La Tomba dei Vasi Dipinti a Tarquinia: un restauro che non ha precedenti nel mondo dell’archeologia

La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale ha presentato alle autorità e alla stampa la Tomba dei Vasi Dipinti di Tarquinia dopo il restauro finanziato dalla Ny Carlsberg Foundation per il tramite dell'Accademia di Danimarca: un patrimonio culturale restituito all'umanità, dopo le devastazioni dei Tombaroli, che in futuro sarà possibile rendere visitabile anche per il pubblico.
Tarquinia, (informazione.it - comunicati stampa - arte e cultura)

- (Giulio Carra) - La Necropoli dei Monterozzi a Tarquinia è una ricchezza archeologica e culturale unica al mondo,  dal 2004 Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. 

 

Qui gli Etruschi seppellivano i loro defunti scavando nel sottosuolo sepolcri nascosti e adornando le loro pareti rocciose, nella maggioranza dei casi, con dipinti oggi unica testimonianza sui costumi e la vita quotidiana di una civiltà dalle origini un po’ misteriose e dai connotati orientali che finì per amalgamarsi con la Roma dei Sette Re.  

 

Le tombe dipinte etrusche, definite il primo capitolo della storia della pittura italiana, costituiscono una vera e propria pinacoteca sotterranea composta da più di seimila sepolcri in molti casi nei secoli violati e depredati, se non quando vandalizzati, dai soldati di truppe di occupazione e più recentemente dai famigerati tombaroli.

 

Caso emblematico è quello della Tomba dei Vasi Dipinti, che vediamo nelle immagini del filmato, scoperta nel 1867 e subito apprezzata per il livello calligrafico delle scene dipinte, il cui stile rimanda all’ambito greco orientale. Le decorazioni si sono conservate, in condizioni relativamente buone, per circa un secolo dopo la scoperta, come dimostrano riproduzioni ad acquerello e fotografie d’epoca conservate presso istituzioni culturali danesi e la Sapienza Università di Roma.

 

Purtroppo, nell’agosto del 1963 la tomba fu oggetto di un terribile atto di vandalismo ad opera dei  tombaroli, che hanno utilizzato una moto sega per ritagliare e asportare alcuni settori delle pareti dipinte.

 

Oggi grazie ad una collaborazione tra Italia e Danimarca è stato possibile ricostruire le parti pittoriche mancanti confrontando fonti iconografiche di supporto e utilizzando tecniche di restauro finora mai applicate in archeologia. Nel video vi proponiamo sequenze esplicative sulle modalità di recupero e ricostruzione delle parti mancanti.

 

«Il recupero delle superfici dipinte - evidenziano i restauratori - è stato portato avanti attraverso una serie di operazioni che hanno incluso un trattamento biocida preliminare, la rimozione di porzioni di cemento in eccesso dovute a precedenti interventi di conservazione, il consolidamento della roccia e dell’intonaco, la pulitura dei sali affioranti sulle superfici e stuccature delle lacune con accorgimenti cromatici. Oltre alla ricollocazione di alcuni frammenti è stato possibile realizzare tre pannelli su un supporto leggero in aereolam inseriti con l’uso di magneti nelle lacune su due delle pareti, con lo scopo di restituire la lettura d’insieme delle scene e di mostrare concretamente ai visitatori i danni causati dalla brutalità dei ladri d’arte».

 

«La Tomba dei Vasi Dipinti, oggi, rinasce a nuova vita - sottolineano a Roma alla Soprintendenza Archeologia dell’Etruria Meridionale - come simbolo di una nuova sensibilità nei confronti dei beni culturali e come monito per le nuove generazioni a conoscere, conservare e proteggere le testimonianze di una civiltà artistica che è stata riconosciuta patrimonio dell'umanità».

 

La Tomba dei Vasi Dipinti con le sue pitture è stata per la prima volta presentata alla stampa ed alle autorità  al termine dei lavori di ripristino e ricomposizione dopo gli atti vandalici di quasi 60 anni fa ad opera dei Tombaroli.

 

«Nel prossimo futuro, per poter rendere accessibile il monumento, sarà necessario dotarlo di porta a vetro con taglio termico e metterne in sicurezza la via di accesso dal ciglio della ripa soprastante. In questo modo - ribadiscono alla Soprintendenza - dopo aver salvato un capolavoro archeologico da rovina certa, la tutela si potrà coniugare con la fruizione pubblica, che ne è sempre il fine ultimo come stabilito dalla legge».

 

Nel filmato che vi proponiamo parlano anche gli esperti che si sono dedicati nel tempo ed hanno consentito, con il proprio supporto e lavoro, al recupero di un monumento per così dire “smarrito”, opera iniziata nel   2019 da Maria Cataldi recentemente scomparsa, già funzionario archeologo della Soprintendenza dell’Etruria Meridionale, che avviò con l’Accademia di Danimarca una collaborazione internazionale che finalmente ha consentito nel 2021 di portare a termine il restauro della tomba. La Dott.ssa Mariolina Cataldi Dini, è stata per più di 25 anni la Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia e della Necropoli Etrusca Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO.

LA TOMBA DEI VASI DIPINTI A TARQUINIA:
UN RESTAURO CHE NON HA PRECEDENTI NEL MONDO DELL'ARCHEOLOGIA

Reportage video a cura della Redazione di OltrepensieroNews


- SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE:

 Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per la Provincia di Viterbo e per l'Etruria Meridionale

 Accademia di Danimarca

 Ny Carlsberg Foundation

 Associazione Amici delle Tombe dipinte di Tarquinia

 Museo di Antichità Etrusche e Italiche della Sapienza Università di Roma

 Azienda Agricola Quattro Grani


- HANNO PARTECIPATO:

 MARGHERITA EICHBERG
Soprintendente ABAP-VT-EM

 DANIELE F. MARAS
Funzionario Archeologo della Soprintendenza ABAP-VT-EM

 CHARLOTTE BUNDGAARD
Direttrice dell'Accademia di Danimarca

 FRANCESCA BOITANI
Presidente Associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia

 ADELE CECCHINI
Restauratrice

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Associazione Culturale Oltrepensiero
Associazione Oltrepensiero
Via Ripagretta
01016 Tarquinia (Viterbo) Italia
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