Accettare i preti sposati per dialogo cattolici protestanti

Il Movimento internazionale dei Sacerdoti Lavoratori Sposati auspica la riammissione dei preti sposati nella chiesa per favorire il movimento ecumenico tra le chiese e per la pace nel mondo (ndr).
Roma, (informazione.it - comunicati stampa - varie) Lo afferma una nota della redazione, fondata da don Giuseppe Serrone (sacerdotisposati@alice.it) a commento di un articolo del Corriere della Sera (in basso un estratto):

“Sottese al dialogo con i protestanti ci sono questioni di grande importanza per il Vaticano, come quella del celibato dei preti. Papa Francesco è cauto sul tema, ma nella Chiesa cattolica di rito latino ci sono già esempi di preti sposati. In Germania ad esempio, si segnala la presenza di pastori protestanti diventati preti cattolici rimanendo sposati, così come altrove ci sono ministri anglicani diventati preti cattolici. Essi rimangono sposati anche se vengono ordinati come preti cattolici.

Che il Papa sia molto sensibile alla questione del celibato sacerdotale, lo dimostra anche l’iniziativa del novembre 2016, quando a Roma è andato ad incontrare sette famiglie, tutte formate da giovani che hanno lasciato, nel corso di questi ultimi anni, il sacerdozio. Papa Bergoglio ha inteso offrire un segno di vicinanza e di affetto a quei giovani che hanno compiuto una scelta spesso non condivisa dai loro confratelli sacerdoti e familiari.

C’è poi la questione dei «viri probati» (uomini di provata fede e comportamento integerrimo, anche se sposati, da ammettere al sacerdozio) – di cui si discute all’interno della Chiesa – che potrebbero essere la soluzione al problema del numero delle vocazioni. I «viri probati» potrebbero essere adatti per guidare piccole comunità cristiane generalmente in zone remote o poco accessibili, con un ruolo simile a quello del prete. Due anni fa fu il vescovo di origine austriaca Erwin Kraütler, attualmente responsabile della prelatura di Xingu, la più estesa del Brasile, chiese al Papa di esaminare la questione dei «viri probati».

Kraütler rilasciò un’intervista al Salzburger Nachrichten, in cui lamentava la difficoltà di recare assistenza spirituale in un territorio sconfinato di 700mila fedeli e 800 comunità con soli 27 sacerdoti. Più di dieci anni fa, anche il cardinale Claudio Hummes, arcivescovo emerito di San Paolo e allora prefetto della Congregazione del clero, aveva portato avanti la discussione sui «viri probati». E nel 2006 aveva dichiarato a un giornale brasiliano che «il celibato è una disciplina, non un dogma della Chiesa», aggiungendo: «Sappiamo per certo che molti degli apostoli erano sposati.

La chiesa moderna deve tener conto di questo aspetto se vorrà essere al passo con la storia». Attualmente Hummes è uno dei cardinali più vicini a Papa Francesco, ma è difficile prevedere se la riflessione su un tema così delicato potrà produrre una svolta”.
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