La Lombardia leader nella formazione professionale

Presentati i dati del IV sportello dell’Avviso FEMI 2022.1 di FondItalia: nei primi sei mesi, a beneficiarne sono stati soprattutto i giovani lavoratori lombardi (45%)
Milano, (informazione.it - comunicati stampa - economia)

Con le sue 417 aziende che hanno avviato un corso di formazione aziendale, la Lombardia si conferma leader nella preparazione e nell’aggiornamento dei propri lavoratori. A testimoniarlo, i dati dei primi quattro sportelli  all’Avviso FEMI 2022.01 di FondItalia (Fondo Formazione Italia). Su un totale di 1.700 aziende che hanno partecipato a uno dei 485 progetti approvati da FondItalia, il 24,5% ha sede in Lombardia, seguita dalla Puglia (15,6%) e dall’Emilia-Romagna (9%).

 

Nello specifico, i destinatari di un corso di formazione sono oltre 3mila lavoratori lombardi (3.379 per la precisione), pari al 21% del totale del periodo, che hanno beneficiato di un contributo di oltre un milione di euro. «La Lombardia dimostra ancora una volta che la propria leadership economica è dovuta certamente all’innata propensione all’imprenditoria e all’innovazione, ma anche alla formazione costante, puntuale e competente che le aziende del territorio riservano ai propri dipendenti» è il primo commento di Egidio Sangue, vicepresidente e direttore di FondItalia.

 

I settori che più hanno richiesto percorsi di formazione sono il manufatturiero commercio all’ingrosso e al dettaglio (133 imprese per un totale di oltre 7mila ore di formazione) seguito dal manifatturiero (121 imprese e un totale di oltre 22mila ore/formazione) e le costruzioni (53 imprese e un monte ore di oltre 8mila ore/formazione). Interessante il dato sulle fasce di età dei lavoratori lombardi che, nella prima metà di quest’anno, hanno preso parte a un percorso formativo: il 30% ha un’età compresa tra i 40 e i 49 anni; il 23% ha un’età non superiore ai 29 anni, mentre il 21% rientra nella fascia dai 30 ai 39 anni.

«Se osserviamo la platea dei lavoratori lombardi che hanno preso parte a un corso di formazione nei primi cinque mesi dell’anno -precisa ancora Sangue- ci accorgiamo di quanto siano le fasce più giovani a richiedere aggiornamenti che li affianchino e li assistano nella propria crescita professionale e per stare, come di dice, al passo coi tempi. Se sommiamo le due fasce di età più giovani, quella fino ai 29 anni e quella fino ai 39 anni, ci accorgiamo che raggiungono il 44% del totale. Un dato sicuramente di grande impatto per la competitività imprenditoriale, non solo della Lombardia»

Sulla base dell’analisi dei lavoratori che hanno svolto la formazione in aula nel periodo gennaio/luglio 2022, il destinatario tipo dei progetti formativi, in Lombardia, è prevalentemente uomo (61%). Oltre il 40% dei partecipanti ha conseguito un diploma di Scuola Media Superiore, mentre i laureati costituiscono il 12%. La fotografia scattata da FondItalia, per quanto concerne la tipologia di impiego, vede al primo posto gli operai generici (76%), seguiti dagli impiegati amministrativi e tecnici (17%) e dagli operai qualificati (6%).

Avviato a novembre 2021, a durata annuale e articolato in 6 Sportelli, l’Avviso FEMI 2022.01 finanzia progetti di tipo aziendale, interaziendale ed individuale, concordati tra le Parti Sociali che promuovono il Fondo e le imprese aderenti. Per il 2022, il fondo stanziato per la formazione professionale continua è stato raddoppiato dal Consiglio di Amministrazione FondItalia dai 6 milioni di euro iniziali a 12 milioni nella seduta dello scorso 29 marzo.

«Siamo consapevoli di rappresentare un riferimento significativo per le aziende aderenti, soprattutto per le piccole e microimprese – sottolinea Francesco Franco, Presidente FondItalia -. Aver raddoppiato lo stanziamento iniziale, promuovendo formazione di qualità e facilitazioni per le aziende aderenti, rappresenta certamente uno sforzo notevole, ma anche la certezza che nutriamo nella preparazione professionale continua che, nell’economia contemporanea, rappresenta la vera chiave di volta per essere competitivi e affrontare i tempi difficili che stiamo attraversando».

Facebook Twitter Pinterest Linkedin Tumblr
Per maggiori informazioni
Ufficio Stampa
Stefano Morelli
Brizzi Comunicazione
Italia
[email protected]