Tandem – mostra di Eva Fischer e di Alberto Baumann

Le opere presentate in questa mostra sono state selezionate seguendo il criterio del ”movimento” ed è come se i dipinti di Eva Fischer dedicati al ballo trovassero la loro traduzione astratta nelle sculture e nei dipinti di Alberto Baumann. Chi osserva bene le opere, sotto gli stili assolutamente differenti, troverà una sorta di loro osmosi intellettuale.
Roma, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura) Eva Fischer, nota anche come ultima rappresentante della Scuola Romana del dopoguerra, fiera delle sue origini ungheresi, è una figura rappresentativa dell’arte moderna. Ella esprime il suo tocco attraverso i suoi “Momenti Pittorici”: dalle sue “Barche” ai “Paesaggi Mediterranei”, dalle celebri storie di “Biciclette” nei “Mercati” all’adorazione per la Città Eterna. In questa mostra verranno esposte soltanto le opere relative al suo ultimo soggetto: le “Scuole di Ballo”, con quadri principalmente di grandi dimensioni, ultimi dei quali dipinti a 87 anni.
Alberto Baumann, il marito di Eva Fischer, ha cominciato la sua carriera lavorativa da scrittore, poeta e giornalista. Dagli anni 70 inizia ad impegnarsi nelle arti visive sia nella pittura che nella scultura.
Il tandem che si pedala in due rimanda alla dinamicità, vivacità e apertura verso l’altro e il mondo. Proprio per questa energeticità e movimento la bicicletta viene richiamata in tante opere di entrambi gli artisti, ed è stata anche la figura emblematica del giorno delle loro nozze. Però la singolarità della mostra “Tandem” non consiste solo nel fatto che Alberto Baumann e Eva Fischer hanno passato più di mezzo secolo assieme (che oggi costituisce già una rarità), ma anche nella loro completa diversità di espressione nel rappresentare il loro passato, accomunato dalle rispettive sofferenze dettate prima dalla Seconda Guerra Mondiale e dalle persecuzioni razziali, successivamente dall’epoca della ricostruzione e dal “boom”, mentre il mondo culturale si confrontava nelle strade romane racchiuse fra piazza del Popolo e piazza di Spagna.
Con la stessa difformità Eva e Alberto hanno rappresentato il loro presente assieme, spesso con lo stesso sdegno e gli eguali timori per un mondo che lentamente andava perdendo il valore della civiltà ritrovata dopo i tragici eventi della prima metà del XX secolo.
I loro estri si sono vicendevolmente arricchiti lungo gli anni trascorsi assieme e attraverso i rispettivi racconti di vita antecedenti al loro incontro, forgiando una sorta di continua ricarica espressionistica.
Le opere presentate in questa mostra sono state selezionate seguendo il criterio del ”movimento” ed è come se i dipinti di Eva Fischer dedicati al ballo trovassero la loro traduzione astratta nelle sculture e nei dipinti di Alberto Baumann. Chi osserva bene le opere, sotto gli stili assolutamente differenti, troverà una sorta di loro osmosi intellettuale.
Curatori: Francesca Pietracci, Pál Németh

Inaugurazione: 26 marzo 2015 alle ore 19.30 nella Galleria dell’Accademia d’Ungheria.
La mostra rimarrà aperta fino al 3 maggio 2015 con i seguenti orari:
Lunedì-venerdì 10.00-19.30, sabato: 10.00-12.30 e 13.30-19.30 domenica: 10-12.30 e 13.30-18.00.

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