Comunicato stampa della Associazione Transdolomites sul tema del trasporti

le scelte politiche necessarie per dare seguito ai progetti di mobilità pubblica per il Trentino orientale
Bologna, (informazione.it - comunicati stampa - trasporti)
Guardando alle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018 leggendo anche il pensiero di coloro che a più riprese sono intervenuti sulla carta stampata ed essendo sotto gli occhi di tutti la frammentazione del panorama dello scenario politico in Trentino è evidente che mai come oggi la politica dimostra di essere a corto di idee .
Noi invece siamo ben convinti che di motivi seri da mettere all’ordine del giorno ce ne siano , eccome. E siamo altrettanto convinti che in un programma elettorale non servano tanti punti all’ordine del giorno. Essi devono essere il meno possibile ma il più incisivi possibile e miranti ad una radicale cambiamento della situazione attuale.

Transdolomites lo ha dimostrato da anni e ad es. riguarda il tema del trasporti che è il punto più importante per pianificare i prossimi decenni del Trentino , dell’area dolomitica e delle Alpi Centrali.

Idee che non mancano alla società civile che da tempo in tema di mobilità ha maturato una grande consapevolezza della problematica , degli obiettivi da perseguire e delle soluzioni da proporre.

Se ad es. mettiamo insieme il lavoro a titolo volontario dell’associazione Transdolomites e del Comitato Avianonva che opera nel territori dell’Altopiano di Lavarone e se a loro sommiamo la posizione delle Istituzioni comunali e Comunità di valle che in questi territori a stragrande maggioranza hanno espresso il parere positivo affinchè si dia seguito ai progetti di mobilità pubblica, questa parte del Trentino orientale rappresenta un bacino di circa 170 mila cittadini. La classe politica trentina si render forse conto che è giunta l’ora di dare finalmente ascolto alle loro istanze o ci si intestardisce a vedere un Trentino a due velocità??????



La nostra impressione è che troppi tra coloro che intendono chiedere un consenso elettorale nel mese di ottobre non abbiano la benchè minima consapevolezza di questo espetto e credono che parlare di lupi o di orsi sia la soluzione migliore per ottenere una buona odience tra la popolazione.

Noi crediamo che vi siano anche problemi che aspettano da decine di anni una soluzione e la necessità di agganciarsi al vagone della storia che sta correndo .( vedi nuova ferrovia del Brennero)

Situazione mobilità e servizi di tpl in Fiemme e Fassa.

L’offerta di servizio pubblico è stata ulteriormente potenziata nel corso di questa estate. L’utilizzo del mezzo pubblico è in crescita ed è questa direzione che è importante andare aventi anche per coprire meglio tutto l’anno. Il servizio di mobilità non deve essere solo una cortesia che si fa la turista ma deve essere anche un’opportunità 365 giorni all’anno anche per i residenti. Il trasporto pubblico svolge un ruolo importante, ma la coda continua di auto private deve far riflettere sul fatto se questo servizio è all’altezza delle sfide di mobilità che dobbiamo affrontare attualmente e in futuro.

Ascoltando il parere degli esperti e guardando sul campo la situazione la mia risposta è negativa. Nel medio e lungo periodo il trasporto collettivo su strada sarà perdente.

Dovrebbero farci riflettere a tale proposito le notizie che in questi giorni giungono dalla Val Gardena. Recentemente il Consiglio comunale di Ortisei ha votato favorevolmente il progetto che prevede il collegamento ferroviario tra Monte Pana e Saltria, Ferrovia prevista della lunghezza di 7 km scartando l’opzione di realizzare al suo posto un impianto a fune.

La motivazione che tra l’altro porta a scegliere la ferrovia in Gardena è che la clientela non si accontenta più di bus perché scomodi per il viaggio che soprattutto d’inverno costringono gli sciatori a faticosi e macchinosi trasferimenti con la famiglia.

Insomma, il confort di viaggio che offre il treno è di gran lunga superiore ai mezzi su gomma.

Le ciclabili.

Il trentino sta investendo molto sulla realizzazione di vie ciclabili. Le ciclabili sono un buon volano anche economico per il territorio ma bisogna fare dei distinguo. Per la mobilità urbana delle città esse potranno giocare un ruolo molto importante per ridurre l’uso dell’auto privata ed essere complementari al servizio di mobilità pubblica. Se ci spostiamo al di fuori dei centri urbani il loro ruolo cambia perché si tratta di un utilizzo che per la maggiore riguarda il tempo libero. Però anche sull’extraurbano è fondamentale puntare sulla riduzione della mobilità privata e da questo punto di vista la loro funzione è marginale. La dove poi ci sono ciclabili importanti come in Fiemme, Fassa, e prossimamente in Val di Cembra , la presenza di una ferrovia è determinante per il buon successo della rete ciclabile. Bici e treno creano vivono in simbiosi.

Identità del territorio. La ferrovia può contribuire a rafforzare l’identità di una territorio e delle comunità che lo popolano. Se ad es. guardiamo alla Ferrovia Retica che in Engadina si sviluppa per più di 400 km essa rappresenta un orgoglio nazionale della popolazione ladina ( romancia ) engadinese. Il trenino rosso è il simbolo nazionale dei ladini di Engadina ed è lo strumento che fa sì che essi siano conosciuti in tutto il mondo. A bordo dei treni e pullman in Engadina gli annunci sono in lingua romancia e nelle altre lingue, cosa che se guardiamo alla Valle di Fassa è ben lontano dall’essere una realtà. Si tratta tra l’altro di una rete di ferrovie a scartamento metrico che in alcune tratte è riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Crediamo che le popolazioni ladine dolomitiche dovrebbero rifletter molto seriamente su questa cosa visto che il patrimonio UNESCO che è stato riconosciuto nelle loro valli è invece soffocato dal traffico automobilistico senza offrire delle alternative di mobilità che siano all’altezza del pregio delle valli ladine. Le Dolomiti sino anni 60 del secolo scorso erano un esempio di eccellenza per quanto riguarda i collegamenti ferroviari. Con lo smantellamento delle ferrovie di valle desse sono precipitate nel caos del traffico privato .
Si deve finanziare questo investimento .

Investire in infrastrutture ferroviarie richiede investimenti importanti. Non che le strade costino poco. Anzi alla lunga costano di più le strade che la ferrovia . Ma a portata di mano di questo obiettivo c’è la questione delle Olimpiadi invernali del 2026. L’Olimpiade è un evento molto più importante rispetto ad un mondiale . Crea un’attenzione mondiale nei territori che le ospitano e soprattutto possono avere un ruolo molto importante per generare investimento nel settore dei trasporti in quanto è sulla mobilità pubblica e infrastrutture che possono indirizzarsi i capitali da investire. La credibilità di una territorio a fronte di una candidatura si gioca sulla qualità dell’offerta di mobilità e la ferrovia diventa un soggetto irrinunciabile in vista di simili appuntamenti. Un evento sportivo diffuso in ambito di Alpi Centrali e Dolomiti dovrebbe far riflettere con molta serietà sul fatto che abbiamo a disposizione un’occasione importante per avviare il percorso progettuale ferroviario tra la Svizzera , Trentino, Dolomiti, aree nelle quali si legge si prevede di distribuire gli eventi sportivi. Quello che mi lascio stupito è con quale irresponsabile omertà troppe categorie economiche lovali e provinciali assistono in silenzio all’evolversi della produzione di una proposta di candidatura ad un simile evento di sport.

- C’è la tentazione di proporre per le valli dell’Avisio delle soluzioni di mobilità a basso costo. Questa non rappresenteranno la vera soluzione al problema delle mobilità tanto per l’interno dei territori quanto per connettere quest’ultimi nel contesto nazionale ed internazionale. Il prezzo dell’inadeguatezza non lo pagheranno solo le valli ma il Trentino stesso. L’unica soluzione , anche se più impegnativa , e che mettere in rete efficacemente le valli tra di loro e le valli con le città è la ferrovia .

- Anche in termini di crescita economica del comparto turistico la ferrovia è l’unica soluzione percorribile. Si leggono proclami con toni trionfalistici sull’aumento delle presenze turistiche. Sarà anche vero, ma sono solo numeri vuoti. Basta parlare con gli operatori del settore per capire che dallo scorso anno a questa estate la flessione dei consumi è molto evidente. Il turista con diponibilità economiche non verrà mai a fare ferie in queste condizioni di criticità nella mobilità . Chi ha i soldi in tasca li vuole spendere dove anche i servizi sono all’altezza della qualità della vacanza che egli cerca.

- Se a fronte di ciò le valli dell’Avisio non meriteranno la stessa attenzione di altre zone del Trentino, beh allora crediamo che in futuro si dovrà pensare a qualche altra strategia politica con gli occhi rivolti in qualche altra direzione.

Ma il domani? Pensare in piccolo significa diventare sempre più piccoli. Il problema di questa mancanza di visioni non è solo politico ma anche di un sistema di associazioni di categoria che non hanno il coraggio di pensare con la loro testa . Poi altro vero problema è la classe dirigente anche nel sistema pubblico composta da gente capace e desiderosa di guardare in avanti cui si affianca un’altra parte priva di visioni e che anziché stimolare il coinvolgimento dei territori sulla programmazione preferiscono remare contro. Questo è contrario “ all’interesse nazionale del Trentino e delle Dolomiti” . Senza peli sulla lingua consideriamo questa mancanza di visioni e di coraggio un vero e proprio tradimento nei confronti di territori che invece da tempo hanno manifestato l’interesse di guardare più in avanti della punta del loro naso. E’ arrivato il momento di alzare la voce e di battere con molta determinazione in pugni sul tavolo. Chi si sta preparando alle future elezioni non ha in mente un programma serio? Ebbene glielo prepariamo noi; si chiama piano strategico dei trasporti 2018 – 2050 , un piano che coinvolga tutto il territorio provinciale e che vada a coinvolgere le vicine regioni di Lombardia, Veneto e Prov. di Bz.

Per arrivare a questo serve una scossa potente . Si legge ormai quotidianamente della pioggia di milioni di Euro che sta piovendo sul Trentino e che parte dalle casse provinciali . E pensare che sino a due anni si sentiva dire che non c’era più un Euro a disposizione. Ebbene se tanto piove , è bene che piova anche sulle valli dell’Avisio . Mettiamo allora sul tavolo un ultimatum; fuori il milione di Euro che venne promesso alle valli dell’Avisio per il progetto della loro ferrovia. E’ dal 2014 che le valli dell’Avisio aspettano il loro progetto

Ma andiamo oltre : se non giungerà una risposta rapida e positiva a tale riguardo , Transdolomites sta valutando con molta serietà di far fare alla sua battaglia un importante salto di qualità. Non siamo più disposti ad assistere passivamente a questa palude. Sia ben chiaro ; Transdolomites continuerà a restare quello che è sempre stata. Sarà la sua azione politica a cambiare marcia . Tanto per cominciare il programma politico che proporremo a 360 gradi sarà semplicemente uno: ferrovia . Perché ferrovia basta per dare modo di affrontare il tema dell’ambiente, della sociale, il futuro del turismo e dell’economia delle valli, le opportunità occupazionali per i giovani , le necessità delle famiglie e delle parti più deboli delle comunità. Ferrovia è tutto questo e di più.

INFO:

Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

Cell. 320.4039769

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