LIBRI: THOMAS JAY TORNA A RACCONTARE LA SUA STORIA, FINALMENTE LIBERO DI ESSERE QUELLO CHE È

A nove anni dall’edizione di Fazi, Alessandra Libutti riscatta i diritti e ripropone la storia dello scrittore italo americano in un audiolibro sostenuto dai fan
MILANO, (informazione.it - comunicati stampa - editoria e media)

Thomas Jay torna a far sentire la sua voce. Dopo un oblio durato nove anni, sospinto dall’affetto dei lettori e dall’interesse dei librai, il protagonista dell’omonimo romanzo di Alessandra Libutti torna a raccontarsi grazie a un audiolibro disponibile nel market place Audible di Amazon.

Grazie all’affetto dei fan -attraverso la piattaforma di crowfunding Kickstarter- Thomas Jay, la storia di uno scrittore di culto italoamericano rinchiuso a vita in una prigione, giunge alla sua terza edizione e, a breve, uscirà anche in edizione inglese per il mercato anglosassone, nonostante le tante vicissitudini che libro e autrice hanno dovuto superare insieme per trovare la libertà.

Narrata dalla voce di Ivan Anoè, attore e doppiatore già voce di Nazif nel film del 2014 «Amanet», la storia di Thomas Jay si presenta al pubblico in una veste tutta nuova capace di trasmettere la profondità del rapporto tra il protagonista e la coprotagonista Ailie -metafora di un intimo viaggio interiore dell’autrice- grazie anche a brevi clip video, realizzate appositamente per la nuova edizione, che rendono a pieno diritto l’audiolibro un videolibro profondo e appassionante.

Scritto dall’autrice tra il 1999 e il 2001, nel 2002 il romanzo è finalista del premio per giovani scrittori “Italo Calvino”. Tra il 2002 e il 2006, l’autrice lo rende disponibile per il download gratuito sul proprio sito internet e, in quel periodo, viene notato da un piccolo editore, Neftasia, che lo pubblica nel 2007. L’anno seguente, Neftasia cambia proprietà e si incrinano i rapporti con la scrittrice che, lo stesso anno, crea una reading list sulla piattaforma aNobii facendo circolare tre copie del romanzo ottenendo centinaia di recensioni. Nel 2010, un editor di Fazi Editore si accorge del grande interesse che il libro sta suscitando su aNobii, contatta la Libutti (che nel frattempo è riuscita a riprendere possesso dei diritti del libro) e decide di pubblicare una versione aggiornata del romanzo. Siamo alla seconda edizione che viene accompagnata da una strategia di marketing molto aggressiva facendo passare un romanzo «intimo, un gioco di specchi, una metafora di un dualismo e l’espressione di un disagio» per una storia vera, arrivando persino a organizzare una raccolta fondi per la scarcerazione di Thomas Jay senza che, come racconta l’autrice, «ne sapessi nulla, senza che mi chiesero nulla, senza sapere cosa stesse accadendo». I critici sono impietosi: si legge, nelle cronache di quei giorni, che l’autrice «non poteva non sapere» e che «se l’editore detta le strategia, gli autori non si tirano indietro». Per l’autrice è un fulmine a ciel sereno, ma il dado è tratto, la critica feroce.

A distanza di nove anni, dopo che, per la seconda volta, la Libutti è riuscita a riprendere possesso dei diritti del libro liberandosi da Fazi Editore e riuscendo, grazie ai lettori, a “ripulire” l’immagine del suo romanzo, Thomas Jay ritorna più vivo che mai, così come l’autrice l’aveva concepito fin dal principio.

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