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IL RITORNO DEL DELFINO CHE GIOCA... E QUESTA VOLTA CI SCAPPA ANCHE UN BACIO!

Adriatico in festa per il delfino che gioca. “Andrea”, il tursiope che lo scorso anno si era intrattenuto interaggendo con i subacquei, è ricomparso alcuni giorni fa nelle acque antistanti tra Rimini e Riccione. Un sub della “Gian Neri”, se lo è trovato improvvisamente davanti e così vicino che un gesto affettuoso tra loro è stato spontaneo e d’impulso . Andrea non è scappato ed un bacio è stato inevitabile !
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Lo scorso anno i sub della Gian Neri, scuola sub di Rimini dal lontano 1973, sono stati testimoni di un evento molto particolare, un delfino tursiope, li avvicinò mentre svolgevano una tranquilla immersione al largo di Miramare, tra Rimini e Riccione. A tutti apparve subito una cosa strana… era così socievole che rimaneva per ore a giocare con loro. La cosa fece clamore e fu raccontata da molti quotidiani. Enfasi anche nazionale con diversi interventi sui telegiornali delle maggiori reti televisive. Anche Linea Blu dedicò una parte di una sua puntata.
Per due mesi ha allietato le immersioni di molti ragazzi della Gian Neri. Fu interessata la Fondazione Cetacea di Riccione per riuscire a comprendere questo strano comportamento ed uno dei responsabili, Marco Affronte, ha spiegato che l’evento era da considerarsi molto raro. Solo di tanto in tanto un delfino cerca il contatto con l’uomo abbandonando il branco.
La fondazione Cetacea ha monitorato l’evento per tutta la stagione e poi da settembre, del delfino si era persa traccia. Alcuni giorni fa, mentre era in atto un’immersione di corso della Sub Rimini Gian Neri, un delfino maschio apparentemente simile ad Andrea si è riavvicinato ed ha interagito molto con tutti i sub cercando perfino delle “coccole”. Ci è scappato anche un bacio, tra il redattore video di Oltrepensiero.it Enrico Rabboni ed il tursiope che oggi danno tutti per certo sia proprio Andrea, il delfino giocherellone dello scorso anno. Non ha proprio potuto, o forse meglio voluto, resistere ad un incontro ravvicinato e particolare. D’altronde il nostro redattore video, Enrico Rabboni della Sub Rimini “Gian Neri”, se lo è trovato improvvisamente davanti e così vicino che il gesto è stato spontaneo e d’impulso. Andrea non è scappato ed il bacio è stato inevitabile ! Peccato per il clima non troppo favorevole di questa stagione, ma alla Gian Neri confidano di poterlo incontrare di nuovo per avere altri splendidi momenti come quelli ritratti dalle innumerevoli foto scattate. Vi proponiamo alcune insieme alla testimonianza di uno dei subacquei ed istruttori della scuola riminese, autore degli scatti, Filippo Ioni.

BENTORNATO ANDREA

(Filippo Ioni) - «Passeggiavo sulla spiaggia quando una telefonata mi avverte che Andrea era tornato.
Alcuni ragazzi della Gian Neri usciti per le prove di corso mi comunicano che hanno incontrato un delfino. In gran fretta si organizza un’uscita per il pomeriggio.

Durante i preparativi e nell’attesa della partenza, la mente va al ricordo dell’esperienza passata lo scorso anno. Era infatti il 3 maggio 2008 quando abbiamo incontrato il delfino Andrea per la prima vota. Quel primo incontro è ancora così vivido nella mia memoria. Ero in immersione quando mi giro e lo vedo. Era lì, fermo, immobile, in candela a testa in giù ad osservarmi. Per un istante paura, poi incredulità e infine gioia e realizzazione. Lo abbiamo battezzato “Andrea” perché pensavamo, in un primo momento, fosse una femmina gravida allontanatasi dal gruppo, ma poi abbiamo osservato le foto e capito che eravamo di fonte ad un esemplare maschio. Un tursiope molto socievole che per due mesi ha giocato con noi ogni qualvolta organizzavamo un’immersione nella zona al traverso di Miramare. Abbiamo interessato la Fondazione Cetacea di Riccione per capire meglio la situazione e ci hanno spiegato che in rarissimi casi alcuni delfini tendono a cercare un contatto con l’uomo.

Marco Affronte, responsabile scientifico della Fondazione, ci ha fatto un po’ scuola su come dovevamo comportarci durante i contatti e ci informava abitualmente dei vari avvistamenti. Andrea è stato avvistato nelle vicinanza di Rimini fino a settembre, ma da fine giugno non abbiamo più avuto occasione di immergerci con lui. Non nascondiamo che ogni qualvolta ci rechiamo a fare immersioni in quella zona speriamo sempre di rincontrarlo. Proprio la settimana scorsa Affronte ci diceva che in questo periodo la possibilità che si riproponesse l’incontro era molto probabile.

Aveva ragione…

Il momento di partire è finalmente giunto, molliamo gli ormeggi muniti di telecamere e macchine fotografiche per tentare di incontrare il delfino. Con noi anche due ricercatrici della fondazione Cetacea. Arrivati sul punto mi immergo per assicurare l’ormeggio, l’acqua è torbida, e fatico un poco ad orientarmi, ma d’un tratto sento il classico richiamo sonoro ed ecco il delfino. Andrea è tornato. Risalgo e tutto il gommone è in fermento. Per più di un ora è stato con noi. Da prima cerchiamo di capire se è veramente Andrea, la macchia identificativa sulla coda sembra non esserci, ma è maschio ed estremamente socievole, per noi è lui.
Piroette e giocherelli d’acqua, ma rispetto l’anno scorso sembra voler cercare un contatto diretto maggiore. Si fa toccare ti striscia, ma ci hanno spiegato che non si deve, occorre stare lontano, ma lui si avvicina da destra da sinistra da sotto e da sopra e ogni tanto ci scappa di allungare la mano.

Ci nascondiamo sotto un alibi scientifica di volerlo studiare e quindi lo giriamo per capire il sesso e per identificare i graffi, ma lui lo prende per un gioco e continua a voler sempre più coccole. E’ dura ma ad un punto abbiamo dovuto noi dire basta, e ci siamo allontanati. Il decalogo di comportamento diramato l’anno scorso ci impone di limitare al massimo il contatto ed a malincuore, stando attenti a non fargli male con l’elica del gommone, ci allontaniamo. I ragazzi della Gian Neri sono tutti eccitati... Andrea è tornato.»

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