La vendetta dell'artista: cantautore pubblica un EP di 5 tracce completamente mute

Poiché l'attenzione di persone è sempre più scarsa, ispirato dall'opera "Io Sono", la scultura invisibile di Salvatore Garau, ho deciso di pubblicare un EP di cinque tracce completamente mute. Il silenzio è la matrice di ogni cosa, la base su cui "poggia" ogni suono. Potete "riempire" questo silenzio con ciò che volete. Enjoy it!
Napoli, (informazione.it - comunicati stampa - editoria e media)

Abbiamo incontrato Stefano Esposito, cantautore partenopeo fondatore degli Hesitant Ballad, rock band che spopolò nel sottobosco indie-MySpace di qualche anno fa. 

D: Il 6 giugno, come un fulmine a ciel sereno, gli Hesitant Ballad pubblicano un EP e lo presentano sui loro social in modo vago… 
Le 5 tracce, di durata variabile, hanno tutte un denominatore comune: sono tracce completamente mute, cioè tracce di 3 o 4 minuti di totale silenzio…Come mai hai scelto di fare questa cosa?

R: Si tratta di un gesto che nasce innanzitutto come una provocazione: l'attenzione della gente è sempre più scarsa e si riesce a trovare sempre meno tempo per essere disponibili a compiere quella che può essere un'azione semplicissima come ascoltare un brano... Quindi sì, è sicuramente una provocazione.

D: L'EP si intitola "I Am Tired Of Not Being Heard", "Sono stanco di non essere ascoltato"…

R: Esatto, è una denuncia all'indifferenza dell'ascoltatore medio. Ciascuna traccia prende il nome da una parte del titolo, e la prima traccia, "I Am", si ispira ad un'opera del Garau.

D: Ad ispirarti è stata quindi la scultura invisibile "Io Sono" di Salvatore Garau…

R: Paradossalmente, pur essendo invisibile, l'opera di Garau è molto tangibile ed ha una potenza sua propria, proprio perché come  lui stesso afferma, lo spazio dell'Io Sono è un'energia che si può "riempire" in qualunque modo proprio perché intangibile… 
Allora ho realizzato che anche un disco fatto interamente di silenzio, e tuttavia anche di spazio, cioè di durata temporale - perché si tratta di tracce che hanno una durata - può essere usato come una parentesi di energia intangibile e inaudibile che può essere riempita come si vuole, proprio come lo spazio dell'Io Sono di Garau. 

D: Nella pagina web dell'album, su BandCamp, hai scritto "Il silenzio è la matrice di ogni cosa, la base su cui "poggia" ogni suono", cosa intendi con queste parole?

R: Intendo proprio questo: senza il silenzio, qualunque suono non potrebbe trovare voce e paradossalmente non potrebbe avere lo spazio per esprimersi, quindi il silenzio è veramente la base di ogni espressione acustica. Il silenzio è inoltre un'ottima opportunità per rientrare in contatto con se stessi, attingere alla propria creatività innata, e spegnere quel rumore mentale che è favorito è stimolato dal mondo frenetico ed iper-connesso nel quale ci troviamo immersi. Dal punto di vista meno filosofico, e quindi dalla prospettiva del gesto di denuncia, ho semplicemente restituito un silenzio al rumore, restituendo all'ascoltatore distratto l'opportunità per riguadagnare la propria attenzione attraverso lo stupore. Ma ad ogni modo, si tratta di tracce che l'ascoltatore potrà "riempire" come vuole.

D: Insomma, un silenzio dove ognuno può metterci ciò che vuole…

R: Esatto, fate quello che vi pare, ed in questo "fate quello che vi pare" però c'è anche la denuncia: siccome non avete più l'attenzione per dedicarvi all'ascolto di un brano di 3 minuti, vi regalo un silenzio che potete riempire come volete, sempre che vi accorgiate che si tratta di silenzio! Infatti sui social capita anche questo: molte persone ti danno il like distrattamente, senza nemmeno rendersi conto di ciò a cui stanno dando il proprio mi piace. Molte persone che mi seguono, infatti, si sono accorte soltanto in seguito che si trattava di un album vuoto! Ad altri addirittura l'ho dovuto dire io! [risate]. Quindi la mia constatazione sulla mancanza di attenzione è stata pienamente confermata!

D: E come hanno reagito le persone a questa cosa?

R: C'è stato chi ne ha riso e chi mi ha dato del genio… la mia, tuttavia, è stata soltanto una provocazione e, paradossalmente, un puntare l'attenzione sulla mancanza di attenzione ed una restituzione del silenzio ad un rumore mentale che ormai straripa nelle nostre vite e le riempie di cose inutili…

D: Una sorta di vendetta dell'artista…

R: Vendetta è una parola forte [risate], ma in un certo senso sì: è la vendetta dell'artista di fronte all'indifferenza e all'indisponibilità dell'ascoltatore medio. "Tu non mi ascolti e quindi eccoti un bel disco di silenzio!".

D: Tornando a cose più canoniche, quand'è che sarà possibile ascoltare nuovo materiale… sonoro?

R: Presto faremo uscire qualche altro singolo o addirittura un EP canonico per riequilibrare questa sorta di scherzo che abbiamo fatto agli ascoltatori!

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