Piccolo Corpo, il debutto al lungometraggio di Laura Samani, al 40.mo Bellaria Film Festival.

una fiaba che segna, attraverso la sofferenza di Agata, il percorso culturale e sociale dell'Italia
Bologna, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)

Piccolo Corpo, il debutto al lungometraggio di Laura Samani, al 40.mo Bellaria Film Festival.

Distribuito nelle sale da Nefertiti Film e presentato in concorso alla 60. Semaine de la Critique del Festival di Cannes e poi al Toronto International Film Festival e al 37. Torino Film Festival,  film di chiusura del Trieste Film Festival 2022

 

La storia del viaggio di Agata (Celeste Cescutti), una madre che nell'Italia dei casoni dell'alto Adriatico del primo Novecento perde sua figlia alla nascita.

 L’anima della piccola, non battezzata, sarebbe rimasta per sempre nel Limbo, priva di un nome e di una identità. Ma dopo aver sentito parlare di un santuario in cui  i bambini vengono riportati miracolosamente in vita per il tempo di un respiro, per essere battezzati e liberati dal peccato originale, Agata decide di abbandonare in segreto l’isola in cui vive e intraprendere un viaggio col piccolo corpo della figlia nascosto in una scatola di legno. 

Lungo la strada verso le montagne del Friuli, Agata incontra Lince (Ondina Quadri), un personaggio selvatico e dall’identità sfuggevole che si offrirà di accompagnarla e di aiutarla in cambio del contenuto della misteriosa scatola. 

 

Piccolo Corpo, una fiaba che segna, attraverso la sofferenza di Agata, il percorso culturale e sociale dell'Italia:  il viaggio verso il santuario nelle montagne, per dare un’identità a sua figlia, è la metafora di un percorso collettivo alla scoperta di sé; un gesto di ribellione e di protesta.

I paesaggi lagunari, le montagne dell’alto Friuli e un cast misto di professionisti e non (che recitano in friulano e nei diversi dialetti locali) contribuiscono a dar forma concreta ad un  film carico di significati, di richiami (lo stesso nome "Agata" richiama il significato greco, la foresta dei pericoli e dei briganti, il ritorno al Mare anche nel nome attribuito alla figlia , il viaggio finale nell'acqua  e nerlla sua "forma" di Agata...).

Un film elegante nella sua apparente semplicità, intenso, personale e universale .

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Ufficio Stampa
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