I Vescovi italiani si servano dei preti sposati per la S. Messa nelle parrocchie senza preti

Papa Francesco sta pensando di sperimentare, per far fronte alla carenza di clero, l'ordinazione sacerdotale di uomini sposati. Deluso il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Lavoratori Sposati, fondato nel 2003 da don Giuseppe Serrone, che punta invece alla valorizzazione dei preti sposati.
Roma, (informazione.it - comunicati stampa - varie) A papa Francesco si attribuisce una caratteristica di riformatore ben superiore ai risultati fino ad oggi ottenuti dai suoi tentativi di riforma.
La scarsità di preti in Italia (mancano circa 8500 parroci solo in Italia) limita di molto l’evangelizzazione in Italia.

Il Movimento Internazionale dei Sacerdoti Lavoratori Sposati rivolge un appello a Papa Francesco affinché lasci ai vescovi la possibilità di gestire la pastorale di evangelizzazione e sacramentalizzazione coinvolgendo i preti sposati nel ministero sacerdotale attivo: “I Vescovi diocesani potrebbero servirsi dei preti sposati per la celebrazione della S. Messa in parrocchie che non hanno un parroco residente. Per iniziare potrebbero essere delle prestazioni occasionali. I preti sposati non avrebbero responsabilità legate ai compiti del parroco, ma diventerebbero una grande risorsa in attesa di cambiamenti decisivi nella normativa canonica”.

Per iniziare a risolvere la questione della diminuzione dei sacerdoti in servizio si potrebbe iniziare immediatamente percorrere la strada semplice della riammissione dei preti sposati alla celebrazione della S. Messa con l’autorizzazione diretta dei Vescovi diocesani.

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