenomeno in un contesto che vede pianura e montagna coesistere come in Trentino o e regioni alpine.
La politica torni a riacquistare il forte ruolo di guida, detti con determinazione le linee guida per il futuro dei territori e incarichi i tecnici di tradurre in progetti le visioni della politica.

Si metta in prima linea al pari del Suo collega Arno Komptascher Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano che nel prendere posizione sui temi e le scelte per la mobilità sudtirolese ed alpina è costantemente presente ad indicare la via assieme ai colleghi di Giunta.
Invitiamo l’Assessore Mauro Gilmozzi a ricordare le Sue radici “ fiammazze” e di avere uno scatto di orgoglio al fine di lasciare in eredità della sua valle il progetto per la ferrovia per la Val di Fiemme e di conseguenza per le Valli di Fassa e Cembra. Malgrado il suo comportamento discontinuo rimaniamo comunque convinti che Egli abbia ben compreso il valore strategico della Ferrovia per queste valli . Metta da parte i se ed i ma. E’ ai cittadini che in prima istanza è chiamato a rendere conto dell’operato. E’ alla sovranità dei cittadini che spetta il compito di giudicare e di esprimersi.
Esprimiamo apprezzamento per le posizioni assunte dall’Assessore Carlo Daldoss che ha avuto il merito di riconoscere che in tema di trasporti di deve fare delle scelte se si vuole dare una svolta alla situazione. O si spende in strade o si investe sulla ferrovia. E certe scelte fatte in funzione della strada sono miopi perché non dirette alla soluzione del problema traffico ma a spostarlo di qualche metro. Bene. Ma ci vuole molto ma molto più coraggio nel sostenere queste posizioni e nel difenderle nel futuro.
Poiché il tema trasporti per i risvolti che esso porta ad analizzare è una materia trasversale non abbiamo dubbi nel ribadire che la Giunta provinciale è troppo spesso mancata in questi anni soprattutto quelle figure che in tema di mobilità, economia , turismo doveva sentirsi da subito coinvolti dal tema ferroviario e della mobilità in generale.
Infine.
La provincia Autonoma di Bolzano da tempo ha individuato nella ferrovia un forte brand commerciale per promuovere turisticamente il Sudtirolo.
E’ dei giorni scorsi l’annuncio di un tavolo di lavoro della P.A.B , HGV e le ferrovie per sviluppare il trend di arrivi via binari affinchè gli arrivi con la ferrovia diventino parte integrante dei pacchetti turistici.
Assieme all’obiettivo dei nuovi collegamenti deciderà di puntare sull’intermodalità, interconnettività , maggiori informazioni.
Ciò parte dalla consapevolezza che la cosa che maggiormente odia il turista sono le code e lo star fermo nel traffico. Il miglior modo per dimenticare la bellezza di una vacanza . A ciò si aggiunge sempre di più il fatto che sempre più giovani NON possiedono un’auto. Si è fatto l’esempio di Berlino dove ormai su 1000 residenti soltanto 336 dichiarano di possedere un’auto e nell’area germanica si sta drasticamente riducendo il numero di nuove patenti rilasciate.

Chiediamo; perché mentre il Sudtirolo ha ben compreso il valore strategico della ferrovia e in parallelo anche dei cambiamento in atto nella società civile , il Trentino è ancora così lontano da queste posizioni ?
Il trentino è altresì partner di Euregio. Guardando ai forti investimenti che l’Austria sta promuovendo ad es. nella realizzazione della nuova ferrovia meridionale ( 170 km di linea), guardando al vicino Sudtirolo, non sarebbe segno di spirito di squadra orientare le scelte trentine del solco di quelle degli altri partner anche per lavorare in ambito Euregio con una visione ed un metodo condiviso?

La sagome ferroviarie di Transdolomites ed il recente Patrocinio del Presidente Ugo Rossi

Con lettera in data 21 maggio 2018 Il Presidente Ugo Rossi , sentito il parere favorevole dell’Assessore Mauro Gilmozzi ha concesso il Patrocinio della Provincia Autonoma di Trento per l’iniziativa “ Realizzazione sagome ferroviarie per la promozione del messaggio ferroviario per l’idea di progetto collegamento ferroviario Trento – Penia attraverso le Valli di Cembra , Fiemme e Fassa prevista dal maggio al settembre 2018.
Esso è stato motivato per la particolare rilevanza e l’alta valenza dei contenuti e delle finalità dell’inziativa.
Esprimiamo la nostra soddisfazione per il Patrocinio concesso ed in sostanza per la volontà di condividere in occasione di questa iniziativa l’idea di una futuribile ferrovia per la valli dell’Avisio.
Una volta di più nell’apprezzare la scelta fatta con la concessione del Patrocinio il nostro rinnovato invito al salto di qualità con la progettazione.

L’ultimo di questi appelli lo rivolgiamo alla cittadinanza ed alle associazioni di categoria economiche con un invito secco a SVEGLIARSI, ad uscire del lungo letargo, ad essere partecipi e protagonisti nelle scelte per il futuro. Nemmeno gli orsi si permettono di dormire così tanto.
Il mondo corre e non aspetta chi se la dorme alla grande oppure confida che ci sia qualcuno che gli indichi la via maestra.

La sovranità dei cittadini.
Nel guardare in avanti la popolazione sarà chiamata ad esprimersi per scegliere i propri rappresentanti che siederanno nelle Istituzioni della Provincia Autonoma di Trento. Sarà fondamentale che questa scelta avvenga sulla base delle garanzie che i candidati sapranno fornire per il futuro del Trentino.
La nostra riflessione ovviamente guarda da sempre alla questione dei trasporti.
Ribadiamo la nostra convinzione che la sovranità dei cittadini dovrà essere riaffermata in occasione del referendum che riteniamo sia atto dovuto per legittimare la scelta ferroviaria in Cembra, Fiemme e Fassa.



Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites
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Ufficio Stampa
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