Movimento Verticalismo in "libertà" e "verità"

Alla Galleria Verticalista continuano le mostre per festeggiare i 43 anni di attività. Dal 28 settembre all'8 ottobre "Movimento Verticalismo in "libertà" e "verità" (la Via del Possibile).
Catania, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura) Alla Galleria Verticalista, Via Suor Maria Mazzarello 12 – Catania, dal 28 settembre all’8 ottobre, mostra d’arte “Movimento Verticalismo in ‘libertà’ e ‘verità’”. Espongono: I. Taccini, R. Calì, G. Pepe, R. Platania, S. Spatola, R. Buccheri, S. Commercio.

“Da sempre si dice che l’artista deve essere libero, in modo totale; altrimenti la sua arte nascerà all’ insegna di una libertà “mancata”, “interrotta”, “mai nata”. Ma, attenzione, che cosa significa essere libero? Che cosa sono la “libertà” e la “verità” per noi? Cercheremo di lanciare un seme di logica in un terreno di estrema confusione, di giochi speculativi, di filosofie di e per altre epoche, altre realtà socio-culturali.
Sulla libertà. “(…) Immaginiamo, per comodità, l’ Universo primordiale come una nube in espansione costituita da protoni, neutroni, coppie elettrone-positone, fotoni, neutrini (sebbene diverso dalla nostra idea di “origine”)… Domanda: cosa sarebbe accaduto se un protone, anche in condizioni eccezionali, non si fosse unito a un altro protone (a causa della repulsione coulombiana) per formare un deutone e, dal continuo di quest’ ultimo, elio e via via elementi sempre più complessi? Ci sarebbe un Universo di solo idrogeno. E anche in questo caso non staremmo qui a parlare di arte. Possiamo dedurre che ogni singola particella è un campo di possibilità che sovrapponendosi ad altri campi di possibilità dà vita a reazioni nucleari sempre più evoluti. Pertanto, l’ Universo (lo spazio) sin dall’ origine era un campo di possibilità che sovrapponendosi a se stesso ha creato campi di possibilità, che in atto continuano lungo una verticale evolutiva: dall’ idrogeno a tutti gli elementi, a tutti i composti, dalla prima forma di vita all’ uomo. Lo sviluppo è avvenuto (e continua) in 3 fasi: 1) sovrapposizione, 2) disseminazione, 3) espansione, l’ insieme evolutivo che trova nella vita e nell’ uomo la risposta a un’ “origine” singolarissima. E in questa sua espansione, ripetiamolo, non si è data alcuna forma. La sua espressione consiste nella crescita in direzione del possibile”.
Movimento Verticalismo in "libertà" e "verità"
“(…) la prima cellula che ha segnato la vita sul nostro pianeta, se non avesse avuto la peculiarità di creare un’ altra se stessa, utilizzando la sua stessa energia, oggi non staremmo qui a discutere di arte: l’ unico tentativo (o i tentativi) di vita sarebbe ben presto finito nel nulla della degenerazione. Sto volendo dire che la cellula sovrapponendosi a se stessa si replica; e nel suo continuo (valutato nell’ ordine di 4 miliardi di anni), disseminandosi nell’ ambiente, ha raggiunto la massima espansione realizzando l’ uomo. In breve, la cellula va vista come un campo di possibilità. La sovrapposizione di campi di possibilità ha dato vita alla filogenesi”.
Sulla Verità. “(…) Come possiamo stabilire con certezza che ciò che abbiamo davanti è un metro esatto? Non c’ è che una risposta: basta metterlo a confronto con il metro campione di platinoiridio custodito in Francia nell’ Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure. E se il metro scomparisse come una sorta di magia? In questo caso perderemmo la certezza del nostro metro. Certo, esistono delle copie. Ma non sono esattamente il metro campione. Basti pensare che la copia n. 1 che conserva l’ Italia nell’ Ufficio Metrico Centrale differisce dall’originale un po’ meno di 11 parti su un milione.
Questo esempio elementarissimo è sufficiente da solo a farci riflettere sulla questione della “verità” tanto decantata. Vale a dire: come possiamo essere certi di avere davanti la “verità” se non possiamo raffrontarla con una “verità” campione? Diciamolo: sarà anche successo che fra tante cose dette e scritte la “verità” sia stata messa a fuoco; ma questo non lo sapremo mai, il che equivale a dire che mai è stata detta”.
“(…) E se la “verità” esistesse nel suo opposto, come dire che la “verità” è la non esistenza della “verità”? Più precisamente: che la “verità” altro non è che la “libertà” della natura, la sua “probabilità”, il “campo di possibilità” in cui si manifesta nel suo continuo? In realtà non sto lanciando niente che già non abbia detto tra le righe. Se la “verità” non può esistere per le ragioni addotte è più che logico concludere che la natura è libera da sempre e per sempre. Questo significa una sola cosa: che la “libertà” è l’ unica certezza, l’ unica possibile “verità”.
“(…) In ultima analisi, la ricerca della “verità” ci ha portati a capire in modo inequivocabile quanto abbiamo premesso: la “verità” altro non è che la “libertà” ossia un “campo di possibilità”. Di qui però risulta più che mai evidente che non ci sarebbe “campo di possibilità” senza l’ uomo. L’ universo intero non esiterebbe in mancanza di un’ autoconoscenza. Di qui l’ idea che è l’ uomo a gestire il “campo di possibilità” che lo ha generato ma che senza il quale, ripeto, il “campo di possibilità” non sarebbe esistito. Se così è, ed è così, l’ uomo infondo gestisce se stesso, direi che gestisce la “libertà” che rappresenta ed esprime, come dire che è la “verità”.
In sintesi. L’ uomo (la natura) è “verità” in quanto “libertà”; “libertà” in quanto “campo di possibilità”. Il “campo di possibilità” è l’ espressione della “libertà”, l’ unica “verità”. Una “verità” che decisamente contrasta con quell’ altra “verità” classica, in nome della quale la storia dell’ umanità è intrisa di sangue, dai primi gruppi di forza e di potere a Cesare a Hitler a taluni capi religiosi fino a certo odierno “potere” politico, (e non solo politico). Di qui muove, anche, la nostra contrapposizione alle “vertità” di molti movimenti artistici dell’ ultimo secolo, “ismi” nati ad arte che pretendono di essere punto di riferimento, piano di riscontro per l’ io e il mondo.
Dalle suddette considerazioni sorge spontanea una domanda: la società esprime il “campo di possibilità” dell’ io di ciascun uomo? No. Il “potere” si attiva perché si realizzi pienamente un “campo di possibilità” per l’ umanità? No. Ne deriva che la “libertà” non esiste, e di conseguenza non esiste la “vertità”. Nel mondo impera il “falso”, l’ “illusione”, la “parzialità”.
(…) Da questi pochi, emerge che la “libertà” non è ancora di questo mondo. L’ odierna “libertà” non è espressione di “vera libertà”, come vuol farci intendere il “potere” democratico (meno che mai altri tipi di potere), dato che non ha la “possibilità di essere”. L’ artista che non ne ha piena coscienza è un “individuo” che non vive nella società, non abita il mondo, pertanto è estraneo alla società e al mondo. L’ artista ‘totale’, in quanto tale, è dimezzato poiché la creatività è funzione di libertà, libertà che potrà esistere solo nell’ ambito di una “società di possibilità”.
Per quanto detto possiamo concludere che l’ artista deve operare in un “campo di possibilità”. Significa che deve essere consapevole che i suoi “supporti” espressivi sono “campo di possibilità”, dall’ io allo spazio-tempo; e ulteriormente che è un elemento della complessità del mondo. Vi resta legato sempre; anche quando ne vola via. Non può sfuggire al suo destino di unità sociale. E che lo voglia o no deve interagire con la società come con l’ intero habitat naturale. Dovrà scontrarsi constantemente e duramente con molte “forze”, “debolezze”, “regole”, “atteggiamenti”, “inclinazioni”… della società tutta per contribuire alla realizzazione di una civiltà basata su un Campo di possibilità planetario, la Via del Possibile” (Salvatore Commercio)







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