Il mercato della contabilizzazione: si punta alla ripresa nella seconda metà dell’anno, ma intanto è essenziale sensibilizzare e fare formazione

A cura di Matteo Birindelli, Country Manager di Qundis in Italia. È un primo segnale positivo vedere che molte aziende del settore termo-idraulico stiano confermando una lenta ripresa nella domanda. Guardando in dettaglio al mercato della contabilizzazione, sicuramente dopo il 2016 c’è stata una innegabile contrazione: dopo il grande boom delle installazioni di quell’anno supportato anche dall’obbligo normativo il mercato ha avvertito un rallentamento.
Milano, (informazione.it - comunicati stampa - industria)

È un primo segnale positivo vedere che molte aziende del settore termo-idraulico stiano confermando una lenta ripresa nella domanda. Guardando in dettaglio al mercato della contabilizzazione, sicuramente dopo il 2016 c’è stata una innegabile contrazione: dopo il grande boom delle installazioni di quell’anno – supportato anche dall’obbligo normativo - il mercato ha avvertito un rallentamento.

Oggi, a cinque anni di distanza, c’è ancora una componente importante di condomini da mettere a norma; anche perché chi stava pianificando installazioni di questo tipo, con l’arrivo della pandemia ha messo da parte ogni progetto. Il 2020, infatti, è stato un anno tendenzialmente drammatico per il settore, con dei timidi segnali di ripresa in autunno, poi sfumati a causa della terza ondata. Ora possiamo guardare al futuro con un po’ di positività: sperando che il piano vaccini ci porti fuori da questo incubo entro l’estate, nella seconda metà dell’anno le installazioni potrebbero ripartire in modo massivo.

Non parliamo solo delle installazioni legate alle nuove costruzioni, ma anche di quelle relative alle vecchie costruzioni. Gli interventi necessari in questo momento riguardano il grande capitolo della sostituzione. Infatti, considerando che una prima installazione massiva di ripartitori ha avuto inizio negli anni tra il 2009 ed il 2010, appare chiaro come in molti casi sia necessario sostituire i ripartitori, che hanno una vita media di circa 10 anni, ed essere pronti al rispetto della nuova normativa EED 2018/2002.

Tutti dovrebbero collaborare per raggiungere gli obiettivi di questa Direttiva che chiede di andare nella direzione del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni. Si è lavorato davvero tanto per raggiungere questi obiettivi, attuando iniziative e incentivi che stanno tuttora agevolando questo percorso, dal Decreto Rilancio al Superbonus 110%.  Ed è anche grazie a questi che si potrà raggiungere l’abbattimento del 40% di uso delle energie primarie entro il 2030.

Essenziale, però, sarà continuare a puntare su una buona costruzione degli edifici ex novo come punto di partenza, così come a realizzare ristrutturazioni studiate ad hoc con una progettazione degli impianti più in linea con le direttive.

A fronte di un quadro generale così composto, cosa possono fare le aziende per incentivare la ripartenza del settore? Ciò che è importante continuare a fare è sicuramente informare e sensibilizzare, per creare confidenza nei confronti delle nuove tecnologie e far comprendere in concreto i vantaggi che possono offrire. La tecnologia avanza e il mercato offre prodotti più performanti basati su sistemi connessi che consentono, ad esempio, la lettura da remoto senza che alcun operatore si presenti nelle nostre abitazioni. Un elemento non da poco in tempo di pandemia.

E’, dunque, importante fare informazione perché ciò rende tutti un po’ più responsabili e anche più “green”. Installare i sistemi di contabilizzazione ci porta a misurare i nostri consumi e avere un’indicazione esatta della nostra spesa e questo, di conseguenza, ci rende più accorti rispetto al risparmio energetico. Se tutti iniziassimo ad agire in questo modo, nel lungo periodo potremmo riscontrarne benefici anche in termini ambientali.

Ma serve anche fare formazione nei confronti degli installatori. Nel 2016, infatti, proliferavano installatori di ogni tipo che sono stati protagonisti di installazioni improvvisate e a pagarne il prezzo sono stati gli utenti finali. 

Oggi più che mai è necessario, quindi, realizzare impianti migliori, più performanti, isolare di più e meglio, ma anche cambiare i nostri comportamenti. Gli incentivi fiscali sono un enorme acceleratore, ma saranno le persone a fare davvero la differenza. La contabilizzazione del calore gioca un ruolo importante in questo: le persone sono chiamate a misurare e controllare i propri consumi ed in questo modo l’ambiente diventerà più vivibile, nel nostro presente, ma soprattutto per le generazioni future.

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