Al Ridotto del Teatro Masini di Faenza le coreografe e danzatrici PAOLA PONTI e VALENTINA CAGGIO presentano la loro nuova creazione "Beth"

Domenica 19 maggio 2019 – ore 17.30 e ore 20. “Prima nazionale”
Bologna, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura) R
I D O T T O
teatro Masini - Faenza.

Domenica 19 maggio 2019 – ore 17.30 e ore 20


Al Ridotto del Teatro Masini di Faenza
le coreografe e danzatrici PAOLA PONTI e VALENTINA CAGGIO
presentano la loro nuova creazione
Beth.


Una produzione DanceMe (Perypezye Urbane), Organismo di Produzione - MIBAC.

“Prima nazionale” al Ridotto del Teatro Masini di Faenza per BETH, nuova creazione delle danzatrici e coreografe Paola Ponti e Valentina Caggio in scena domenica 19 maggio per due repliche, alle ore 17.30 e alle ore 20.
Lo spettacolo è una produzione DanceMe (Perypezye Urbane), Organismo di Produzione – MIBAC.

“Beth è una, ma anche due.
Beth è un ritmo, fasi e sfasamenti che oscillano costantemente tra due estremi.
Beth è alla continua e caparbia ricerca dell’armonia, perché vede sempre il doppio aspetto di ogni cosa. Beth è l’incarnazione degli opposti: maschile/femminile, giorno/notte, terra/cielo, principio materiale/principio spirituale, ecc. Beth è il contrasto e il tentativo di conciliazione.
È la Relazione.

Beth è la seconda lettera dell’alfabeto ebraico, e ha la funzione di Contenitore. La casa, il santuario, la legge, il binario, la donna e la madre. Rappresenta il principio femminile di tutte le cose, il contenitore che permette all'uomo di sperimentare la vita attraverso la materia.
È l’evoluzione della vita, da dentro il corpo materno, da quando iniziamo ad essere materia, ogni secondo della nostra esistenza è conoscenza, è acquisizione di conoscenza attraverso l’esperienza e la relazione con l’altro.” (Paola Ponti)-
“Beth prima di tutto è un nome di donna. Scopriamo essere sapienza antica di cominciamenti, di possibilità, casa, luogo abitato, come un archetipo si può riempire di contenuti: Beth è contenitore per definizione. Beth è la dimostrazione che il due può essere uno, che l'intero contiene le parti, ma anche che l'uno è contenuto nel due. Essendo persone, cose vive, il 2 non è doppio di 1, è l’altro, è l’altro in me, ma anche io nell’altro.” (Valentina Caggio)
Lo spettacolo, nato da un’idea di Paola Ponti che ne ha curato anche la coreografia, ha avuto un processo creativo iniziato nel febbraio del 2019 ed è stato sviluppato in tre mesi di intenso lavoro dalla stessa Ponti e Valentina Caggio, danzatrici in scena, e da un dialogo di scambio attraverso la App DanceMe con la danzatrice giapponese residente a Madrid, Kanoko Tamura

Biglietti: 7 euro (posto unico non numerato).
Prenotazioni telefoniche (0546 21306): dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 13.
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