Indagine IBM Global Commuter Pain: diminuisce la congestione del traffico, aumenta il fastidio dei pendolari

Con un indice di 53, Milano risulta essere la peggiore dell'Unione Europea
Segrate, (informazione.it - comunicati stampa - information technology)

· Intervistati 8.042 pendolari in 20 città in sei continenti
· Gli automobilisti riferiscono maggiore stress e frustrazione legati al pendolarismo a livello mondiale
· Il 40% dei pendolari a livello globale afferma che un miglioramento dei trasporti pubblici aiuterebbe a ridurre lo stress
· Migliora la percezione del traffico nelle economie emergenti rispetto alle economie più sviluppate

Una nuova indagine di IBM sul pendolarismo quotidiano, condotta su un campione rappresentativo delle città internazionali più importanti dal punto di vista economico, rivela una sorprendente dicotomia: anche se il pendolarismo è diventato molto più supportabile nell’ultimo anno, le lamentele degli automobilisti aumentano a dismisura.

Lo studio globale annuale sui problemi dei pendolari, Commuter Pain Study, pubblicato da IBM oggi, rivela che in diverse città un maggior numero di persone preferisce prendere i mezzi pubblici anziché guidare, rispetto all'indagine dello scorso anno. E in molte città si è riscontrato un forte aumento della percentuale di intervistati che affermano che il traffico stradale è migliorato “un po’” o “sostanzialmente” negli ultimi tre anni.

Ma questa è solo una parte della storia. In molte città, l’indagine ha registrato una crescita significativa, rispetto all’anno passato, del numero di intervistati che affermano che il traffico stradale ha aumentato i livelli di stress e “rabbia” personale e ha avuto un impatto negativo sul loro rendimento al lavoro o a scuola.

“Il pendolarismo non avviene in una condizione di vuoto”, spiega Naveen Lamba, global intelligent transportation expert di IBM. “La risposta emotiva di una persona al pendolarismo quotidiano è influenzata da molti fattori – che attengono sia alla congestione del traffico sia ad altre problematiche non correlate. L’indagine Global Commuter Pain di quest’anno indica che gli automobilisti nelle varie città del mondo sono molto più ansiosi e turbati rispetto al 2010”.

Gli investimenti infrastrutturali nei mercati emergenti
I risultati dell’indagine indicano che i forti investimenti infrastrutturali in alcune delle economie in più rapida crescita sembrano dare buoni risultati. Rispetto ad altre città oggetto dell’indagine, un maggior numero di pendolari a Bangalore, Nuova Delhi, Pechino e Shenzhen ha riferito un miglioramento delle condizioni del traffico negli ultimi tre anni. Ad esempio, lo scorso anno Pechino ha previsto investimenti per circa 80 miliardi di yuan per migliorare l’infrastruttura dei trasporti, e Città del Messico effettuerà un investimento significativo di 2,5 miliardi di dollari, nell’arco dei prossimi anni, per sostenere al meglio le crescenti esigenze della sua rete di trasporto in una delle aree urbane più popolate del mondo. Con più di un miliardo di veicoli sulle strade di tutto il mondo, le città continuano a confrontarsi con la congestione del traffico e a cercare modi nuovi per gestire la crescita della domanda.

Anche se i pendolari in molte città dei mercati emergenti riferiscono una diminuzione del traffico, esiste un ampio margine di miglioramento. Gli intervistati in molte di queste stesse città segnalano inoltre, con maggiore frequenza rispetto alla media globale, che il traffico ha un impatto negativo su livelli di stress, salute fisica e produttività. Ad esempio, l’86% degli intervistati a Pechino, l’87% a Shenzhen, il 70% a Nuova Delhi e il 61% a Nairobi hanno elencato il traffico tra gli inibitori chiave del rendimento a scuola o al lavoro. Il 67% degli automobilisti a Città del Messico, il 63% a Shenzhen e Nuova Delhi e il 61% a Pechino affermano di aver deciso di non fare un viaggio in macchina nell’ultimo mese a causa del traffico previsto – le percentuali massime tra tutte le città oggetto dell’indagine.

I problemi del pendolarismo si riflettono anche a livello globale, con il 69% degli intervistati che ha indicato che il traffico ha influito negativamente sulla propria salute in qualche modo. Circa il 42% degli intervistati a livello globale ha riferito un aumento dello stress, mentre un altro 35% un aumento della rabbia. I problemi respiratori dovuti alla congestione del traffico sono stati prevalenti in Cina e India.

Il passaggio verso il trasporto pubblico
I risultati dell’indagine riflettono una maggiore disponibilità a utilizzare i trasporti pubblici e la tecnologia per migliorare il viaggio da e verso il lavoro. Nel complesso, il 41% ritiene che un miglioramento dei trasporti pubblici aiuterebbe a ridurre la congestione del traffico. Va considerato che, sebbene globalmente solo il 35% delle persone abbia cambiato il modo di recarsi a scuola o al lavoro nell’ultimo anno, il 45% di chi l’ha fatto opta per i mezzi pubblici. Un sorprendente 70% dei residenti di Nairobi riferisce di avere usato i mezzi pubblici più spesso nell’ultimo anno negli spostamenti quotidiani. Il maggiore spostamento verso il trasporto pubblico si verifica nelle città emergenti, tra cui Nairobi, Città del Messico, Shenzhen, Buenos Aires e Pechino. Se questa tendenza continuerà, potrebbe aiutare a mitigare l’incremento del traffico dovuto all’aumento della popolazione e all’urbanizzazione. È interessante notare che il desiderio di informazioni più accurate e tempestive sulle condizioni stradali, come modo per ridurre lo stress, è stato comune a diverse città, da Los Angeles e Chicago a Mosca e Bangalore.

IBM Commuter Pain Index
IBM ha inserito i risultati dell’indagine nel proprio Commuter Pain Index, un indice che classifica il “tributo” emotivo ed economico del pendolarismo in ciascuna città, dove il numero più elevato rappresenta il più oneroso. L’Indice rivela un’enorme disparità da città a città nel livello di fastidio degli spostamenti quotidiani dei pendolari. Tra le città studiate, Montreal è quella in cui lo spostamento è meno fastidioso, seguita da Londra e Chicago. Ecco come si posizionano le città:

L’indice si compone di 10 aspetti: 1) tempo di spostamento, 2) tempo di blocco nel traffico, accordo sul fatto che: 3) il prezzo della benzina è troppo alto, 4) il traffico è peggiorato, 5) il traffico con continue fermate costituisce un problema, 6) la guida genera stress, 7) la guida genera rabbia, 8) il traffico influisce sul lavoro, 9) ha smesso di guidare a causa del traffico e 10) ha deciso di non effettuare un viaggio a causa del traffico. I punteggi conseguiti dalle città sono stati i seguenti: Città del Messico: 108; Shenzhen 95; Pechino 95; Nairobi 88; Johannesburg 83; Bangalore 75; Nuova Delhi 72; Mosca 65; Milano 53; Singapore 44; Buenos Aires 42; Los Angeles 34; Parigi 31; Madrid 28; New York 28; Toronto 27; Stoccolma 26; Chicago 25; Londra 23; e Montreal 21.

“Non possiamo semplicemente creare il nostro modo per risolvere il problema della congestione indipendentemente dalla città”, spiega Viinodh Swaminathan, director of intelligent transportation systems, IBM. “Per migliorare il flusso e la congestione del traffico, le città devono andare oltre il conoscere e reagire; devono trovare i modi per prevedere ed evitare le situazioni che causano ingorghi che potrebbero trasformare il mondo in un unico gigante parcheggio”.

Un’istantanea dell’indagine: cambiamenti di rilievo e trend interessanti
· Quattordici delle 15 città oggetto dell’indagine sia nel 2010 che nel 2011 hanno segnalato un aumento anno su anno degli intervistati che affermano che il traffico è migliorato “un po’” o “sostanzialmente” negli ultimi tre anni, con molte delle città indicanti aumenti sostanziali. Ad esempio, New York (24% nel 2011 vs. 12% nel 2010), Toronto (23% nel 2011 vs. 8% nel 2010), Milano (27% nel 2011 vs. 7% nel 2010), Stoccolma (42% nel 2011 vs. 18% nel 2010), Mosca(31% nel 2011 vs. 16%) e Johannesburg (29% nel 2011 vs. 13% nel 2010).
· Nonostante il miglioramento delle condizioni del traffico, 12 delle 15 città oggetto dell’indagine sia nel 2010 che nel 2011 hanno segnalato un aumento anno su anno degli intervistati che affermano che il traffico stradale ha accresciuto i loro livelli di stress, con diverse delle città che indicano aumenti sostanziali. Ad esempio, New York (45% nel 2011 vs. 13% nel 2010), Los Angeles (44% nel 2011 vs. 21% nel 2010), Toronto (40% nel 2011 vs. 14% nel 2010), Londra (33% nel 2011 vs. 19% nel 2010), Milano (61% nel 2011 vs. 38% nel 2010) e Johannesburg (52% nel 2011 vs. 30% nel 2010).
· Undici delle 15 città oggetto dell’indagine sia nel 2010 che nel 2011 hanno segnalato un aumento anno su anno degli intervistati che affermano che il traffico stradale ha generato rabbia, con diverse delle città indicanti aumenti sostanziali. Ad esempio, New York (35% nel 2011 vs. 14% nel 2010), Los Angeles (29% nel 2011 vs. 14% nel 2010)e Toronto (29% nel 2011 vs. 14% nel 2010).
· Undici delle 15 città oggetto dell’indagine sia nel 2010 che nel 2011 hanno segnalato un aumento anno su anno degli intervistati che affermano che il traffico ha influito negativamente sul loro rendimento al lavoro o a scuola, con diverse delle città indicanti aumenti sostanziali. Ad esempio, New York (28% nel 2011 vs. 8% nel 2010), Toronto (29% nel 2011 vs. 17% nel 2010), Milano (30% nel 2011 vs. 21% nel 2010), Parigi (35% nel 2011 vs. 26% nel 2010), Milano(40% nel 2011 vs. 21%), Stoccolma (25% nel 2011 vs. 14% nel 2010) e Mosca (34% nel 2011 vs. 25% nel 2010).
· Alla domanda sulla durata massima dell’imbottigliamento nel traffico nel corso degli ultimi tre anni, il tempo medio riportato dagli automobilisti a Città del Messico, Mosca, Pechino, Shenzhen e Nairobi era notevole per la durata degli ingorghi, con ritardi di circa due. A Mosca, circa tre automobilisti su dieci (29%) affermano di essere rimasti bloccati per più di tre ore. In confronto, circa metà degli automobilisti intervistati a Stoccolma, Singapore, Madrid e Buenos Aires ha riferito di aver trascorso meno di 30 minuti o un tempo praticamente nullo imbottigliato nel traffico.
· La percentuale degli automobilisti dell'area metropolitana di New York che si recano al lavoro o a scuola in macchina da sola è scesa al 59% nel 2011, rispetto al 90% dello scorso anno.
· Se il traffico non occupasse così tanto tempo, i pendolari lo dedicherebbero alle relazioni personali e al miglioramento della propria salute fisica. Più di metà degli intervistati (56%) trascorrerebbe il tempo recuperato con familiari/amici; mentre circa metà (48%) farebbe esercizio fisico e il 40% dedicherebbe più tempo allo svago. Quasi tre automobilisti su dieci (29%) dormirebbero di più.
· I pendolari a Nairobi sembrano prendere il traffico con filosofia, nonostante il fatto che in media essi figurino tra quelli con gli spostamenti più lunghi. Circa la metà (48%) segnala che il traffico non ha avuto effetti sulla propria salute.
· In media, gli automobilisti di Nairobi, Città del Messico, Johannesburg, Pechino, Bangalore e Mosca trascorrono il tempo maggiore (36 minuti o più) sulla strada per arrivare al luogo di lavoro o a scuola.

IBM Commuter Pain Survey
La Commuter Pain Survey viene condotta da IBM per comprendere meglio gli atteggiamenti dei consumatori rispetto alla congestione del traffico, in un momento in cui il problema assume le dimensioni di crisi a livello internazionale e gli alti livelli di emissioni delle auto destano preoccupazioni per l'ambiente. Questi eventi influiscono sulle comunità in tutto il mondo, dove le pubbliche amministrazioni, i cittadini e le organizzazioni del settore privato guardano oltre i rimedi tradizionali, come la creazione di nuove strade e un maggiore accesso al trasporto pubblico, per invertire l'impatto negativo dell'aumento della congestione del traffico.

Questa è la quarta Commuter Pain Survey di IBM. IBM ha iniziato a condurre l’indagine negli Stati Uniti nel 2008, espandendola poi a 20 città globali nel 2010. I risultati della Commuter Pain Survey saranno utilizzati per valutare i timori dei cittadini riguardo al traffico e le problematiche dei pendolari; per potenziare soluzioni di trasporto più intelligenti, come sistemi di previsione del traffico e pedaggio intelligente, pedaggio urbano, gestione avanzata del traffico e gestione integrata delle tariffe, ecc.; e serviranno da base per sperimentare nuovi approcci al miglioramento dei trasporti.

IBM collabora con città, pubbliche amministrazioni altri attori in tutto il mondo per rendere i loro sistemi di trasporto più intelligenti. I sistemi di trasporto più intelligenti possono aiutare a garantire un flusso più regolare del traffico e dei mezzi pubblici, prevedere il congestionamento e migliorarlo anticipatamente, ridurre le emissioni e aumentare la capacità dell’infrastruttura.

Leggi il report IBM Institute for Business sulla Commuter Pain Survey 2001 qui ( http://tinyurl.com/3vlccsx )
Seguici su Twitter (#2011CommuterPain @kalgyimesi) il 12 settembre alle ore 12 per conversare con uno degli autori dello studio

Visita questo link per saperne di più su IBM e Smarter Traffic

Per unirti alla conversazione su Smarter Transportation, unisciti a noi su LinkedIn e Twitter e seguici #2011Commuter Pain
Per video, immagini e grafiche delle 20 città incluse nella survey, visita
http://www.youtube.com/watch?v=ACZsW586vfY
http://www.flickr.com/photos/21345422@N04/sets/72157627452343503
http://www-03.ibm.com/press/us/en/attachment/35360.wss?fileId=ATTACH_FILE2&fileName=2011_Commuter_Pain_Index_710x200.jpg
o il press kit Commuter Pain survey qui.

IBM Italia
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